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Riordino gioco fisico, D’Angelo (SAPAR): “No a un mercato concentrato che penalizza le imprese italiane”

Nel corso del convegno “Il ruolo delle imprese di gestione, tra riordino e bando del gioco fisico”, in corso a Enada Primavera 2026, il presidente SAPAR, Sergio D’Angelo, ha espresso una forte preoccupazione per le prospettive del settore, alla luce del processo di riordino in corso.

Al centro del suo intervento, il timore che la riforma possa trasformarsi in un’operazione che rischia di ridisegnare il mercato a favore di pochi grandi operatori, penalizzando in particolare le imprese italiane. “Il riordino non deve diventare uno strumento per concentrare il mercato”, è stato il senso del suo intervento, con un richiamo chiaro alla necessità di tutelare l’equilibrio della filiera.

D’Angelo ha sottolineato come il comparto sia composto in larga parte da imprese familiari, realtà che negli anni hanno costruito valore e occupazione e che continuano a investire nonostante le difficoltà. Aziende che, ha evidenziato, rappresentano un patrimonio economico e sociale e che rischiano oggi di essere messe sotto pressione da nuove regole troppo onerose.

Tra i punti più critici, il presidente SAPAR ha richiamato il tema della concentrazione degli apparecchi. Secondo le ipotesi in discussione, la soglia potrebbe aumentare sensibilmente rispetto al passato, alterando l’attuale distribuzione del mercato. “Oggi il settore è suddiviso tra più operatori, ma con il riordino si rischia di alzare troppo il livello di concentrazione”, ha osservato, ricordando che in precedenti fasi regolatorie erano previsti limiti più stringenti.

Altro nodo riguarda i costi di accesso alle concessioni. Le cifre ipotizzate per i nuovi bandi, ha spiegato, risultano particolarmente elevate e potrebbero rappresentare una barriera per molte imprese, soprattutto quelle di dimensioni medio-piccole. Un elemento che, unito agli obblighi contrattuali, rischia di incidere anche sugli esercenti.

Proprio su questo punto D’Angelo ha posto l’accento su un possibile effetto distorsivo: il rischio che i punti vendita si trovino costretti a sostenere volumi sempre più alti per rispettare gli accordi con i concessionari. Una dinamica che, secondo il presidente SAPAR, potrebbe avere anche implicazioni sul piano della tutela del consumatore, mettendo gli operatori davanti a scelte complesse tra sostenibilità economica e responsabilità sociale.

Il quadro delineato è quello di un settore in trasformazione, che chiede però regole chiare e sostenibili. “Non possiamo permettere che il riordino penalizzi la filiera”, è il messaggio emerso dal suo intervento, con l’invito a costruire un sistema che salvaguardi la pluralità degli operatori e garantisca equilibrio tra esigenze economiche e tutela dei giocatori.

Redazione Jamma
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