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PE. Direttiva sui contratti di concessione pronta per il voto in Plenaria; riconfermata l’esclusione dei giochi d’azzardo

In: Mercato

13 gennaio 2014 - 12:18


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(Jamma) Dopo tre anni di lavori, la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sull’aggiudicazione dei contratti di concessione approda finalmente in Parlamento per il voto in Plenaria. La discussione si terrà domani 14 gennaio, mentre il voto è previsto per mercoledì 15.

La presente direttiva stabilisce le norme applicabili alle procedure di aggiudicazione di contratti di concessione indette da amministrazioni aggiudicatrici ed enti aggiudicatori. Nell’adottare il testo definitivo che verrà presentato in Plenaria, si è chiarita nuovamente l’esclusione di una parte del settore dei giochi.

Nel valutare gli emendamenti presentati, il Consiglio e il Parlamento chiariscono che “la presente direttiva non dovrebbe pregiudicare la libertà degli Stati membri di scegliere, conformemente al diritto dell’Unione, le modalità di organizzazione e di controllo dell’esercizio dell’attività dei giochi d’azzardo, anche mediante autorizzazioni. È opportuno – si legge, quindi, al considerando 13ter- escludere dall’ambito di applicazione della presente direttiva le concessioni relative alla gestione di lotterie aggiudicate da uno Stato membro ad un operatore economico sulla base di un diritto esclusivo concesso mediante una procedura non ad evidenza pubblica ai sensi delle vigenti disposizioni legislative, regolamentari o amministrative nazionali applicabili, conformemente al TFUE. Tale esclusione è giustificata dalla concessione di un diritto esclusivo ad un operatore economico che rende inapplicabile una procedura competitiva nonché dalla necessità di preservare la possibilità per gli Stati membri di regolare a livello nazionale il settore dei giochi d’azzardo in virtù dei loro obblighi di tutela dell’ordine pubblico e sociale”.

 

Il nuovo considerando chiarisce l’esclusione di una parte del settore dei giochi. La concessione del diritto esclusivo rende inapplicabile qualsiasi procedura concorrenziale. Gli Stati membri devono inoltre conservare un margine di manovra in questo settore sensibile (protezione dell’ordine pubblico e sociale). La capacità d’azione di uno Stato a tale riguardo non deve essere diminuita da norme inadeguate per il settore (ad esempio, cessazione della gestione di un gioco d’azzardo).

 

Nel corso dei lavori alla direttiva presentata nel dicembre 2011, sentiti i pareri delle Commissioni per il Commercio internazionale, per l’Occupazione, l’Industria, i Trasporti, lo Sviluppo regionale e Giuridica, si è ritenuta necessaria l’esclusione del settore del gioco a causa del carattere assai specifico di tali attività e della necessità da parte degli Stati membri di conservare la possibilità di controllare tale attività nella prospettiva di obiettivi di interesse generale (lotta contro il gioco clandestino, la frode e il riciclaggio di denaro e lotta alla dipendenza). La sottomissione alle regole della presente direttiva impedirebbe agli Stati membri di essere flessibili nella loro capacità d’intervento. È pertanto prevista l’esclusione delle attività di gioco, quali la lotteria nazionale.

 

 

Con questa iniziativa legislativa, il Consiglio e il Parlamento europeo hanno voluto chiarire il quadro legislativo esistente di fronte alla moltiplicazione della giurisprudenza della Corte di giustizia e rafforzare la stabilità e la sicurezza giuridiche dinanzi al mosaico giuridico dell’UE a causa della mancanza di un’applicazione uniforme dei principi del trattato.

Il relatore Philippe Juvin in Commissione Mercato interno e la protezione dei consumatori ha manifestato sin dall’inizio della procedura la ferma volontà di procedere a un’analisi approfondita e di permettere la consultazione più ampia possibile di tutte le parti interessate.

Tale discussione ha permesso di individuare due grandi capisaldi che hanno orientato il lavoro di redazione del progetto di relazione: la necessità di arrivare a una definizione comune delle concessioni e del loro modo di attribuzione e di adottare un approccio “leggero”, fondato su un quadro legislativo sufficientemente solido.

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