Regolamentazione, tecnologia e sostenibilità come pilastri per il futuro del settore. Ma tra questi, oggi è la normativa a rappresentare il nodo più urgente. È la posizione espressa da Raffaele Gnazzi (in foto), CEO di Admiral Pay, intervenuto al dibattito “Rete fisica e canale online: il riordino del retail tra PVR, nuove Awp e nuovi servizi” durante Enada Primavera.
Gnazzi ha richiamato i “tre ingredienti fondamentali” del comparto, scegliendo però di concentrarsi sul tema regolatorio, indicato come leva prioritaria per rilanciare il sistema. «Siamo in attesa di bandi importanti che dovrebbero rimettere mano al settore, in particolare al mondo retail», ha spiegato, evidenziando un momento di transizione decisivo.
Secondo il CEO di Admiral Pay, il comparto necessita di un intervento normativo ampio e strutturale, capace di accompagnare l’evoluzione tecnologica già in atto. «La qualità della tecnologia oggi è altissima – ha sottolineato – ma deve poter essere recepita in tutti i segmenti del gioco». Un passaggio tutt’altro che scontato, considerando che alcune aree del settore sono ancora regolate da impianti risalenti a oltre vent’anni fa.
Accanto al tema dell’innovazione, Gnazzi ha posto l’accento anche sull’approccio adottato negli ultimi anni dal legislatore. «Abbiamo assistito a un atteggiamento prevalentemente repressivo», ha osservato, citando in particolare l’andamento della tassazione sul gioco, cresciuta nel corso delle ultime concessioni.
Per il manager, è necessario un cambio di prospettiva: il gioco deve essere riconosciuto come un sistema che contribuisce in modo significativo alle entrate dello Stato e, proprio per questo, va sostenuto e non ostacolato. «Non va contrastato, ma accompagnato con regole certe», ha affermato.
L’obiettivo, ha concluso Gnazzi, è costruire un quadro normativo stabile e coerente, in grado di garantire sostenibilità agli operatori e al tempo stesso assicurare un equilibrio tra innovazione, tutela e sviluppo del mercato.
Gnazzi ha evidenziato come il settore stia affrontando una fase complessa, segnata da nuove restrizioni e cambiamenti normativi, tra cui limiti alle ricariche e vincoli sull’utilizzo del contante. «Oggi questi interventi vengono vissuti come ostacoli», ha spiegato, sottolineando come molti operatori si stiano rivolgendo ai payment provider per trovare soluzioni alternative.
Tuttavia, secondo il CEO di AdmiralPay, la prospettiva va ribaltata: i servizi di pagamento non rappresentano un problema, ma un’opportunità strategica. Anche in Italia, tradizionalmente legata al contante, negli ultimi anni si è assistito a una forte accelerazione verso la digitalizzazione. Un trend destinato a rafforzarsi ulteriormente.
Le analisi di mercato indicano infatti un cambio strutturale nelle abitudini: tra il 2025 e il 2030 è previsto un forte aumento dell’utilizzo dei wallet digitali rispetto agli strumenti tradizionali, comprese carte e contanti. Un’evoluzione che inciderà direttamente anche sull’esperienza di gioco.
«Il pagamento diventerà parte integrante dell’esperienza», ha sottolineato Gnazzi. Non più un semplice passaggio tecnico, ma un elemento che contribuisce al valore percepito dal giocatore. La logica si sposta dal “come pago” al “cosa sto acquistando”, con una crescente attenzione alla fluidità e all’integrazione.
Per gli operatori, la sfida sarà quindi sviluppare soluzioni rapide, “invisibili” e perfettamente integrate nelle piattaforme, in grado di eliminare ogni frizione. L’obiettivo è trasformare il pagamento in un processo naturale, che accompagna l’esperienza senza interromperla.
Questo cambiamento porterà anche a un aumento del numero di transazioni e a una maggiore attenzione su sicurezza, stabilità e tracciabilità dei flussi finanziari. In questo contesto, il pagamento smette di essere una commodity per diventare parte integrante del prodotto.
Non solo. Gnazzi ha indicato nei sistemi di pagamento anche un possibile “collante” tra fisico e digitale. In un settore frammentato da concessioni diverse – online, bingo, scommesse – il momento del pagamento rappresenta un punto comune a tutte le esperienze di gioco.
«Il giocatore ha sempre bisogno di denaro per giocare e per incassare le vincite», ha osservato, evidenziando come proprio questo elemento possa favorire una reale integrazione omnicanale.







