Cerca nel sito
Facebook Twitter Youtube RSS
 

Giochi on line. Raccolti ad aprile 1,3 miliardi di euro

In: Online

24 maggio 2012 - 15:11


Online-Gambling

Sanremo. Siglato nella tarda serata di ieri l’accordo per l’esodo alla Casinò s.p.a.

 

Indagine conoscitiva sul gioco. In audizione anche il min. Riccardi; poi, documento conclusivo entro fine luglio

 

Germania. Rilasciate quattro nuove licenze per il mercato dei giochi on line nello Schleswig-Holstein

 

(Jamma) Una raccolta di quasi 1,3 miliardi di euro nel mese di aprile con una spesa complessiva di oltre 67 milioni di euro: questi i dati ufficiali forniti dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato per quanto riguarda i giochi online nell’ultimo mese.

Il valore della raccolta, con l’introduzione di giochi che per la loro natura presentano un payout molto alto, superiore al 97% (giochi di carte e giochi di sorte a quota fissa), non è confrontabile con quello dei mesi precedenti ad agosto 2011. Il valore della spesa, invece, consente di confrontare in modo omogeneo i giochi con payout molto differenti tra loro.

L’introduzione dei nuovi giochi molto popolari all’estero, a metà luglio del 2011, ha consentito di riportare nell’alveo legale e controllato molti giocatori italiani che precedentemente giocavano sui siti illegali. Conseguentemente, ad aprile, la spesa complessiva ha continuato nel suo trend di crescita, conseguendo un +9,3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Considerando i giochi di abilità congiuntamente ai nuovi giochi di carte e di sorte, ad aprile la spesa è cresciuta del 57,5% rispetto al 2011 (quando erano disponibili i soli giochi di abilità). La spesa in scommesse sportive è in calo rispetto ad aprile 2011 (–29,1%). La quota di scommesse sportive giocate on line rispetto a quelle giocate “a terra” (in termini di raccolta) è, ad aprile, il 31,4%. Passando ai restanti giochi a distanza, nel mese di aprile, il bingo, è in calo nel confronto annuale (3.813.700 euro, –26,6% rispetto ad aprile 2011). Il bingo resta saldamente al terzo posto tra le categorie di giochi a distanza più popolari in termini di spesa.

La spesa on line nei giochi del “Superenalotto”, del “Superstar” e del “Win for life” è assestata sui valori degli ultimi 10 mesi (727.424 euro, –24,2% rispetto ad aprile 2011). La spesa in scommesse ippiche continua a crescere dopo il drastico calo dovuto allo sciopero di gennaio, ed è solo leggermente in calo nel confronto annuale (928.421 euro, –8,2% rispetto ad aprile dello scorso anno).

I “Gratta e vinci” sono stazionari sin da giugno dello scorso anno (652.880 euro, –41,4% rispetto ad aprile 2011). La spesa on line per l’ippica nazionale, internazionale e V7 resta in calo sensibile (379.782 euro, –49,9% rispetto ad aprile 2011). La spesa in concorsi pronostici e giochi “Big” ad aprile è stata di 73.973 euro (–55,0% rispetto ad aprile 2011).

 

In generale, ancora una volta, si conferma l’orientamento delle preferenze del pubblico sulle due categorie più popolari (giochi di abilità, ora affiancati dai giochi di carte e dai giochi di sorte a quota fissa, e scommesse sportive), che insieme rappresentano, nei primi quattro mesi del 2012, ben il 90,5% della spesa in giochi a distanza (aggiungendo il bingo si arriva al 96,3%) e che meglio si prestano alla fruizione “on line”. Per le restanti categorie, continua a prevalere invece l’abitudine alla fruizione “fisica”.

La regolamentazione delle nuove categorie di giochi a distanza nel luglio 2011 (c.d. “poker cash” e “casinò”), non si è tradotta unicamente in un aumento della spesa (+8,6% nel primo quadrimestre, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, equivalenti a 22,5 milioni di euro), ma ha comportato una variazione sensibile della composizione della domanda.

In particolare, i soli giochi di abilità (“poker a torneo”), nel primo quadrimestre del 2011, rappresentavano il 47,2% della spesa complessiva in giochi a distanza, mentre nello stesso periodo del 2012, i giochi di abilità, unitamente ai nuovi giochi citati, hanno rappresentato il 65,4% della spesa.

I soli giochi di abilità, nel primo quadrimestre del 2012 scendono in un anno dal 47,2 al 20,9% della spesa complessiva. In altre parole, la spesa in giochi di abilità è calata di 62,5 milioni di euro, mentre la maggiore spesa in “poker cash” è di 84,0 milioni e quella in “giochi da casinò” è di 43,0 milioni. Il saldo netto per il quadrimestre, dunque, è: (84,0 + 43,0 – 62,5) = 64,5 milioni di euro.

Si tratta di 64,5 milioni in larghissima parte recuperati al circuito illegale, ovvero precedentemente spesi da giocatori residenti in Italia su siti di gioco sprovvisti di qualsiasi licenza, o autorizzati in altre giurisdizioni ma non nel nostro paese.

È possibile che alcuni dei giochi pre-esistenti abbiano risentito della “concorrenza” dei nuovi giochi, in particolare il bingo e i gratta e vinci, che insieme hanno conseguito una diminuzione di spesa, nel quadrimestre, di 8,0 milioni di euro. Anche nel caso teorico in cui l’intera diminuzione sia imputabile all’introduzione dei nuovi giochi, il saldo positivo ammonterebbe a 56,5 milioni.

La nuova composizione della spesa, per inciso, ricalca fedelmente quella riscontrabile nel mercato internazionale, con la sola eccezione dei “giochi da casinò”, che, in attesa del completamento del prodotto, rappresentano all’estero una porzione sensibilmente più elevata della spesa dei giocatori.

Il consistente recupero di gioco irregolare è stato reso possibile grazie alla differenziazione del modello di imposizione fiscale sui giochi a distanza, tale da renderlo compatibile con le caratteristiche tecniche dei diversi giochi. In particolare, con il decreto legge n. 39 del 2009, è stata introdotta, per la prima volta nell’ordinamento italiano, l’imposta del 20 per cento sulla raccolta netta (raccolta meno vincite), sui giochi “poker cash” e “casinò”, mentre è rimasta invariata l’imposta del 3 per cento sulla raccolta per i giochi di abilità.

Il payout (percentuale delle somme giocate che vengono restituite ai giocatori in vincite) dei giochi citati è molto differente: circa 88% per i giochi di abilità; circa 97% per “poker cash” e “casinò”. Anche in questo caso tali valori corrispondono sostanzialmente a quelli riscontrabili sui siti irregolari. Il modello di tassazione adottato è l’unico che permette l’offerta di versioni “legali” di questi giochi che abbiano payout concorrenziali con quelli non regolamentati. Un diverso modello comporterebbe necessariamente l’abbassamento dei payout e, conseguentemente, una sorta di “fuga dei capitali” dei giocatori verso i siti non autorizzati, anche se legittimi in altre giurisdizioni.

La positiva esperienza italiana nella complessa attività di regolamentazione dei giochi on line, e in particolare l’adozione di diversi e nuovi criteri di tassazione, rappresentano un modello a cui diverse altre giurisdizioni europee si sono ispirate o si stanno ispirando, sia per quanto riguarda l’apertura dei rispettivi mercati, sia per la revisione delle regole esistenti.

 

Ricordiamo che i giochi disponibili per via telematica sono i seguenti:

  • scommesse sportive a quota fissa;
  • scommesse ippiche;
  • lotterie istantanee (“Gratta e vinci”);
  • ippica nazionale e internazionale, operativa dal 4 marzo 2008;
  • concorsi pronostici (“Totocalcio”, “il9” e “Totogol”) e scommesse a totalizzatore (“Big Match” e “Big Race”), operativi dal 5 marzo 2008;
  • giochi di abilità, operativi dal 2 settembre 2008;
  • “superenalotto” e “superstar”, operativo dal 2 luglio 2009;
  • bingo, operativo dal 23 dicembre 2009;
  • “Win for life”, operativo dal 30 marzo 2010;
  • giochi di carte organizzati in forma diversa dal torneo, tra giocatori (c.d. “poker cash”), operativi dal 18 luglio 2011;
  • giochi di carte organizzati in forma diversa dal torneo, a solitario, e giochi di sorte a quota fissa (c.d. “giochi da casinò”), operativi dal 18 luglio 2011.
Commenta su Facebook


Realizzazione sito