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Spagna, Fondazione Codere: il consumo di gioco si normalizza e sviluppa in maniera razionale e ordinata

In: Mercato

3 giugno 2015 - 11:53


VI Informe de Percepción Social

(Jamma) – Ancora una volta la Fondazione Codere, organizzazione no-profit creata al fine di strutturare e creare attività finalizzate allo studio e all’analisi in materia di politiche di sviluppo ed evoluzione del settore dei giochi, insieme con l’Istituto di Politica e Governance presso l’Università Carlos III di Madrid (IPOLGOB) ha presentato le conclusioni del VI rapporto “percezione sociale del gioco d’azzardo in Spagna 2015”, che, dal 2009, funge da barometro per verificare lo stato del settore attraverso un’analisi del consumo di questa attività da parte degli spagnoli.

 

Questa edizione mette in evidenza la “demitizzazione” di alcune idee sbagliate che in genere circondano il mondo del gioco: si evidenzia, come l’anno precedente, che gli spagnoli non cercano di risolvere i propri problemi economici col gioco. Mentre in Spagna quasi l’80% della popolazione partecipa a un concorso a premi o si avvicina ai locali da gioco, lo studio conferma che il consumo si “razionalizza” e con la crisi si riduce, come il resto delle spese per la casa e altre attività ricreative. Infatti, per i giocatori intervistati che hanno avuto problemi a pagare il mutuo (2,7%), che hanno ritardato il pagamento dei servizi (3,2%) e quelli con ritardi nel pagamento degli acquisti (1,2%) l’anno scorso, le risorse per il gioco sono molto basse, e vengono impiegate solo per occasioni particolari.

 

La società spagnola non è immersa nel gioco d’azzardo. Il consumo del gioco non è un problema “patologico”, comparato con altri studi internazionali: gli adulti affetti da questa patologia, sono tra lo 0,1% e 0,4%, in linea con i paesi con gli indici più bassi, come tra l’altro la Svezia, Nuova Zelanda, Germania e Norvegia. Il fatto che i giovani vengano attirati dal gioco è principalmente correlato alla loro sovraesposizione ad internet. Questo conferma già le conclusioni che erano state avanzate in uno studio della Fondazione CODERE (2013), eseguito dall’Università di Valencia, secondo cui gli adolescenti non sono così attratti dal gioco in se, ma da internet. E’ questo aspetto che incide nell’aumentare la possibilità di consumo e rischio di dipendenza nel gioco online.

 

Di fronte all’idea che l’impulso di giocare deriva dal concetto di “Fare soldi”, lo studio indica che le varie forme di partecipazione hanno motivazioni proprie che si differenziano: le lotterie rispondono più a un desiderio di fortuna; bingo, giochi e casinò sono più legati a motivazioni sociali; le scommesse sportive sono guidate dal desiderio di mostrare conoscenza nello sport; le slot machine e il gioco d’azzardo sono motivate dall’emozione di vincere e la principale attrazione per il gioco del poker è legata all’idea di battere la concorrenza. Nel caso della lotteria di Natale, l’impulso che conduce gli spagnoli all’acquisto è motivato da quella che è stata chiamata “envidia preventiva”, la pressione sociale muove anche i non giocatori all’acquisto.

 

Nonostante le notevoli campagne pubblicitarie negli ultimi anni si evidenza la significativa diminuzione del 43% di coloro che ricordano di aver giocato online negli ultimi due mesi: secondo il rapporto, delle 650.000 persone che hanno giocato online nel 2014, solo 240.000 si sono registrate ad un sito di gioco online, il resto sono persone che giocano molto occasionalmente o mai. Inoltre, e contrariamente alla credenza popolare, l’età media dei giocatori online è in aumento. L’anno scorso, circa il 55% dei giocatori online aveva più di 35 anni. Tra motivi indicati in questo studio si evidenza il fatto che la disoccupazione giovanile riduce i soldi che i giovani possono impegnare nel tempo libero in generale e soprattutto nel gioco; inoltre, fondamentalmente, si nota una certa “maturazione” del profilo sociologico del giocatore.

 

Per regione, la relazione evidenzia una mappa di gioco on-line stabile in Spagna: anche se in gran parte il consumo rimane piuttosto piatto o leggermente in crescita rispetto al 2013 è nella Comunità di Madrid che si concentra il 23,9% dei giocatori stabili online (quasi un quarto di tutta la Spagna) – Asturias (2,3%) e Isole Canarie (2,6%). Tuttavia, in altre comunità, come i Paesi Baschi (7,5%), Murcia (4,1%) e la Catalogna (16,8%) si è registrate una crescita significativa rispetto all’anno precedente. Al contrario, Castilla la Mancha (2,3%), la Comunità di Valencia (10,2%) e della Galizia (5,5%) hanno sperimentato cali più significativi nei consumi online rispetto l’anno scorso. Inoltre, le ricerche indicano un aumento dei modelli di consumo dei giochi tradizionali in modalità on-line: loterías primitivas (42,2%), quinielas (26,7%) o la Lotería (24,7%), anche se molti utenti considerano internet più un canale che un formato di intrattenimento in sé.

 

La facilità di accesso fornita dalle nuove tecnologie e da internet nelle famiglie, quasi in tutto il mondo, porta a pensare erroneamente conclusioni che demonizzano il gioco online. Tuttavia, lo studio conferma, ancora una volta, che coloro che noi conosciamo comunemente come giocatori online sono più internauti che giocano e non giocatori che sono passati su internet. In realtà, questa è una delle premesse che spiegano l’abuso di internet da parte dei minori. Un problema che deve essere affrontato dal Senato, con lo sviluppo di una proposta per ridurre i rischi e la tutela dei diritti dei bambini e che includerà un percorso educativo, legislativo e nuovi strumenti di “verifica” dell’età.

 

Nell’ultimo anno, è evidente il dinamismo delle scommesse sportive, che hanno registrato una crescita significativa del 25%, fino a raggiungere 1,2 milioni di scommettitori, aspetto derivante, fondamentalmente, dall’apertura di nuovi mercati regolamentati in Spagna e dei consumi soprattutto da parte dei giovani (motivati ​​dal loro interesse e attrazione per lo sport).

 

La modalità delle scommesse online è a capo delle attività più popolari in questo settore (57,6%), seguita dai giochi di casinò (28,8%) o bingo (21,3%). Altra modalità come il poker on-line, che ha avuto un grande impulso negli anni precedenti, ha perso utenti in Spagna, in calo a partire dal 2012. Il VI rapporto “percezione sociale del gioco d’azzardo in Spagna 2015” riflette come la crisi ha profondamente influenzato il comportamento del consumo nel gioco spagnolo negli anni recenti e come il gioco nel paese ha raggiunto un grado di maggiore maturità nelle sue varie forme. In particolare, la crescita dei consumi di gioco in Spagna si è “normalizzata” socialmente e si sviluppa in modo ordinato, sfatando l’errata percezione del legame tra tempo libero ed alte percentuali di problemi di gioco d’azzardo.

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