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Cassazione sull’on line: estraneità tra i ruoli di chi realizza la piattaforma e di chi ne esercita l’utilizzo effettivo per la raccolta del gioco

In: Online

14 novembre 2013 - 08:58


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La Corte di Cassazione si esprime su procedimento intrapreso dalla Procura della Repubblica di Bologna su apparecchi comma 6 e gioco on line. Motivazione depositata il 7 Novembre 2013.

 

(Jamma) – Dopo le note vicissitudini di natura cautelare personale per i noti procedimenti pendenti l’imprenditore Luigi Tancredi, noto a tutti come Gino, grande assente alla scorsa Enada proprio in ossequio alle misure applicate, riceve una buona nuova e si vede annullare con rinvio da parte della Corte di Cassazione l’ordinanza resa dal Tribunale di Bologna con cui erano state confermate le misure cautelari personali degli arresti domiciliari, sulla base di reato associativo ipotizzato dalla Procura connesso alla raccolta abusiva di gioco on line, attraverso la piattaforma realizzata in Romania.
La Suprema Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso avanzato dal Tancredi ed ha statuito un principio di estremo rilievo per quanto riguarda il business del gioco on line.
Ed infatti, nella sostanza, è stata sentenziata la estraneità tra i ruoli di chi realizzi la piattaforma di gioco occupandosi della sola manutenzione e di chi, quale acquirente o cessionario, ne eserciti l’utilizzo effettivo per la raccolta del gioco e delle scommesse, sul quale unicamente, ad avviso della Cassazione, incombe l’onere di munirsi delle necessarie autorizzazioni amministrative per utilizzare legalmente in Italia la stessa piattaforma lecitamente accessibile in Romania.
La Suprema Corte, di diverso avviso rispetto al Collegio di Riesame, ha inoltre escluso la diretta partecipazione del Tancredi agli scopi illeciti del sodalizio, accogliendo sul punto tutte le argomentazioni in fatto espresse dalla difesa, sia con riferimento alla normalità dell’utilizzo di Skype da parte di chi si trovi all’estero e sia abituato a servirsi della tecnologia, sia con riferimento all’interesse di presunto membro dell’associazione ad asserire, pur contrariamente al vero, di avere rapporti societari di fatto col Tancredi stesso, in considerazione della maggiore autorevolezza che ne avrebbe ricevuto, considerando la figura di leader nel settore dell’on line, attribuita dalla stessa Corte Suprema in capo al Tancredi e, quindi, della maggior credibilità che ne sarebbe derivata nell’ambiente degli addetti ai lavori.
Ottimismo e soddisfazione da parte dell’avv.Marco Ripamonti, uno dei difensori di Luigi Tancredi, che lo assiste nei diversi procedimenti.

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