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Il vero trend del gioco online italiano nel primo semestre 2015. di Giovanni Carboni

In: Online

26 agosto 2015 - 14:41


giovanni-Carboni

(Jamma) Nel primo semestre dell’anno, sulla base dei dati che da qualche tempo l’ADM pubblica sul proprio sito nell’area riservata dei concessionari, il settore del gioco online pare mostrare un significativo cambiamento di trend rispetto al triennio precedente nel quale la spesa annua (ovvero il GGR, il margine al lordo dell’imposta) era rimasta sostanzialmente invariata.

Il GGR del primo semestre passa da 359 del 2014 a 390 milioni di euro, con un incremento dell’8,6%. Su base annua tale trend corrisponde a un incremento da 728 del 2014 a 790 milioni di euro nel 2015. La crescita è fondamentalmente la risultante delle variazioni avvenute nelle tre tipologie di giochi principali:
• il GGR dei casino games passa da 124,4 a 153,6 milioni di euro con una crescita pari a +24%,
• il GGR delle scommesse sportive a quota fissa passa da 107 a 126,4 milioni di euro con un incremento pari a +18%,
• il GGR del poker cash, invece, cala da 58 milioni di euro a 44,7, pari a -23%.
Il GGR di poker tournament e i giochi di skill, che assieme costituiscono la quarta tipologia di giochi, passa da 39,1 milioni di euro a 38,1, con un calo di -3%. Il GGR del poker tournament costituisce circa l’88% del totale, pari a circa 33,5 milioni di euro. A differenza della poker cash il tournament ha trovato un punto di equilibrio che può preludere ad una piccola ripresa.
Casino games, sportbook, poker e skill valgono nel 2015 il 93% del GGR totale. Tutti gli altri giochi valgono complessivamente 31 milioni di euro nel 2014 e 27,5 nel 2015, con una riduzione di -11%. Quindi contribuiscono assai poco al risultato complessivo, anche se alcuni di essi registrano variazioni interessanti:
• il betting exchange cresce addirittura del 450%, ma il lancio del gioco è avvenuto a fine 2014 e, comunque, il dato assoluto è minuscolo, 1,2 milioni di euro nel primo semestre 2015;
• i giochi del Lotto mostrano una crescita interessante, pari a circa 70%, attribuibile alla variante 10eLotto che consente giocate ogni 5 minuti;
• risultano in crescita del 10% le scommesse ippiche, che raggiungono 7,4 milioni di euro nel semestre, dopo un periodo lunghissimo di continuo calo;
• gli altri giochi, Bingo, Gratta e Vinci e Superenalotto, ed anche le Scommese Virtuali che online non hanno mai avuto risultati brillanti, sono in calo.
Il sensibile incremento del GGR totale sembra confortante, ma deve essere sottoposto ad una analisi più approfondita, perché come negli anni precedenti esso è la risultante della variazione della propensione al gioco e del trasferimento di gioco tra i canali legale e illegale.
Nel 2015 si è registrato l’ingresso di bet365 che ha ora oltre il 20% di quota GGR nel segmento delle scommesse online e che trasferì in ottobre 2014 sul circuito dot.it i giocatori precedentemente serviti sul dot.com divenendo immediatamente leader del segmento delle scommesse online. Pertanto, nonostante lo sviluppo dell’offerta delle scommesse su palinsesto complementare a partire dalla fine del 2013 e della connessa offerta di gioco live, non si riscontra una effettiva significativa crescita del mercato. È avvenuto piuttosto un travaso dal circuito dot.com al circuito dot.it e una contemporanea modifica del mix tra scommesse pre-play ed in-play. Tenuto conto dell’ingresso di bet365, contrariamente a quanto taluni affermano, non si individua neppure una significativa migrazione di GGR dal canale fisico al canale online.
La crescita del GGR dei giochi di casino è totalmente riconducibile al segmento delle slot, come indicato i dati forniti nei mesi scorsi dal Politecnico di Milano. L’incremento registrato è la risultante di un raddoppio dei volumi delle slot accompagnato da un calo dei giochi di carte e da un andamento costante del gioco della roulette. In questo caso il trend del segmento va ricondotto in larga misura all’abbandono del mercato degli operatori dot.com da parte dei maggiori provider delle piattaforme di gioco, mentre è attribuibile a una vera crescita del mercato tuttalpiù una quota minore.
Riguardo al poker i trend del torneo e del cash divergono, a differenza del passato. Ora continua la contrazione del poker cash per fermare la quale potrebbe non essere sufficiente neppure la liquidità internazionale, tenuto conto che analoghi trend negativi pur se meno marcati si registrano in tutti i mercati occidentali. Nel caso del poker cash va evidenziato che è però avvenuta nell’ultimo biennio una migrazione inversa di giocatori, dal mercato legale a quello illegale, che spiega in parte la contrazione in corso.
Complessivamente, in relazione ai fenomeni di migrazione di gioco tra i canali legale e illegale, si può stimare che il mercato del gioco online totale (legale e illegale) sia pressoché stabile nel 2015. Come lo è stato nel 2014 rispetto al 2013 tenuto conto che la crescita del 4% allora registrata dal gioco legale era in gran parte prodotta dall’abbandono di operatori di gioco dotcom da parte dei primi provider che aderirono alla moral suasion dell’ADM (Paytech in particolare a fine giugno 2014).
Nel quadriennio precedente il GGR annuale del gioco online era stato: 690 milioni di euro nel 2010, 735 nel 2011, 749 nel 2012 e infine 720 nel 2013. Come commentai a inizio 2014 (http://www.egla.eu/w/portfolio-view/gioco-online-in-italia-14-nel-2013/#sthash.VskTPZrN.dpbs) “la verità è che il picco della propensione nei confronti del gioco online si è verificato nel 2010, mentre la crescita nei successivi due anni è stata solo apparente e il calo nel 2013 è maggiore di quello che sembra. La spesa del gioco legale è cresciuta nel quadriennio 2010 – 2013 da 690 miliardi di euro a 720 soltanto perché contemporaneamente è avvenuta una forte sottrazione di volumi al mercato illegale.”.
Se teniamo conto della sottrazione del gioco dal circuito illegale, che è sempre progressivamente avvenuta grazie alla gestione resa finora possibile dalle norme, la propensione al gioco online è sostanzialmente stabile anche nel 2015 e la spesa del gioco online totale è presumibilmente inferiore a quella del 2010, nonostante la stridente contraddizione con i trend degli altri settori dell’e-commerce.



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