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Gioco online, oggi a Roma l’incontro tra i regolatori di cinque paesi europei

In: Mercato, Online

17 gennaio 2014 - 14:49


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(Jamma) Si sta svolgendo oggi , presso la sede dei Monopoli di Stato, uno degli incontri tra gli enti regolatori del gioco dei principali paesi europei. Nell’incontro odierno, sono allo stesso tavolo i rappresentanti della Germania, Inghilterra, Francia, Spagna, Portogallo e Italia. “Circa due terzi della popolazione dell’Unione Europea”, ha detto Francesco Rodano, presente al tavolo di lavoro quale responsabile del gioco a distanza dell’Adm, insieme a Italo Volpe, direttore centrale normativa e affari legali. “E’ la quarta volta che ci incontrariamo e lo facciamo mediamente una volta ogni 6 mesi per confrontarci sulle rispettive pratiche regolatorie e avviare una cooperazione più fattiva sulle questioni concrete e pratiche che come regolatori del gioco online ci troviamo ad affrontare. Abbiamo affrontato insieme – ha continuato Rodano – il problema del contrasto al gioco illegale ed abbiamo messo su uno standard condiviso fra tutti e sei i paesi per lo scambio di dati di mercato, che ci permetterà in ciascuna giurisdizione di analizzare il proprio mercato nazionale in un contesto più ampio. Confrontarci quindi tra di noi sui singoli giochi per capire ancora meglio se stiamo facendo bene il nostro lavoro”. Il gruppo di lavoro ha anche visitato la Sogei, “per mostrare – ha continuato Rodano – agli altri paesi il sistema di controllo e di monitoraggio italiano”.

Nel corso del meeting, si è parlato anche del ruolo dei provider che offrono giochi online. “Alcuni provider di gioco – ha detto Francesco Rodano – hanno un ruolo delicato perché offrono lo stesso gioco sia ad operatori legali sia a quelli senza licenza.  Tutti condividiamo il fatto che sia un ruolo critico e che i provider dovrebbero aiutare le singole giurisdizioni a far rispettare al meglio la regolazione nazionale e la delegazione spagnola ha presentato il proprio modello di regolamentazione dei provider, perché in Italia invece non sono regolamentati. Sono emersi spunti interessanti. Anche la rappresentante inglese ha detto che in Inghilterra, dove sta per passare un regime di licenza nazionali, come in Italia, hanno previsto una regolamentazione con una responsabilità in capo ai provider nel far rispettare la legislazione nazionale”.

 

La Spagna ha annunciato la regolamentazione delle slot online. In Italia questo settore è partito esattamente un anno fa. “L’intento principale della Spagna è quello di proteggere i giocatori – ha detto Juan Espinosa Garcia, vicedirettore generale del DGOJ, ente regolatore spagnolo per il gioco online – e cercheremo quindi di adattare il quadro normativo alle esigenze dei giocatori. Il modello italiano è molto importante per noi, ma quale sarà però il quadro finale, è ancora troppo presto per dirlo”.

 

Nel corso del meeting degli enti regolatori di gioco in Europa, si è parlato anche degli introiti dei giochi e delle destinazioni che i singoli paesi assegnano alle tasse da essi derivanti. “In Francia la parte fiscale dei giochi è tutto controllato dal Ministero delle Finanze. Tutta la raccolta va quindi al ministero che poi lo ridistribuisce, in alcuni casi alle regioni. Per quanto riguarda le tasse sulle scommesse ippiche vanno soprattutto agli ippodromi. Ci sono alcuni casi invece, come per i casinò terrestri, che i redditi finanziano le regioni locali”. “Anche in Inghilterra tutti gli introiti finiscono in una sola entità, il Ministero del Tesoro, che poi decide come ridistribuirli. Vanno anche alle regioni, ma c’è un sistema che è quello dei contributi volontari. Gli operatori di gioco possono volontariamente dare dei contributi alle regioni o ad altre istituzioni per buone cause”. “In Portogallo il gioco è in monopolio e tutti i redditi e le tasse sul gioco finiscono in buone cause. E’ specificato esattamente nella legge portoghese a quali istituzioni devono andare e in che proporzioni i ricavi e le tassazioni”. “In Spagna c’è una sorta di federalismo perfetto perché tutte le tasse dal gioco, sia fisico sia online, tornano alle regioni. Nel caso del gioco fisico, nella regione in cui sono generate, nel caso online, sulla base della residenza del giocatore. Nei casi marginali, veramente pochi, di giocatori che non risiedono fisicamente in Spagna, gli introiti erariali finiscono allo stato centrale. Non c’è una destinazione specifica dei ricavi dai giochi, quindi sono le regioni che decidono poi come destinare gli introiti”. “Anche in Germania c’è un sistema federale, in cui tutti i ricavi dal gioco finiscono nelle differenti regioni. Il sistema è però diverso da regione a regione. In alcuni casi, finiscono in buone cause, altre regioni li incamerano nel budget regionale e decidono come spenderli. C’è una discussione in corso, che ricorda forse quella che sta vivendo ora l’Italia, che prevederebbe che i singoli comuni possano aggiungere una tassa comunale sugli introiti delle slot machine che sono installate nel comune stesso”.

“C’è già un sistema molto ben sviluppato di scambio di informazioni – ha dichiarato la rappresentante dell’Inghilterra – partito soprattutto in occasione delle Olimpiadi di Londra, che coinvolge non solo gli operatori intorno a questo tavolo (Germania, Francia, Spagna, Inghilterra, Portogallo, Italia, ndr), ma anche molti altri regolatori e c’è un tavolo di lavoro, operativo ed in fase avanzata, del Comitato Internazionale Olimpico”. Per quanto riguarda invece la possibilità di avere una regolamentazione unica a livello europeo, il direttore generale della spagnola DGOJ, Carlos Hernàndez Rivera, ha detto: “Il gioco ha un impatto su paesi che hanno culture molto differenti, quindi sono diversi gli approcci al settore. Vedo molto difficile pensare ora a standard ludici, però capiamo la preoccupazione e che questo rappresenti un problema. Lo stiamo affrontando con la Commissione Europea, con il gruppo di esperti che lavora con loro, per cercare di avvicinare le nostre posizioni e anche le riunioni come queste aiutano molto i partecipanti ad avvicinarsi ed a cominciare a lavorare su alcune pratiche di regolazione in comune”. “E’ stato fatto molto lavoro in questo campo – ha detto Jenny Williams, commissario e chief executive della Uk Gambling Commission – e pensiamo che queste riunioni siano importanti proprio per capire meglio come lavorano gli altri e quali sono i loro modi di approcciare la regolamentazione, così come i requisiti degli operatori. Questo per far sì che quando un nuovo operatore chiede la licenza in Inghilterra, il nostro intento sia quello di non fargli ripetere gli stessi test, ma conoscendo come lavorano in altri Stati, fargli ottenere la licenza in modo più semplice, senza richiedere delle cose già controllate in altri paesi”.

 

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