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Olanda, l’aumento della tassa sul gioco d’azzardo non centra l’obiettivo: entrate sotto le attese e mercato sotto pressione

L’aumento della tassa sul gioco nei Paesi Bassi non ha prodotto gli effetti fiscali attesi. È quanto emerge dal monitoraggio pubblicato a giugno 2026 dal Ministero delle Finanze olandese e dalla Kansspelautoriteit, l’autorità nazionale per il gioco, dedicato agli effetti dell’incremento della kansspelbelasting, l’imposta applicata al settore.

Dal 1° gennaio 2025 l’aliquota è passata dal 30,5 al 34,2 per cento, per poi salire ulteriormente al 37,8 per cento dal 1° gennaio 2026. L’obiettivo del governo era aumentare in modo strutturale il gettito fiscale: 108 milioni di euro aggiuntivi nel 2025 e 216 milioni nel 2026, a valori 2026. Secondo il monitoraggio, però, questo risultato non è stato raggiunto.

Nel 2025 le entrate da imposta sul gioco sono state superiori di appena 2 milioni rispetto al 2024, mentre per il 2026 la previsione indica un incremento di 57 milioni. Numeri molto distanti dalle stime iniziali. La ragione principale è la contrazione della base imponibile, cioè del volume su cui viene calcolata l’imposta, in larga parte rappresentato dal margine lordo di gioco.

Il rapporto sottolinea tuttavia che attribuire questa dinamica esclusivamente all’aumento fiscale sarebbe improprio. Nello stesso periodo il mercato olandese è stato interessato da altri interventi rilevanti, in particolare le nuove regole sulla protezione dei giocatori online, tra cui i limiti mensili di deposito netto pari a 300 euro per i giovani adulti e 700 euro per gli utenti dai 24 anni in su, salvo verifica della sostenibilità economica. Misure che hanno contribuito a ridurre le perdite estreme, ma che hanno inciso anche sui ricavi degli operatori e, di conseguenza, sul gettito.

Il monitor segnala inoltre l’effetto del divieto di sponsorizzazioni da parte degli operatori di gioco online, entrato progressivamente in vigore dal luglio 2024, e l’impatto temporaneo degli Europei di calcio dello stesso anno. Proprio la sovrapposizione di più fattori rende difficile isolare con precisione l’effetto della sola leva fiscale.

Il modello elaborato da Finanze e Ksa prova comunque a stimare l’impatto diretto dell’aumento dell’aliquota. Secondo questa ricostruzione, il beneficio fiscale isolato sarebbe pari a 83 milioni nel 2025 e 138 milioni nel 2026. Anche in questo caso, però, le cifre restano inferiori agli obiettivi fissati dal governo.

Sul fronte del mercato legale, il quadro appare differenziato. Per le sale da gioco e Holland Casino non emerge nel 2025 una variazione netta del margine lordo, mentre nel primo trimestre 2026 si registra una lieve flessione. Più evidente è la riduzione delle visite fisiche: da 4,6 milioni nel primo trimestre 2025 a 4,1 milioni nello stesso periodo del 2026, con un calo dell’11 per cento.

Il comparto online mostra invece una forte diminuzione del margine lordo dopo l’introduzione delle nuove regole di protezione dei giocatori nell’ottobre 2024, seguita da una fase di relativa stabilità. Nel primo trimestre 2026 il margine lordo del gioco online si è attestato a 321 milioni di euro. Secondo il rapporto non vi sono indicazioni chiare di un impatto forte e diretto dell’aumento fiscale sul volume del gioco online legale.

Più delicato il quadro per le sale fisiche. Il numero di sedi è in calo dal 2024 e alcune chiusure, in particolare tra grandi catene come JVH Gaming e Fair Play Casino, sono state attribuite dagli stessi operatori anche all’incremento della tassazione. La Ksa ricorda però che il settore era già in difficoltà per effetto della pandemia, del divieto di fumo, dell’introduzione del registro di autoesclusione Cruks, della crescita dell’online e dell’aumento dei costi operativi.

Il monitoraggio esamina anche le ricadute sulle devoluzioni a sport e buone cause. Nel 2025 le donazioni a enti benefici sono rimaste sostanzialmente stabili, salendo a 608 milioni di euro, mentre quelle destinate allo sport sono scese leggermente, da 56 a 54 milioni. Per il momento, secondo il rapporto, non è possibile parlare di un impatto marcato dell’aumento fiscale sulle buone cause, mentre per lo sport si osserva un lieve effetto negativo.

Un altro elemento riguarda le partecipazioni statali. Holland Casino e Nederlandse Loterij generano entrate per lo Stato non solo attraverso la tassa sul gioco, ma anche tramite imposta sulle società, dividendi e, nel caso della lotteria nazionale, specifiche devoluzioni. L’aumento della kansspelbelasting riduce però gli utili imponibili e distribuibili. Per Holland Casino, la minore redditività stimata è pari a 27 milioni nel 2025 e 54 milioni nel 2026. Per Nederlandse Loterij l’impatto negativo complessivo stimato su imposte, devoluzioni e utili è di 16 milioni nel 2025 e 34 milioni nel 2026.

Questo significa che il beneficio netto per lo Stato è ancora più basso rispetto al solo incremento dell’imposta sul gioco, perché parte del maggior gettito viene compensata da minori entrate su altri fronti.

Infine, il rapporto dedica attenzione al mercato illegale e alla canalizzazione. I dati indicano una diminuzione della quota di gioco indirizzata verso operatori autorizzati, sia in termini di giocatori sia di margine lordo. La canalizzazione in base ai giocatori resta comunque elevata, tra il 91 e il 95 per cento a seconda del metodo di calcolo. Anche in questo caso, però, la flessione era iniziata prima dell’aumento della tassa e non può essere attribuita con certezza alla sola politica fiscale.

La conclusione del monitoraggio è netta: l’aumento dell’imposta sul gioco non ha raggiunto il risultato previsto. Il gettito è cresciuto meno delle attese perché la base imponibile si è ridotta, probabilmente anche a causa della stessa pressione fiscale, ma in un contesto segnato da molte altre trasformazioni regolatorie. Il caso olandese conferma così un equilibrio difficile: aumentare la tassazione può rafforzare le entrate solo se non comprime eccessivamente il mercato legale, non riduce la redditività degli operatori pubblici e non indebolisce la capacità di canalizzare i giocatori verso l’offerta autorizzata.

Redazione Jamma
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