L’Irlanda compie un nuovo passo nel percorso di riforma del settore del gioco d’azzardo. Il 16 gennaio 2026 è stata notificata alla Commissione europea la bozza dei Gambling (Opening Hours and Use of Premises) Regulations 2026, regolamenti che disciplinano gli orari di apertura e l’uso dei locali destinati al gioco in presenza. La notifica rientra nella procedura prevista dalla Direttiva (UE) 2015/1535 e prevede la fine del periodo di standstill il 20 aprile 2026.
Il provvedimento, promosso dalla Gambling Regulatory Authority of Ireland, si colloca nell’attuazione del Gambling Regulation Act 2024 e riguarda il gioco d’azzardo “Business to Consumer”. Le nuove norme confermano innanzitutto il divieto di vendita di alcolici all’interno dei locali che operano con una licenza di scommesse in presenza. Si tratta di una disposizione che non introduce cambiamenti sostanziali, ma mantiene quanto già previsto dalla legislazione irlandese precedente, in particolare dal Betting Act 1931, destinato a essere abrogato con l’entrata in vigore completa della riforma del 2024.
I regolamenti intervengono anche sugli orari di apertura delle sale scommesse, attribuendo all’Autorità il potere di stabilire giorni e fasce orarie in cui i locali non possono operare. Anche in questo caso viene ribadita la volontà di garantire continuità normativa, mantenendo gli stessi orari già consentiti prima della riforma complessiva del settore.
Un ulteriore aspetto rilevante riguarda la tutela dei consumatori: la Gambling Regulatory Authority of Ireland potrà vietare la vendita di prodotti o servizi ritenuti idonei a incentivare o stimolare la partecipazione al gioco d’azzardo. L’obiettivo è rafforzare un modello di regolamentazione più responsabile, limitando pratiche considerate potenzialmente dannose o eccessivamente attrattive.
La notifica alla Commissione europea non apre termini di osservazione obbligatori e non presenta implicazioni legate agli aspetti TBT o SPS. Il percorso regolatorio prosegue dunque nel solco della riforma avviata nel 2024, confermando l’orientamento dell’Irlanda verso un controllo più strutturato del gioco d’azzardo, senza stravolgere l’impianto normativo già esistente.







