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Spagna, la crisi da un po’ di tregua al settore dei giochi

In: Mercato

11 dicembre 2014 - 13:05


Presentación Anuario del juego 2

(Jamma) – La Fondazione CODERE, attraverso l’Estudios sobre Juego (ESJ), presenta l'”Annuario del gioco in Spagna 2013-2014″, pubblicato dall’Istituto di Politica e Governance dell’Università Carlos III de Madrid (IPOLGOB) e diretto da José Antonio Gómez Yanez, professore di sociologia presso la stessa università.

 

Questa terza edizione riflette l’evoluzione del settore dal punto di vista economico e sociale, segmentato per comunità autonome e province dal 2008 ad oggi, e fa una ‘radiografia’ di questo settore, che si muove intorno al 2,5% del PIL e che fornisce circa 200.000 posti di lavoro diretti e indiretti. La crisi dà un po’ di tregua al settore dei giochi, dopo diversi anni di continua contrazione dei consumi mostra infatti segni di una certa stabilità parallelamente alla riattivazione di altre attività nel settore dello spettacolo. Uno dei principali motori di questa nuova fase, come l’anno scorso, sono state le scommesse sportive, che hanno permesso di promuovere e dare slancio all’occupazione in questa industria.

 

Per cause José Ignacio, Vice presidente della Fondazione Codere, “l’annuario rende più visibile il settore che supporta una enorme pressione fiscale ed è sottoposto ad un regolamento complesso e frammentato; il testo unifica, raccoglie e analizza i dati e le varie fonti dell’industria, ponendo fine alla dispersione informativa attuale, che in gran parte ha contribuito alla diffusione di un’idea negativa”.

 

Nel 2013 il gioco privato in Spagna è stato costituito – nelle sue varie attività – da 44 casinò, 350 sale bingo, 2.388 sale da gioco e 208.917 macchine da gioco “B” installate nei locali di ristorazione e altri luoghi. Inoltre, sono compresi 60 siti di gioco online autorizzati (anche se non tutti operativi) da parte della Direzione Generale della Pianificazione del Gioco (DGOJ). Oltre all’offerta privata di gioco ci sono gli operatori pubblici (SELAE e EAJA in Catalogna) e semipubblici (ONCE).

 

Il gioco d’azzardo è un’importante attività che, negli ultimi anni, è stata fortemente colpita dalla crisi dei consumi. L’import0 giocato nel settore tradizionale nel 2013 è ammontato a 23,425.8 milioni di euro, 4,8% in meno rispetto all’anno precedente. Nel gioco on line, gli importi giocati sono stati pari a 5.600 milioni di euro. Pur avendo avuto un calo del 6% dal 2008, ora pare che i giochi tradizionali siano entrati in una fase di “certa” stabilizzazione o rallentamento della caduta. Nel 2013, tra la tre varie attività di gioco, le scommesse sportive hanno registrato una crescita del 43,4%.

 

Se si considerano le entrate effettive del gioco (GGR, Gross Gaming Revenue, cioè il giocato meno l’importo dei premi), il gioco tradizionale ha raggiunto € 8.039,2 milioni di euro, 7,6% in meno rispetto al 2012. Nel frattempo, i siti web che offrono gioco autorizzato dalla hanno raggiunto 229 milioni di euro.

 

Per José Antonio Gómez Yanez, direttore dell’Annuario, “Una maggiore stabilità socio-economica favorisce l’aumento dei consumi nel tempo libero nelle case spagnole. Indubbiamente, l’intrattenimento sarà un elemento decisivo per uscire dalla crisi e uno dei settori a più alto potenziale di crescita, come il turismo e la gastronomia”. A livello regionale, la Comunità che giocano di più tramite le forme tradizionali sono Madrid (4.500 milioni di euro / anno), Catalogna e Andalusia (circa 3.500 milioni di € / anno) e Valencia (si avvicina ai 3.000 milioni di euro / anno). Superati anche i mille milioni di euro in Castilla y León, le isole Canarie e il Paese Basco.

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