A un anno dalla decisione di sciogliere il precedente regolatore del gioco, l’Ucraina rivendica un cambio di rotta profondo, fondato su controlli più stringenti, digitalizzazione e contrasto all’illegalità.
Dodici mesi fa, il Parlamento ucraino ha adottato quella che viene definita una scelta “dura ma necessaria”: lo scioglimento della Commissione per la regolazione del gioco d’azzardo (KRAIL). Un organismo che, nato per vigilare sul settore e tutelare i giocatori, era finito al centro di critiche per pratiche opache e gestione discrezionale delle licenze.
Le competenze sulla definizione delle politiche nel settore del gioco e delle lotterie sono state trasferite al Ministero della Trasformazione Digitale, mentre è stata istituita una nuova agenzia statale, PlayCity, con il compito di far rispettare le regole e riportare trasparenza nel mercato.
Nel primo anno di attività, l’intervento si è concentrato sull’introduzione di strumenti concreti di tutela. Sono stati previsti limiti finanziari e temporali per tutti i giocatori, oltre a meccanismi specifici per la protezione dei soggetti più vulnerabili, tra cui i militari. Per gli operatori, il mancato rispetto di queste regole comporta il rischio di perdere la licenza.
Uno dei pilastri della riforma è il controllo digitale. È già stata avviata, in fase di test, la prima versione del sistema statale di monitoraggio online, con un operatore collegato e altri in fase di integrazione. L’obiettivo è garantire piena trasparenza e consentire allo Stato di intervenire tempestivamente in caso di violazioni.
Parallelamente, si è rafforzata l’azione repressiva. Le autorità segnalano sanzioni per oltre 80 milioni di grivne (circa 1,8 milioni di euro) per pubblicità illegale, oltre al blocco di più di 500 pagine sui social network. Sul fronte del gioco illegale online, è stato attivato un sistema di tracciamento che ha portato al blocco di oltre 3.500 siti, grazie anche a una maggiore collaborazione con le forze dell’ordine.
Anche il comparto delle lotterie è stato oggetto di interventi. Per la prima volta dopo oltre dieci anni, lo Stato ha incassato entrate pari a circa 1,6 milioni di euro (72 milioni di grivne), grazie a nuove condizioni di licenza che hanno chiuso le falle normative che permettevano di evitare i pagamenti e di mascherare apparecchi da gioco come lotterie.
Un ulteriore passaggio riguarda la digitalizzazione delle licenze. L’obiettivo è eliminare il fattore umano, affidando le decisioni a sistemi automatizzati basati su criteri chiari e predefiniti. La fase di test è prevista a breve.
Guardando al futuro, il governo punta ora a ridurre ulteriormente l’economia sommersa nel settore. A questo scopo, il Ministero ha predisposto tre proposte di legge che intervengono sul codice fiscale, sulla normativa sul gioco e sulla disciplina delle lotterie.
L’impostazione è quella di costruire un sistema in cui operare legalmente sia conveniente e la corruzione tecnicamente impossibile. Per gli operatori regolari si prospettano regole più chiare e servizi più efficienti; per quelli illegali, sanzioni più dure e blocchi sistematici.
Dopo un anno di riforme, le autorità ucraine sostengono che le regole del settore siano cambiate in modo strutturale. La sfida ora sarà consolidare questo nuovo assetto e verificarne l’efficacia nel lungo periodo.







