HomeApparecchi da intrattenimentoRiordino gioco fisico, Cardia (ACADI): “Equilibrio tra imprese e futuro del settore”

Riordino gioco fisico, Cardia (ACADI): “Equilibrio tra imprese e futuro del settore”

È in corso nell’ambito di Enada Primavera 2026 il convegno dal titolo “Il ruolo delle imprese di gestione, tra riordino e bando del gioco fisico”, organizzato da SAPAR e Italian Exhibition Group, momento centrale di confronto per operatori, associazioni e istituzioni del comparto.

Tra gli interventi più articolati, quello del presidente di ACADI, Geronimo Cardia (in foto), che ha aperto con un tono diretto e informale: “Complimenti a Sergio D’Angelo, abbiamo trovato una fiera importante, sono felice anche di vedere tanti brand nuovi”. Un passaggio che fotografa il clima della manifestazione e la rinnovata partecipazione del settore.

Entrando nel merito, il presidente ACADI ha affrontato uno dei nodi più delicati: la concentrazione delle concessioni. “Come la pensano gli associati ACADI, sul punto è una questione abbastanza nuova – ha spiegato – il tema della concentrazione è previsto normalmente dalle attuali connessioni di concessione, in quel caso si parla del 25% massimo”. Un equilibrio normativo che, secondo Cardia, riflette la volontà del legislatore di mantenere almeno quattro concessionari nel sistema.

Tuttavia, le ipotesi circolate negli ultimi mesi aprono a scenari diversi: “Se ci si muovessi dalle voci che abbiamo sentito su questi numeri diversi, questo numero si muoverebbe a 2 e a 3”. Una prospettiva che non può essere letta come semplice preferenza degli operatori, ma come possibile scelta legata alla tutela di interessi pubblici specifici.

Nel finale del suo intervento, Cardia ha posto l’accento sulla necessità di metodo e condivisione: “Noi riteniamo che sia veramente fondamentale affrontare questo tema”. Da qui la proposta operativa: una verifica preventiva qualificata degli impatti delle nuove soglie e un confronto strutturato con associazioni e operatori.

“Se ipotizziamo il 34% che cosa accade? Questo è l’istituto utile per il sistema a livello internazionale”, ha sottolineato, indicando la necessità di strumenti analitici prima delle decisioni politiche.

Il messaggio conclusivo è stato un invito alla responsabilità collettiva: evitare posizioni ideologiche e lavorare a un punto di equilibrio condiviso. “Tutti cerchiamo un punto di equilibrio… sarebbe benissimo se riuscissimo a far emergere una volontà da parte di tutti di ricercare un buon punto di equilibrio su questo e altri temi molto rilevanti”.

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