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Tribunale di Varese su Skill Games. Depositate le motivazioni

In: Skill games

24 giugno 2015 - 16:09


ripamontins

(Jamma) – Di grande impatto le motivazioni rese dal Tribunale di Varese con Sentenza depositata il 9 giugno 2015. Sentenza con cui il Tribunale stesso aveva assolto con ampia formula un titolare di PDC collegato a Multipla srl, nonché lo stesso amministratore del concessionario predetto.
Molte le violazioni che erano state contestate agli imputati: gioco d’azzardo, raccolta abusiva in difetto di titolo di giochi e scommesse, art.17 tulps. Tutto era scaturito da un sequestro attuato su totem installati presso un PDC tramite i quali i clienti potevano connettersi al portale di Multipla e giocare ai giochi offerti dalla piattaforma tra cui il poker.
La Sentenza recepisce totalmente le argomentazioni difensive dell’Avv.Marco Ripamonti, difensore dell’amministratore di Multipla, e così statuisce: “Come autorevolmente e condivisibilmente ritenuto dalla Corte di Cassazione (III penale n.23640 in data 18.5.2012 depositata il 31.5.2013) occorre distinguere, nell’applicazione della legge, fra la sede in cui la società concessionaria è autorizzata ad operare, sede individuata nella concessione rilasciata da AAMS e non modificabile, salvo deroghe dalla stessa consentite, e la sede del punto di commercializzazione – la cui istituzione è prevista anche dalla più recente e restrittiva disciplina – che è quella stabilità nell’apposito contratto stipulato tra concessionario e il gestore del PDC. Una sovrapposizione di tali sedi, quale operata dall’ipotesi accusatoria, si fonda sul presupposto, come osserva la Suprema Corte che presso il punto di commercializzazione venga svolta un’intermediazione, non consentita, nell’attività di raccolta del gioco e delle scommesse autorizzata in favore della sola società titolare della concessione risolvendosi tutto ciò nello spostamento o estensione dell’attività autorizzata a sedi diverse da quella prevista nell’atto di concessione. In effetti il titolare, in forza di apposito contratto, di un PDC di una concessionaria di AAMS che si limiti ad accettare per conto di quest’ultima, le scommesse per via telematica ed eviti ogni forma di intermediazione nelle attività tipiche nel contratto di scommessa sportiva, agisce come mero punto remoto di accettazione operante per la concessionaria senza che ciò violi da parte di quest’ultima il divieto di istituzione di sedi diverse da quella individuata nella concessione, ne’ tantomeno configuri a carico del titolare del PDC il delitto di cui all’art.4 legge 401/89… I titolari dei centri debbono avere determinati requisiti soggettivi ed è fatto loro divieto di raccolta di giocate, di riscossione di poste in gioco di liquidazione di vincite o rimborsi presso i centri medesimi; è consentito presso i PDC l’acquisto di ricariche ai fini dell’attività di gioco e la presenza di postazioni telematiche a disposizione del cliente. Ciò che deve essere garantito è il rapporto diretto fra concessionario e scommettitore, cosicché è,necessario che sia lo scommettitore a utilizzare personalmente l’apparato telematico ai fini della trasmissione dei dati di gioco senza potersi avvalere dell’ausilio degli addetti operanti presso i punti remoti di gioco, che poi provvedono soltanto all’inoltro dei dati all’agenzia concessionaria… Nel caso di specie, nulla è stato accertato in ordine alla violazione di suddetti divieti … non risulta che presso il locale sia mai stata esercitata attività diversa da quella della semplice commercializzazione, secondo la nozione di cui al decreto direttoriale sopra citato. La messa a disposizione degli utenti degli stampati forniti dalla concessionaria per la stipula dei contratti di gioco, la vendita delle ricariche e l’invio dei riepiloghi delle medesime, la predisposizione di apparecchiature che, attraverso la connessione telematica, consentano ai clienti di giocare sulle piattaforme di gioco messe a disposizione dai concessionari online, non si risolve dunque nell’esercizio o raccolta a distanza di del gioco, neppure nella forma dell’intermediazione… tanto più deve essere esclusa la sussistenza del ratio di gioco d’azzardo contestato al capo a): il gioco del poker cui era dato accesso dalle postazioni presenti nel locale era perfettamente legale perché autorizzato da AAMS e i clienti vi giocavano autonomamente …”.
L’avv.Marco Ripamonti ha manifestato soddisfazione per la sentenza, che ha definito quantomai attuale ed in grado di fare ulteriore chiarezza sulle prerogative del PDC e sullo stesso utilizzo dei cd totem, ricordando come la stessa Cassazione menzionata dal Tribunale di Varese avesse proprio preso in esame fattispecie comunque collegata al concessionario Multipla srl le cui ragioni sono ormai ampiamente emerse.

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