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PVR, Voucher e pagamenti nel gioco online, Coraggio (DLA Piper): “Nuova fase regolatoria, cambia l’intero ecosistema”

Le nuove regole sul gioco online in Italia segnano un cambio di passo che va ben oltre il semplice utilizzo dei voucher retail. È la lettura proposta dall’avvocato Giulio Coraggio, partner di DLA Piper, che sul blog Diritto al Digitale analizza l’impatto della stretta introdotta dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), destinata a entrare pienamente in vigore a partire da maggio 2026.

Al centro della riforma c’è il limite settimanale di 100 euro per l’acquisto di voucher tramite canali retail, in particolare attraverso i cosiddetti PVR (Punti Vendita Ricariche), da sempre punto di contatto tra gioco fisico e digitale. Un limite che, sottolinea Coraggio, non sarà ulteriormente rinviato e che rappresenta uno degli strumenti principali per ridurre l’utilizzo di metodi di pagamento anonimi nel gioco online.

La roadmap fissata da ADM è già definita: dopo l’avvio degli ambienti di test a marzo e la disponibilità dei sistemi operativi a metà mese, dal 13 maggio 2026 scatterà la piena operatività, con obblighi di monitoraggio in tempo reale delle transazioni. Da quel momento, ogni operatore dovrà garantire il rispetto della soglia settimanale per ciascun giocatore.

Ma il punto centrale dell’analisi riguarda un aspetto spesso meno evidenziato: l’impatto sui fornitori di servizi di pagamento. La riforma introduce infatti un principio chiaro: tutti i flussi finanziari legati al gioco devono essere tracciabili e riconducibili al titolare del conto.

Questo implica, in concreto, una trasformazione strutturale del sistema. Gli strumenti di pagamento dovranno essere identificabili, i meccanismi basati sul contante fortemente limitati e i prelievi canalizzati attraverso istituzioni finanziarie regolamentate. I voucher retail, tradizionalmente utilizzati per ricariche in contanti, diventano così strumenti completamente tracciabili.

Secondo Coraggio, si tratta di un passaggio che obbliga i provider a ripensare il proprio ruolo. Non è più solo una questione di adeguamento normativo, ma di revisione dei modelli di business, soprattutto per chi opera con soluzioni cash-in, strumenti prepagati o sistemi ibridi tra retail e digitale.

Accanto ai vincoli emergono anche nuove opportunità. L’evoluzione del quadro regolatorio potrebbe favorire l’integrazione con e-wallet e sistemi di pagamento digitali, oltre a rafforzare partnership tra operatori e punti vendita, che potrebbero assumere un ruolo diverso all’interno della filiera.

L’inasprimento delle regole è accompagnato da un’attività di controllo già significativa. Nel 2025 sono stati sanzionati 324 punti vendita, con multe anche di importo rilevante, spesso applicate sulla base del presupposto che il limite dei 100 euro fosse già vigente. Le nuove circolari ADM introducono ora strumenti di monitoraggio più avanzati, riducendo il margine tra norma e applicazione concreta.

Parallelamente, la riforma rafforza anche le misure di gioco responsabile. I giocatori dovranno impostare limiti prima dell’attivazione del conto, con soglie più restrittive per i giovani tra i 18 e i 24 anni. Un sistema che punta a integrare controllo dei pagamenti e tutela del consumatore in un unico quadro regolatorio.

Per gli operatori, le implicazioni sono rilevanti: integrazione tra reti retail e piattaforme online, monitoraggio continuo dei limiti, rafforzamento dei sistemi AML e KYC e maggiore controllo sui partner. Per i provider di pagamento, invece, si prospetta un aumento degli obblighi di compliance e la necessità di sviluppare sistemi capaci di gestire controlli in tempo reale.

La direzione indicata dal regolatore è chiara: meno anonimato, più tracciabilità e una crescente centralità dei pagamenti nel sistema di controllo del gioco. In questo scenario, conclude Coraggio, la sfida non sarà solo interpretare le nuove regole, ma costruire infrastrutture in grado di applicarle in modo efficace e continuo.

Redazione Jamma
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