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Gioco on line. L’Osservatorio del Politecnico di Milano presenta la ricerca ‘Il gioco on line in Italia: aumenta l’offerta, si trasforma la domanda’

In: Mercato, Online

6 marzo 2012 - 10:36


SivveryMarinoBallocci

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(Jamma) Quanto vale il mercato del Gioco Online in Italia nel 2011? Qual è stato l’impatto di Poker Cash e Casinò Games? Quali sono le potenzialità di sviluppo nei prossimi anni? Queste ed altre sono le risposte che vuole fornire la Ricerca dell’Osservatorio Gioco Online, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, congiuntamente con l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato e Sogei a cui seguirà, questa mattina, una tavola rotonda con i principali concessionari e operatori del settore del Gioco Online italiano.

A presentare il progetto Andrea Rangone, responsabile dell’Osservatorio gioco on line. “L’Osservatorio nasce nel 2009 con l’obiettivo di comprendere meglio un fenomeno digitale importante basato su internet ma anche per affiancare questo tipo di analisi prospettiva agli altri fenomeni digitali che analizziamo tradizionalmente. Una visione – ha spiegato Rangone – sistemica e complessiva. Ci siamo dati quattro obiettivi principali per misurare il mercato nelle sue diverse articolazioni: studiare il profilo e il comportamento dei consumatori, analizzare la struttura dell’offerta e comprendere le strategie dei molteplici operatori e identificare i principali trend in atto e i possibili scenari evolutivi”.

“La ricerca condotta – ha spiegato – si è sviluppata attraverso una metodologia di elaborazione dei dati ufficiali forniti da AAMS e SOGEI relativi alla raccolta vincite e dei dati relativi all’anagrafe dei conti di gioco. Abbiamo inoltre effettuato il censimento dell’offerta online di 274 operatori; analizzato l’offerta smartphone e tablet dei 69 operatori principali, che hanno in mano il 99% del mercato. Abbiamo poi fatto ricorso a interviste e studi di settore e ad analisi di fonti secondarie di letteratura nazionale e internazionale”.

“La raccolta dei giochi on line nel 2011 ha sfiorato i 10 miliardi di euro, 9,85 mld effetto dell’introduzione a luglio dei nuovi giochi come i casino games e il poker modalità cash (6,168 milioni di euro). Tra i giochi tradizionali – ha continuato Rangone – c’è stata una diminuzione del 24% dal 2010 al 2011, spesa totale 735 milioni di euro nel 2011, +7% mercato con una crescita contenuta rispetto al 2010; i giochi tradizionali anche in questo caso registrato una contrazione della spesa di circa il 20%.

Dal punto di vista fiscale nel 2011 i soldi che lo Stato ha incassato dal comparto del gioco online sono rimasti praticamente uguali a quelli del 2010. Il calo delle entrate dai giochi tradizionali è stato compensato, come negli altri casi, dai giochi nuovi”.

La ricerca prodotta dall’Osservatorio analizza la raccolta del settore on line in proporzione con altri mercati. “Se confrontiamo il gioco online con gli altri mercati dell’intrattenimento – ha spiegato il dr. Rangone – del 2011 notiamo che la spesa impiegata dai giocatori in questa forma di intrattenimento è pari a 735 milioni di euro, paragonabile a quella del botteghino del cinema con 748 mld. Il gioco online è cresciuto del 7%, i videogiochi e console del 10% con 1.035 milioni di euro tra 2010/2011; i digital contents (acquisto via internet di contenuti digitali) registrano una crescita del 4% con 796 milioni di euro. Il mercato dell’e-commerce, che ingloba l’acquisto tramite internet di vari prodotti, dai viaggi ai libri ecc., segna un +20% con 8 miliardi, una raccolta molto superiore ma va considerato che è un settore nato da più anni”.

Il poker cash: dinamica mensile della raccolta e della spesa

La raccolta segna una spesa boom nell’agosto che poi rallenta nei mesi successivi, fino a dicembre. A gennaio c’è una nuova impennata che ha riportato all’incirca ai valori iniziali di agosto: una fetta dell’87% del poker è conquistata dal cash contro il 13% riservato alla modalità torneo.

Per i casino games la raccolta e la spesa è invece in costante e graduale crescita da luglio a dicembre: se guardiamo al gioco on line nel compesso vediamo che la raccolta di dicembre 2011 registra un 17% per i giochi tradizionali, il 26% i casino games e il 57% il poker cash.

 

A seguire è intervenuto Renato Mangiarcina, responsabile della Ricerca Osservatorio Gioco On line

“Sono 1,4 milioni i giocatori italiani attivi – ha dichiarato Mangiarcina – dei quali il 14% sono donne l’86% uomini. Il 47% dei player risiede al sud o nelle isole, il 31% al nord e il 22% al centro. L’8% dei giocatori totali ha oltre 55 anni, il 18% tra i 18 e i 24 anni, il 15% tra i 45 e 54 mentre il 32% tra i 25 e 34; tra i 35-44 anni quello che resta in percentuale

A cosa giocano i 787mila italiani al mese? 

“Dai risultati emerge che il 54% gioca agli skill games a torneo e scommette, il 42% si intrattiene con il poker cash, il 12% casino games. I valori – tiene a specificare Mangiarcina – non vanno sommati perché un giocatore può giocare a più giochi contemporaneamente.

Per quel che concerne l’evoluzione degli operatori “delle 200 concessioni emesse – prosegue il responsabile della ricerca – solo 36 sono state assegnate e solo 4 ovver Mondadori, Neomobile, Tombola International e William Hill hanno generato una raccolta.

Per quanto riguarda l’evoluzione dell’offerta di gioco si attende l’inserimento di tre tipologie di gioco betting  exchange, scommesse virtuali e slot online.

L’anno che si è appena concluso ha portato grandi novità nel settore quali l’autolimitazione e la pubblicazione del Libro Verde”.

Discorso a parte per il mobile gaming

“Dal 2010 al 2011 – ha dichiarato Mangiarcina – il numero degli operatori è raddoppiato da 9 a 18 e la distribuzione degli operatori varia per tipologia di iniziativa. Il 25% ha sviluppato mobile site e application, il 38% solo application mentre il restante 37% solo mobile site. L’incidenza in termini di spesa delle iniziative per smartphone – dichiara – è modesta, pari a circa l’1%”.

“Di 19 applicazioni censite – prosegue – 9 permettono di giocare in real money e 10 hanno funzionalità di supporto per il real money. La tipologia di gioco offerta è varia scommesse sportive, poker, bingo, e win for life. L’offerta degli operatori sui principali social network è aumentata da 25 a 57. Facebook – tiene a sottolineare il relatore – la fa da padrone. Sono tutti presenti su FB, 26 solo su quesdto social network, mentre gli altri affiancano la loro presenza anche su un altro social network; solo due sono presenti su tutti i social network”.

 

Daniela Pompei di Sogei: “Registriamo oltre 5 milioni di transazioni al giorno”

“Sogei supporta AAMS in ogni momento, dal progetto di collaudo delle piattaforme, a quando viene acquisita un’istanza da parte del produttore o del concessionario, alla verificata della piattaforma, al collaudo – con AAMS – del protocollo di comunicazione, ai controlli online e offline sui dati di gioco. Per quanto concerne i controlli online il sistema centrale di Sogei autorizza qualsiasi evento avvenga durante l’avvio di una sessione di gioco e la partecipazione dei giocatori a tutte le operazioni finanziari di gioco e determina l’imponibile fiscale al termine di ciascuna partecipazione. Mentre per i controlli offline avvensono su tutta la quantità di dati, con l’utilizzo di tre direttrici e supportiamo AAMS per il controllo e monitoraggio svolto. Inoltre predisponiamo report periodici e on demand e per il contrasto ai fenomeni di collusione tra giocatori. Sogei – ha continuato la dr.ssa Pompei – è tecnologia al servizio del giocatore e dello Stato. La nostra struttura garantisce sicurezza, affidabilità, e alte prestazioni. Ci sono circa 100 produttori internazionali che oggi forniscono le piattaforme multicanale idonee ad operare nel rispetto della normativa. In Italia la maggior parte dei produttori provengono da Paesi membri dell’UE; ad oggi le piattaforme autorizzate sono 15 per i giochi a torneo con 133 giochi autorizzati, 27 quota fissa /casino e 158 giochi autorizzati, 12 cash tra giocatori, 28 per il cash in solitario e altre 28 per il Bingo: per un totale di più di 5 milioni di transazioni in un giorno”.

 

Francesco Rodano (AAMS): “Un importante compito è quello di recuperare sacche di giocatori dei siti illegali”

“Si è partiti due anni fa con numeri da record – dichiara Francesco Rodano, dirigente responsabile del gioco a distanza AAMS – numeri che facevano pensare ad un fenomeno di un’industria dal valore importante; nel luglio sono poi stati lanciati vari giochi da casino e poker cash i quali sono partiti insieme alle regole della legge comunitaria che hanno rifondato il settore. Queste nuove regole danno base per lavorare e completare l’offerta hanno portato più efficace localizzazione dei giocatori e l’obbligo di decidere quanto si è disposti a spendere prima di iniziare a giocare. L’idea di fondo è quella di recuperare quelle sacche di giocatori che si rivolgono ancora ai siti illegali e l’obiettivo ultimo è quello di portarli nel gioco controllato.

Come AAMS – prosegue Rodano – disponiamo di uno strumento (chiamato Robocop) che ci consente di fare controlli in tempo reale di tutte le scommesse che vengono fatte in Italia; Ovviamente questo sistema funziona solo sui siti legali.

Sulla parte della spesa si è visto che con l’avvento del poker cash si è registrato un calo della spesa dei giochi tradizionali: nel 2011 la spesa resta quasi stazionaria il che fa pensare che i nuovi giochi hanno cannibalizzato i vecchi. Tuttavia nei primi mesi del 2011 si è registrato un forte calo, quindi grazie al lancio di questi nuovi giochi è stato più che compensato il calo fisiologico che i vecchi giochi stavano avendo.

Sembra non esserci ancora una spinta veramente  innovativa in questo settore; in realtà le cose stanno diversamente. Basta citare tre operatori uno ha inventato un modello innovativo di trasmissione, uno è un operatore monoprodotto solo bingo anglosassone operatore che si è ritagliato una bella fetta di mercato nel bingo online e un terzo operatore che è molto attivo su fb ha costruito community che conta oltre 100mila persone e usa fb in modo molto efficiente.

“Verso i consumatori e nei confronti dell’opinione pubblica – dichiara in conclusione del suo interventi il dirigente – abbiamo grandi responsabilità. Abbiamo gli occhi puntati addosso da parte di molti Stati europei che stanno sull’uscio per vedere se il nostro sistema funziona o no, per decidere se introdurlo nelle loro giurisdizioni.

 

Giovanni Emilio Maggi: “Cosa accade dal punto di vista politico?”

Giovanni Emilio Maggi, vicepresidente della Federazione Sistema Gioco Italia nel suo intervento si è chiesto cosa stia accadendo dal punto di vista politico al settore del gioco: “Fare il concessionario oggi è un’attività molto più difficile del passato. Dà soddisfazioni economiche ma le complessità sono cresciute molto. Non è più un mondo di pochi, non è più una piccola attività ma una vera e propria industria. La logica di aver creato la sezione gioco in Confindustria sta a significare proprio questo. Tutte le volte che si parla di gioco, – spiega – il modello italiano viene citato come modello di riferimento. In Italia i risultati dell’on line sono sotto gli occhi di tutti, frutto di una politica intelligente del legislatore e del regolatore. E’ un settore a tassazione modesta ma il gioco, per quella che è la sua natura, va valutato anche per gli aspetti di tipo sociale e non solo economico; il fatto di aver sviluppato una normativa seria e che funziona va inteso in modo positivo. Una rete di concessionari (on line) efficace è utile perché il modello italiano è sofisticato e aiuta nella battaglia per impedire che anche i minori partecipino al gioco. La perfezione non si raggiunge ma è una risposta importante al problema del gioco minorile.

Altro aspetto importante è la legalità, le scommesse, gli scandali che si sono susseguiti ultimamente nel calcio. Come concessionari ci siamo rammaricatio del fatto che questi eventi sono state utilizzate come motivazione per affermare che il gioco on lline ha dei problemi. Indubbiamente quanche problema può esserci, ma in linea generale la logica che ci guida con AAMS e SOGEI garantisce la tutela del consumatore e dello sport e la sicurezza della legalità. Non è un caso che molte delle attività che sono state travolte dalle indagini nascessero da operatori non concessionari dello Stato italiano. La collaborazione – ha concluso – tra pubblico, privato e Guardia di finanza, che sta facendo un lavoro fantastico di controllo, e l’importante lavoro dall’Italia nel sostenere la Commissione europea sulla realizzazione del Libro Verde sono un buon segno per ottenere importanti risultati contro l’illegalità”.

E’ stato Paolo di Feo, Southern Regional Director del gruppo bwin.party a prender la parola in apertura della tavola rotonda: “Le scommesse virtuali arricchiscono ulteriormente l’offerta di giocoe possono attrarre un certo numero di nuovi giocatori. Per quel che concerne il betting exchange credo che sia un modo per detassare il gioco attuale e l’effetto sarà al 90% sostitutivo. Ho molte perplessità in quanto non vedo vantaggi.

Per Enrico Rusi, online manager di Cogetech, “In alcuni prodotti, come il poker, il numero di giocatori attualmente presenti sul mercato è praticamente sempre lo stesso e la competizione è tra i concessionari a danno degli stessi. Sugli altri prodotti c’è molto da fare a livello di supporto da parte delle singole aziende e di canali offerti ai singoli giocatori, Maggiori servizi di supporto fidelizzano il cliente e aumentano la loro spesa”.

“Inoltre  – prosegue Rusi – ci sono due grandi possibilità per aumentare i giocatori che oggi giocano più sul terrestre che sull’online e sono, da una parte, il poker live e i nuovi giochi di casinò che completeranno l’offerta e lo renderanno competitivo. Il dato che più ci preoccupa – conclude – è che i primi due mesi del 2012 la spesa dei giocatori resta costante a dimostrazione che l’investimento dei giocatori è invariato quindi bisogna attrarre nuovi giocatori. Se ci sono solo 700mila giocatori attivi bisogna risvegliare quel milione e mezzo che si è avvicinato al settore e poi ha smesso”.

 

Gianluca Ballocci (Lottomatica). La competizione tra fisico e on line

Gianluca Ballocci, Direttore Internet e Trade marketing Lottomatica, ha affrontato la questione della competizione tra le due modalità di gioco. “Analizziamo i numeri: il mercato dell’on line fino al 2008 valeva tra gli 800 e i 900 milioni di euro. Con l’arrivo della legge Bersani quei numeri sono lievitati a 4 miliardi e mezzo in due anni e ora arrivano a 10 miliardi. Ci puo essere sinergia tra i tipi di gioco ma non cannibalizzazione. Se chiediamo ai giocatori online se praticano anche il gioco fisico la risposta è si, al contrario invece no. C’è una sovrapposizione, con ragioni diverse, di avvicinamento al gioco. Il fenomeno del gioco in Italia è un fenomeno storicamente legato al centro sud per motivi di cultura e non solo, l’on line sta seguendo lo stesso tipo di percorso, incuriosisce come questa accelerazione possa contrastare con il profilo economico che il sud ha rispetto al nord”.

 

“Se non si affiancano nuovi modi di repressione del mercato illegale e se non cambia la strategia dello Stato dubito che nell’on line ci saranno incrementi di giocatori, probabilmente cresceranno, ma poco”. Ad affermarlo Guido Marino Amministratore della Mag consulenti associati. “Il 65% del gioco a terra è vietato per l’on line, quindi come canale di distribuzione è un canale morto. L’online quindi da questo punto di vista è penalizzato e discriminato. Anche come canale di distribuzione alternativo rispetto a quello a terra non ha risultati eccezionali. Questo perché al canale on line vengono richiesti oneri di vendita e di utilizzo per il giocatore che sono molto più pesanti rispetto al gioco terrestre, nel canale online non si puoi fare gioco di impulso; occorre fare una difficile registrazione, un versamento, quindi il giocatore preferisce il gioco terrestre. Per far crescere l’online, che è più sicuro del terrestre, bisogna effettuare una semplificazione, almeno per le piccole somme di gioco. Se non ci saranno forme di parificazione tra i due canali l’utilizzo dell’online rimarrà sempre ridotto a una piccola parte di gioco in Italia”.

“Noi puntiamo principalmente sul mobile – ha aggiunto nel suo intervento Valeria Sivvery Gaming Senior Marketing Manager di Neomobile S.p.A. -. Per i nuovi entranti trovare degli spazi in un mercato cosi competitivo è difficile, la chiave è fare innovazione di prodotto. Il mobile è la chiave di volta per offrire un’esperienza unica e divertente, una forma di intrattenimento e consente al giocatore di accedere a una piattaforma di giochi. Per quanto riguarda le concessioni ancora non assegnate, secondo noi, prima o poi entreranno”.

Francesco Fiandra, Ceo Playyoo ha dichiarato che la sua azienda punta molto sui casino e sul mobile, sui quali “a differenza del web l’utente può essere raggiunto anche in modalità “push” e ricevere promozioni sui giochi che ha caricato sul proprio telefono. L’utente – ha spiegato – è di solito giovane quindi ideale come target per l’utilizzo di smartphone e tablet dove stiamo investendo molto”.

Barbara Beltrami, PokerStars country manager Italia, ha detto che “con l’avvento del cash possiamo dire che dai dati c’è stato un fenomeno di cannibalizzazione. Gli utenti che sono passati a giocare cash non sono nuovi ma sono quelli che hanno smesso di giocare sui sit e go di solito. Nel nostro caso questo fenomeno è stato un po’ frenato; facendo molta comunicazione abbiamo mantenuto alto l’interesse alla partecipazione dei tornei. I sit e go hanno subito un calo. Prevedo una buona frequenza su quelli che sono considerati eventi come i multitavolo con montepremi garantiti e penso all’incremento del cash game grazie all’avvento del mobile che si sposano molto bene. PokerStars – ha concluso – ha lanciato a livello globale il gioco real money a poker; l’Italia è stato il primo Paese quindi di sperimentazione e con applicazione ipad e iphone e anche android nel real money i risultati sono andati oltre alle nostre aspettative”.

Per Maurizio Santacroce (Direttore business unit digital games and services – Sisal) “la maturità culturale chiede ancora degli sviluppi per puntare più forte sull’onl ine. Abbiamo deciso di investire nel contatto con il consumatore e meno in pubblicità, abbiamo iniziato a investire sui social network nel 2009. Ancora una volta nella nostra strategia è fondamentale ascoltare il consumatore e interagire con loro. Utilizziamo i call center per parlare con i clienti”.

 

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