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Gioco online, l’ombra dell’illegale: in Lettonia a rischio 90 milioni di euro entro il 2030

L’economia sommersa nel settore del gioco online continua a erodere risorse rilevanti per le finanze pubbliche. In Lettonia, secondo una nuova analisi dell’agenzia H2 Gambling Capital (H2GC), entro il 2030 il bilancio statale potrebbe perdere circa 90 milioni di euro a causa della persistente presenza di operatori non autorizzati.

Si tratta della seconda indagine approfondita realizzata da H2GC sul mercato lettone, che mette in luce una dinamica meno incoraggiante rispetto alle previsioni formulate solo pochi anni fa. Confrontando i dati attuali con le stime del 2022, emerge infatti un’espansione più marcata del segmento illegale. Per il 2025, l’agenzia prevede che i ricavi lordi generati dal gioco non autorizzato raggiungeranno i 62 milioni di euro, quasi il doppio rispetto ai 32 milioni stimati in precedenza.

La quota del mercato illegale sul totale del gioco online risulta in calo, passando dal 39% del 2019 al 27% atteso nel 2025. Tuttavia, il ritmo di questa riduzione è nettamente inferiore rispetto alle aspettative iniziali, che indicavano una discesa fino al 16%. Un dato che conferma come il fenomeno resti strutturale e difficile da contrastare con i soli strumenti repressivi.

Secondo gli analisti di H2GC, alla base della resilienza del mercato nero vi sono fattori ben noti agli operatori del settore: livelli di tassazione elevati, limiti sull’offerta di prodotti e una gamma legale percepita come poco competitiva. In questo contesto, la domanda tende a spostarsi verso piattaforme non autorizzate, rendendo complesso eliminare il fenomeno anche in presenza di controlli stringenti.

L’indagine evidenzia inoltre la vastità dell’offerta illegale accessibile nel Paese. Sono state individuate oltre mille piattaforme attive, di cui circa 900 in lingua inglese, più di 250 in russo e almeno 24 in lettone. A queste si aggiunge un numero elevato di siti “specchio”, che cambiano continuamente indirizzo e rendono ancora più difficile monitorare in modo preciso l’effettiva portata del traffico.

Guardando al medio periodo, H2GC non prevede un ridimensionamento significativo dell’economia sommersa nel comparto online. Al contrario, stima che nel 2030 il mercato non autorizzato possa ancora rappresentare circa il 22% del totale.

Una tendenza che non riguarda solo la Lettonia. L’analisi sottolinea come dinamiche simili siano osservabili anche in altri Paesi, spinte in particolare dalla diffusione dei casinò basati su criptovalute e dalla crescita del cosiddetto “skin betting”, un fenomeno che consente di scommettere utilizzando oggetti virtuali dei videogiochi. Nel 2025, queste forme di gioco alternative rappresentano già quasi un quarto del traffico web complessivo del mercato illegale.

I risultati dello studio, realizzato in collaborazione con l’associazione lettone degli operatori autorizzati, sono stati presentati in questi giorni ai rappresentanti del settore e alle autorità di regolazione, riaccendendo il dibattito sull’efficacia delle politiche di contrasto e sulla necessità di rafforzare l’attrattività dell’offerta legale.

Redazione Jamma
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