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Innovazione del punto vendita di gioco, Giuliani (ADM): “Integrazione tra online e retail per migliorare esperienza e gaming responsabile”

Superare la distinzione tra gioco fisico e online, puntando su un modello integrato capace di migliorare esperienza, sicurezza e responsabilità. È questa la prospettiva delineata da Antonio Giuliani (in foto), direttore dell’Ufficio gioco a distanza e scommesse dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, intervenuto al panel dedicato all’innovazione del retail nell’ambito all’Italian Gaming Expo & Conference 2026 in corso a Roma.

Al centro del suo intervento, il tema della multicanalità e della possibile evoluzione dei punti vendita, sempre più orientati a diventare “vetrine” integrate dei servizi di gioco. Un modello che unisce online e retail e che, secondo Giuliani, rappresenterebbe un beneficio per l’intero mercato: “Aumenterebbe l’esperienza del giocatore, i servizi disponibili e anche l’assistenza”.

Un aspetto particolarmente rilevante riguarda il gioco responsabile. Se l’online consente strumenti avanzati di controllo e monitoraggio, il retail mantiene un valore fondamentale nella relazione diretta con il cliente. “Nel fisico il gioco responsabile passa soprattutto attraverso il personale di sala”, ha spiegato, sottolineando l’importanza della formazione degli operatori e del contatto umano. L’integrazione tra i due canali potrebbe quindi rafforzare la capacità complessiva del sistema di prevenire comportamenti problematici.

Tuttavia, il percorso verso un modello pienamente integrato non dipende solo dagli operatori. Giuliani ha evidenziato come il mercato sia spesso più veloce della normativa, anticipando evoluzioni che il legislatore fatica a seguire. Il disallineamento tra le concessioni online, previste dal 2026, e quelle fisiche, attese nel 2028, è un esempio concreto di questa complessità. “Già nel 2029 o 2030 la distinzione tra fisico e online rischia di essere obsoleta”, ha osservato, evidenziando la necessità di una riflessione tempestiva.

Un altro nodo centrale è quello dei dati e della tracciabilità. L’integrazione tra i canali consentirebbe una maggiore conoscenza delle abitudini dei giocatori, con potenziali benefici sia in termini di servizio sia di sicurezza. Tuttavia, questo tema si scontra con le resistenze di una parte dell’utenza, ancora legata all’anonimato. Giuliani ha ricordato, a questo proposito, l’introduzione della tessera sanitaria nelle VLT, che inizialmente aveva generato un calo significativo della raccolta, anche per la percezione di un maggiore controllo.

Nonostante ciò, il direttore ADM ha sottolineato come il contesto sia profondamente cambiato negli ultimi anni, anche a seguito della pandemia, che ha trasformato radicalmente le abitudini di gioco. In questo scenario, una maggiore tracciabilità potrebbe contribuire a migliorare la percezione complessiva del settore, spesso ancora penalizzato da un’immagine negativa.

“Dobbiamo superare l’idea dell’anonimato come elemento fondante del gioco”, ha affermato, evidenziando come una maggiore trasparenza possa rappresentare un vantaggio non solo in termini di sicurezza, ma anche sul piano reputazionale. Ridurre le zone d’ombra e rendere più chiari i flussi di gioco potrebbe infatti contribuire a contrastare le diffidenze e a costruire un rapporto più sano con l’opinione pubblica.

In conclusione, Giuliani ha lanciato un auspicio: aprire un confronto concreto tra istituzioni e operatori per affrontare queste trasformazioni in modo strutturato. L’integrazione tra online e retail, insieme a una maggiore attenzione a dati, sicurezza e responsabilità, rappresenta una sfida inevitabile per il futuro del settore, ma anche un’opportunità per renderlo più moderno, trasparente e sostenibile.

Redazione Jamma
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