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Gioco on line. Ad agosto spesi on line circa 49 mln di euro, -11,3% rispetto al 2011

In: Cronache, Online

4 ottobre 2012 - 11:54


Online-Gambling
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(Jamma) A luglio la spesa complessiva a distanza è stata di oltre 52 milioni di euro, ad agosto di circa 49 milioni.

Il valore della raccolta, con l’introduzione di giochi che per la loro natura presentano un payout molto alto, superiore al 97% (giochi di carte e giochi di sorte a quota fissa), non è confrontabile con quello dei mesi precedenti ad agosto 2011. Il valore della spesa, invece, consente di confrontare in modo omogeneo i giochi con payout molto differenti tra loro.

A partire da agosto, come detto, è possibile un confronto più significativo dell’andamento della spesa, poiché agosto 2011 è stato il primo mese in cui l’offerta legale di giochi on-line comprendeva anche i nuovi giochi. Rispetto all’anno precedente, la spesa è in calo, ad agosto, dell’11,3%, a causa, come per gli altri giochi su rete fisica, della congiuntura economica e della relativa diminuzione del reddito disponibile per servizi di intrattenimento. Il calo della spesa in giochi on-line è cominciato in realtà già a partire dal 2011 (cfr. i dati da febbraio a luglio 2011), ma è stato, nei mesi successivi e fino a luglio 2012, più che compensato dal recupero di quote di gioco precedentemente praticate sui siti illegali.

Considerando i giochi di abilità congiuntamente ai nuovi giochi di carte e di sorte, ad agosto la spesa è diminuita del 17,3% rispetto al 2011. I dati di dettaglio sono esposti più avanti in questo comunicato.

La spesa in scommesse sportive, anche grazie alle Olimpiadi, è in aumento rispetto a luglio e agosto 2011 (+35,2 e 18,5% rispettivamente).

La quota di scommesse sportive giocate on line rispetto a quelle giocate “a terra” (in termini di raccolta) è, a luglio, il 33,2%, e, ad agosto, il 33,8%.

Passando ai restanti giochi a distanza, nel mese di agosto, il bingo, è in calo nel confronto annuale (–12,6% rispetto ad agosto 2011). Il bingo resta saldamente al terzo posto tra le categorie di giochi a distanza più popolari in termini di spesa.

La spesa in scom­messe ippiche è in aumento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (+33,4% a luglio e +5,9% ad agosto), grazie anche all’avvio dell’offerta di scommesse ippiche a quota fissa da parte di un concessionario.

 

La spesa on line nei giochi del “Superenalotto”, del “Superstar” e del “Win for life” è assestata sui valori degli ultimi mesi (–31,4% rispetto ad agosto 2011).

La spesa in “Gratta e vinci” continua a diminuire (–28,2% rispetto ad agosto 2011).

La spesa on line per l’ippica nazionale, internazionale e V7 ha invertito l’andamento e a partire da luglio presenta una crescita sensibile (+44,7% a luglio e +40,5% ad agosto).

La spesa in concorsi pronostici e giochi “Big” ad agosto è diminuita del 29,9%.

 

In generale si conferma l’orientamento delle preferenze del pubblico sulle due categorie più popolari (giochi di abilità/poker/casinò e scommesse sportive), che insieme rappresentano, nei primi otto mesi del 2012, ben l’89,7% della spesa in giochi a distanza (aggiungendo il bingo si arriva al 95,5%) e che meglio si prestano alla fruizione “on line”. Per le restanti categorie, continua a prevalere invece l’abitudine alla fruizione “fisica”.

 

Nelle figure che seguono, presentiamo un approfondimento dedicato ai giochi di abilità (che comprendono il poker in forma di torneo) e ai nuovi giochi introdotti a partire dal 18 luglio 2011: giochi di carte organizzati in forma diversa dal torneo tra giocatori (c.d. “poker cash”) e giochi di sorte a quota fissa più giochi di carte a solitario (c.d. “giochi da casinò”).

Giochi di abilità a distanza

Con l’avvio dei giochi di carte non a torneo a metà luglio 2011, la spesa media mensile ha subito un  prevedibile forte calo poiché parte dei giocatori si sono spostati sulla modalità “cash”, così come avviene su tutti i mercati esteri. A luglio 2012 la spesa è in flessione del 27,1% sull’anno precedente, ad agosto del 5,1%.

Giochi di carte non a torneo (tra cui il poker “cash”)

Ad agosto la spesa è in calo del 41% rispetto allo stesso mese del 2011, a causa di due motivi concorrenti: la diminuzione generalizzata della spesa in giochi e l’“effetto novità” dello scorso agosto, quando i giocatori provarono in massa il poker “cash” appena introdotto.

Giochi di sorte a quota fissa a i giochi di carte in solitario

Ad agosto la spesa è in crescita del 45,2% rispetto all’anno precedente, quando però ancora pochi concessionari offrivano tali giochi.

 

La regolamentazione delle nuove categorie di giochi a distanza nel luglio 2011 (c.d. “poker cash” e “casinò”), non si è tradotta unicamente in un aumento della spesa (+12,0% nei prime otto mesi dell’anno, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, equivalenti a 53,1 milioni di euro), ma ha comportato una variazione sensibile della composizione della domanda.

In particolare, i soli giochi di abilità (“poker a torneo”), nei primi otto mesi del 2011, rappresentavano il 45,7% della spesa complessiva in giochi a distanza, mentre nello stesso periodo del 2012, i giochi di abilità, unitamente ai nuovi giochi citati, hanno rappresentato il 68,2% della spesa.

I soli giochi di abilità, rispetto ai primi otto mesi del 2011, scendono dal 45,7 al 21,1% della spesa complessiva. In altre parole, la spesa in giochi di abilità è calata di 97,9 milioni di euro, mentre la maggiore spesa in “poker cash” è di 146,0 milioni e quella in “giochi da casinò” è di 87,9 milioni. Il saldo netto per i primi due quadrimestri, dunque, è: (146,0 + 87,9 – 97,9) = 136,0 milioni di euro.

Si tratta di 136 milioni in larghissima parte recuperati al circuito illegale, ovvero precedentemente spesi da giocatori residenti in Italia su siti di gioco sprovvisti di qualsiasi licenza, o autorizzati in altre giurisdizioni ma non nel nostro paese.

La nuova composizione della spesa, per inciso, ricalca fedelmente quella riscontrabile nel mercato internazionale, con la sola eccezione dei “giochi da casinò”, che, in attesa del completamento del prodotto, previsto per il mese di dicembre 2012, rappresentano all’estero una porzione sensibilmente più elevata della spesa dei giocatori.

Il consistente recupero di gioco irregolare è stato reso possibile grazie alla differenziazione del modello di imposizione fiscale sui giochi a distanza, tale da renderlo compatibile con le caratteristiche tecniche dei diversi giochi. In particolare, con il decreto legge n. 39 del 2009, è stata introdotta, per la prima volta nell’ordinamento italiano, l’imposta del 20 per cento sulla raccolta netta (raccolta meno vincite), sui giochi “poker cash” e “casinò”, mentre è rimasta invariata l’imposta del 3 per cento sulla raccolta per i giochi di abilità.

Il payout (percentuale delle somme giocate che vengono restituite ai giocatori in vincite) dei giochi citati è molto differente: circa 88% per i giochi di abilità; oltre il 97% per “poker cash” e “casinò”. Anche in questo caso tali valori corrispondono sostanzialmente a quelli riscontrabili sui siti irregolari. Il modello di tassazione adottato è l’unico che permette l’offerta di versioni “legali” di questi giochi che abbiano payout concorrenziali con quelli non regolamentati. Un diverso modello comporterebbe necessariamente l’abbassamento dei payout e, conseguentemente, una sorta di “fuga dei capitali” dei giocatori verso i siti non autorizzati, anche se legittimi in altre giurisdizioni.

La positiva esperienza italiana nella complessa attività di regolamentazione dei giochi on line, e in particolare l’adozione di diversi e nuovi criteri di tassazione, rappresentano un modello a cui diverse altre giurisdizioni europee si sono ispirate o si stanno ispirando, sia per quanto riguarda l’apertura dei rispettivi mercati, sia per la revisione delle regole esistenti.

 

Per ulteriori informazioni

Raccolta gioco agosto 2012

 

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