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Gioco, numeri e clickbait: quando anche il Corriere scambia la raccolta per spesa e il titolo fa più notizia dei fatti

Un altro titolo ad effetto, questa volta pubblicato dal Corriere, dove il gioco diventa – ancora una volta – il grimaldello perfetto da clickbait per sostenere una narrazione preconfezionata.

Nell’articolo “L’Italia è povera? Sfatiamo i miti: la verità è che spendiamo 157 miliardi in gioco d’azzardo (e ci sono 80 milioni di sim attive)“, di Alberto Brambilla, si parla di “157 miliardi spesi in gioco d’azzardo” quando, in spregio ai chiarimenti ripetuti dello stesso regolatore, si continua a confondere la raccolta con la spesa reale, ignorando del tutto il meccanismo delle vincite e il payout che ridimensionano drasticamente quei numeri.

A questo si aggiunge, senza particolari cautele metodologiche, il richiamo al flusso verso l’offerta illegale, inserito più per rafforzare l’impatto emotivo che per fornire un quadro informativo solido. Il tutto viene poi incastonato in un tono che accosta povertà e “spese futili”, come se il gioco fosse la prova regina di un’irresponsabilità diffusa, utile a spiegare ogni contraddizione del Paese.

Il risultato è un articolo che funziona benissimo sul piano del titolo e della provocazione, meno su quello dell’analisi: numeri usati come slogan, concetti semplificati fino a diventare fuorvianti e una complessità ridotta a messaggio morale. Ottimo per attirare clic, molto meno per aiutare a capire davvero di cosa si stia parlando. mc

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