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Fallito il tentativo ADM di coinvolgere i provider nella tutela del gioco da remoto regolamentato

In: Online

13 ottobre 2014 - 08:44


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(Jamma) – A fine giugno il provider internazionale Playtech dichiarava di aver sospeso la fornitura di servizi di gioco a diversi casinò offshore non autorizzati nel nostro Paese. La raccolta dell’online aveva subito registrato – secondo alcuni – un beneficio da questa iniziativa che faceva seguito ad una fitta serie di incontri tra i tecnici dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e gli operatori.
Ormai superata la strategia di bloccare i singoli siti illegali (circa 5.000 all’ultimo censimento dei Monopoli di Stato ma sempre accessibili con semplice cambio di indirizzo IP), secondo l’ADM, per una teoria illustrata anche nel corso dei tavoli di confronto con le altre autorità di regolamentazione europee, i provider internazionali possono contribuire attivamente nel risolvere il problema del gioco transfrontaliero e della elusione delle imposte nazionali.

Così i responsabili di ADM avevano incontrato i dirigenti di NetEnt, Amaya, Microgaming, Evolution Gaming, e di altri grandi provider internazionali oltre a quelli Playtech, per convincerli ad adoperarsi e inibire il gioco dot-com agli utenti italiani dalle loro piattaforme.

Ma queste organizzazioni si sono limitate a scrivere ai loro clienti, ovvero ai gestori dei domini dot-com che utilizzano le loro piattaforme online e i loro giochi, invitandoli a non offrire gioco in difetto di licenza agli utenti italiani.

Un semplice invito, non una adeguata modifica delle piattaforme con l’implementazione della funzione di inibizione al gioco secondo la geolocalizzazione dell’utente.

Il risultato oggi sembra molto meno soddisfacente rispetto ai primi giorni di luglio e sicuramente disattende ogni sperata previsione.

Il gestori dei singoli siti dot-com, infatti, continuano a offrire gioco agli italiani e senza aver cambiato i loro fornitori come si ipotizzava potessero fare nel caso di una effettiva collaborazione dei grandi provider internazionali.

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