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Gioco on line, nel 2012 spesi 749 mln di euro, +1,9%

In: Cronache, Online

22 gennaio 2013 - 11:35


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(Jamma) Nel 2012 la spesa complessiva in giochi a distanza è stata sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente: 749 milioni di euro, con un aumento di 14,5 milioni, ovvero l’1,9%

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Considerando i giochi di abilità congiuntamente ai nuovi giochi di carte e di sorte, ovvero poker a torneo, poker cash e giochi da casinò, nel 2012 la spesa è cresciuta del 17,1% rispetto al 2011. I dati di dettaglio sono esposti più avanti in questo comunicato.

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La spesa in scommesse sportive è calata del 20,1% rispetto all’anno precedente, sostanzialmente a causa di un sostanzialmente a causa di un payout, nel 2012, particolarmente alto (86,5%). In altre parole, nel 2012, a parità di somme messe in gioco rispetto al 2011, gli scommettitori hanno vinto in maniera molto più consistente. A settembre il payout ha addirittura superato il 100%, ovvero le somme vinte sono state maggiori rispetto a quelle giocate.

La quota di scommesse sportive giocate on-line rispetto a quelle giocate “a terra” è stata, nel 2012, il 33,4%.

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Passiamo ai restanti giochi a distanza. Nel 2012 la spesa in bingo on-line (tabella 4) presenta una diminuzione del 22,1% rispetto al 2011 (equivalente a 10,1 milioni in meno), presumibilmente dovuta all’introduzione dei giochi da casinò, la cui spesa, come si vedrà, è cresciuta di 97,7 milioni. Il bingo resta saldamente al terzo posto tra le categorie di giochi a distanza più popolari in termini di spesa

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La spesa in scom­messe ippiche (tabella 5), dopo i primi 4 mesi in forte diminuzione, ha recuperato e ha chiuso in parità assoluta rispetto al 2011 (+0,2%), grazie anche all’avvio dell’offerta di scommesse ippiche a quota fissa da parte di un concessionario.

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Anche la spesa on-line nei giochi del “Superenalotto”, del “Superstar”, del “Win for life” e dell’“Eurojackpot” è invariata rispetto al 2011 (+0,3%), anche se le somme giocate sono diminuite sensibilmente, in analogia a quanto avvenuto per gli stessi giochi su rete fisica

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La spesa in “Gratta e vinci” è diminuita del 41,4% (ovvero 4,6 milioni), anche in questo caso a seguito dell’avvio dei giochi da casinò.

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La spesa on-line per l’ippica nazionale, internazionale e V7, dopo 6 mesi di calo molto sensibile (oltre il 50%) ha invertito l’andamento e a partire da luglio ha presentato una crescita sostenuta, chiudendo in ogni caso a –23,8% rispetto al 2011.

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La spesa in concorsi pronostici e giochi “Big”, che ha sempre avuto valori assoluti molto bassi (rappresenta lo 0,1% della spesa complessiva in giochi on-line), è diminuita nel 2012 del 9,2%.

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In generale si conferma l’orientamento delle preferenze del pubblico sulle due categorie più popolari (giochi di abilità/poker/casinò e scommesse sportive), che insieme rappresentano, nel 2012, ben il 90,0% della spesa in giochi a distanza (aggiungendo il bingo si arriva al 95,7%) e che meglio si prestano alla fruizione “on-line”. Per le restanti categorie, continua a prevalere invece l’abitudine alla fruizione “fisica”.

La spesa media mensile si è assestata sugli 11 milioni, e nel 2012 la spesa è diminuita del 37,6% rispetto al 2011, in parte a causa dell’avvio del poker “cash” nel luglio 2011, e in parte a causa di un calo generalizzato del gioco del poker che si sta verificando anche nei mercati esteri.

Nel 2012 la spesa per i giochi di carte non a torneo (tra cui il poker “cash”) è in aumento del 63,6%, ma il confronto con il 2011 è incompleto poiché questa categoria di giochi è stata introdotta, come detto, solo a luglio 2011. Negli ultimi mesi del 2012 la spesa è calata mediamente di oltre il 30%, a causa di due motivi concorrenti: la diminuzione generalizzata della spesa in giochi in Italia, e in poker in Europa, e la fine dell’“effetto novità” dell’agosto 2011, quando i giocatori provarono in massa il poker “cash” appena introdotto.

Nel 2012 la spesa per i giochi di sorte a quota fissa a i giochi di carte in solitario (i c.d. “giochi da casinò) è cresciuta di quasi il 200%, ma anche in questo caso il confronto non è corretto poiché tali giochi non erano presenti nei primi 6 mesi del 2011. Di particolare interesse è il dato di dicembre, superiore di oltre il 40% rispetto al mese precedente, a causa dell’introduzione, il 3 dicembre, delle slot machines on-line. Si tratta di giochi già largamente praticati dagli italiani sui siti non autorizzati prima della loro regolamentazione, e per i quali si sta evidentemente verificando un sensibile rientro verso il circuito legale e controllato.

La regolamentazione delle nuove categorie di giochi a distanza nel luglio 2011 (c.d. “poker cash” e “casinò”) e nel dicembre 2012 (“slot machines”), ha fatto sì che, in un periodo storico di diminuzione generalizzata per tutti i giochi con vincita in denaro nel nostro paese (–4,6% nei primi 10 mesi del 2012 1, a fronte di un calo dei consumi delle famiglie, nello stesso periodo, del 2,2%2), il comparto del gioco on-line abbia conseguito un lieve aumento. Il recupero di gioco dal settore illegale (praticato sui siti sprovvisti di qualsiasi licenza o autorizzati in altre giurisdizioni ma non nel nostro paese) ha dunque più che compensato la contrazione complessiva.

Il consistente recupero di gioco irregolare è stato reso possibile grazie alla differenziazione del modello di imposizione fiscale sui giochi a distanza, tale da renderlo compatibile con le caratteristiche tecniche dei diversi giochi. In particolare, con il decreto legge n. 39 del 2009, è stata introdotta, per la prima volta nell’ordinamento italiano, l’imposta del 20 per cento sulla raccolta netta (raccolta meno vincite), sui giochi “poker cash” e “casinò”, mentre è rimasta invariata l’imposta del 3 per cento sulla raccolta per i giochi di abilità. Il modello di tassazione adottato è l’unico che permette l’offerta di versioni “legali” di questi giochi che abbiano payout concorrenziali con quelli non regolamentati. Un diverso modello comporterebbe necessariamente l’abbassamento dei payout e, conseguentemente, una sorta di “fuga dei capitali” dei giocatori verso i siti non autorizzati, anche se legittimi in altre giurisdizioni.

La positiva esperienza italiana nella complessa attività di regolamentazione dei giochi on-line, e in particolare l’adozione di diversi e nuovi criteri di tassazione, rappresentano un modello a cui diverse altre giurisdizioni europee si sono ispirate o si stanno ispirando, sia per quanto riguarda l’apertura dei rispettivi mercati, sia per la revisione delle regole esistenti. Inoltre il sistema italiano di regolamentazione rappresenta un caso oggetto di attento studio da parte del gruppo di esperti che la Commissione Europea ha recentemente istituito, in seguito alla pubblicazione del “Libro verde sul gioco d’azzardo on-line”, allo scopo di preparare i possibili futuri interventi comunitari in questo settore.

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