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Nel terzo giorno di Enada, si parla di norme antiriciclaggio, moneta elettronica e flussi finanziari nel mondo del gaming

In: Diritto, Mercato, Online, Scommesse

15 marzo 2012 - 13:41


soldi

(Jamma) Ad aprire il convegno dedicato all’aspetto finanziario del mondo del gaming l’avvocato Domenico de Palma, consulente associazione italiana responsabili antiriciclaggio, che ha fatto una panoramica su quelli che sono gli obblighi attualmente in capo agli operatori di gioco. “Quello dell’applicazione delle norme antiriciclaggio è un problema molto sentito nel settore del gaming – ha affermato l’avvocato – Il decreto legislativo 231/2001 che si rivolge nel suo art. 24 agli operatori distingue obblighi diversi in capo ai vari comparti del gioco. Solo l’on line ha l’obbligo di tenuta dell’archivio informatico che monitora tutti i movimenti della clientela: questo archivio comporta spese molto importanti. Inoltre il limite al contante a 1.000 euro, spinge le autorità di vigilanza verso l’adozione della moneta elettronica. La tracciabilità è il futuro ed è solo attraverso questo strumento che si può mettere in difficoltà il riciclaggio e l’evasione. Nel prossimo futuro gli Imel, istituti di moneta elettronica, sono destinati ad aumentare. Va valutato che la soglia a 1.000 euro serve più a fare anti-evasione che anti-riciclaggio. Per evitare disparità di trattamento e alterazioni delle condizioni di concorrenza sarà necessario annullare la disparità di obblighi richiesta agli operatori di gioco”.

“Il giocatore deve esser stimolato ad andare sul sito legale e non su quello illegale. Andando su un punto com il giocatore si fida di un sito che non conosce e dal quale, in caso di vincite consistenti, come l’esperienza ci insegna, sarà difficile ottenere il denaro”. A dichiaralo è stato Guido Marino della Mag Consulenti Associati. “Questo è il compito dello Stato non dell’operatore che risulterebbe ovviamente poco credibile. Lo Stato deve spiegare al giocatore perché è conveniente giocare con un operatore legale. In Italia il conto del giocatore è un conto separato al quale l’operatore non può accedere e questo garantisce maggiore tutela allo stesso utente. Poi un operatore legale deve garantire la massima tutela contro il gioco eccessivo dei propri clienti. Serve tracciare tutti i movimenti finanziari fatti verso i siti illegali e non autorizzati in Italia. Lo stesso gioco legale tutela il giocatore: questo è il solo e unico messaggio che deve passare”.

“In un’occasione di questo tipo non è concepibile l’assenza del regolatore. La presenza dell’authority quando si parla di moneta elettronica e tracciabilità dei flussi è fondamentale”. Sono le parole di Fabrizio D’Aloia, presidente di Microgame spa, che nel corso del convegno ha parlato di un impianto normativo sulla tracciabilità ‘illogico’. L’on line è totalmente tracciato, la rete fisica, invece, manipola il contante in maniera anonima e c’è una famiglia di giochi che si è addirittura autoesclusa da queste norme. Non è il gioco. La figura del regolatore, inoltre, presenta un ruolo ambiguo: deve pensare a fare budget, deve tutelare dalle ludopatie e, appunto, deve regolare. Questo crea il caos, visto che in una situazione del genere, poi, alcuni operatori tendono a privilegiare il business provando a interpretare le norme. Gli operatori spesso hanno paura di applicare le norme per timore di una riduzione della clientela o del business ma è necessario farlo affrontando la situazione non in maniera individuale ma come settore. Per risolvere questo problema – spiega D’Aloia – è necessaria una presa di coscienza e di posizione da parte dell’authority da riportare a tutta la filiera, perché un impianto normativo non può essere soggetto a libera interpretazione e se le regole esistono devono essere fatte rispettare. Buona parte dei problemi si risolve con un’adeguata comunicazione da parte delle istituzioni a tutto il mercato”.

“Il futuro del gioco passa anche per la moneta elettronica” – ha continuato Fabrizio D’Aloia. “La moneta elettronica permette di risolvere molte problematiche connesse all’applicazione della legge. Ciò che va capito è come e quando applicarla in maniera totalitaria. Si tratta do uno strumento utile non solo per la tracciabilità ma anche per i pagamenti ed è importante perché quella del gaming è un’industria alla cui base ci deve essere la conoscenza dei giocatori”. Per D’Aloia sono diversi i vantaggi della moneta elettronica: “prevede una gestione low cost, è più facile anche per i giocatori più giovani, è più gestibile. La moneta tradizionale deve diventare il passato perché il futuro è tutto in quella elettronica. Per divulgare al meglio questo concetto bisogna lavorare molto anche sulla comunicazione”. D’Aloia ha parlato poi della sinergia tra Microgame e l’istituto di moneta elettronica Mobilmat Imel: “Microgame ha creduto molto nella moneta elettronica e doterà gli utenti di uno strumento a costo zero per godere di tutti i suoi vantaggi. La diffusione della moneta elettronica per il gaming è una svolta importante anche per offrire nuove opportunità per i giocatori”.

“L’applicazione delle norme antiriciclaggio e dei flussi finanziari? Un percorso non privo di criticità”. Franco Fantozzi, Direttore Sicurezza e Compliance di Codere Italia ha mostrato i punti critici per l’applicazione della nuova normativa prevista dall’art. 3 della Legge 13.8.2010. “Il riciclaggio danneggia l’economia legale in quanto altera le normali condizioni concorrenziali del mercato e costituisce un pericolo per l’efficienza e la stabilità del sistema finanziario” ha spiegato Fantozzi. “Nelle sale l’applicazione delle nuove norme introduce una serie di problematiche: da quelle derivanti dalla necessità di una adeguata identificazione (stranieri, non comunitari, rifugiati politici, turisti), alla titolarità  alla riscossione (mancanza di un conto corrente bancario, elusione dell’identificazione mediante la “cessione” del titolo), ai rischi di operazioni “frazionate”, oltre alle problematiche nella segnalazione di operazione sospette. Si tratta di una serie di criticità che portano ad auspicare da una parte l’incentivo all’utilizzo di mezzi di pagamento tracciabili e nominativi, sia per il pagamento delle vincite che soprattutto per le giocate, i quali garantirebbero da una parte una adeguata verifica della clientela e d’altra parte anche maggiore sicurezza per la riduzione del rischio rapina. D’altra parte un chiaro intervento di adeguamento normativo o perlomeno di tipo interpretativo da parte delle Autorità preposte che tenga conto della peculiarità del mondo del gaming”.

 



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