Il nuovo ciclo del gaming online in Italia si apre con un mercato più ristretto, ma anche con nuove opportunità di posizionamento e sviluppo. È questa la lettura proposta da Davide Diodato (in foto), Managing Director di HBG Online Gaming, intervenuto nella sessione dedicata allo scenario 2026 nell’ambito dell’Italian Gaming Expo & Conference 2026 in corso a Roma.
“Gli ultimi dodici mesi sono stati molto intensi per tutti”, ha esordito, facendo riferimento al percorso che ha accompagnato operatori, provider e regolatore verso il nuovo bando. Un passaggio che ha inciso profondamente sulla struttura del mercato. “Abbiamo visto un mercato passare da circa 300 brand a una cinquantina”, ha sottolineato, evidenziando un processo di selezione che ha ridisegnato gli equilibri competitivi.
Il bando, secondo Diodato, rappresenta un punto di svolta ambivalente. “Da un lato può sembrare che limiti il raggio d’azione, ma dall’altro offre un’opportunità importante”, ha spiegato. Regole più stringenti, infatti, possono contribuire a rafforzare la credibilità del settore. “Possiamo essere riconosciuti come un’industria più autorevole, più affidabile e più trasparente”, ha osservato, invitando gli operatori a cogliere questo passaggio come un’occasione di crescita.
Un elemento che, nella sua visione, può anche favorire un avvicinamento ad altri comparti, in un contesto in cui i confini tra industrie tendono a diventare meno netti. “Ci sono opportunità anche in termini di contaminazione”, ha suggerito, indicando un possibile sviluppo futuro del settore.
Sul piano operativo, la trasformazione riguarda soprattutto i modelli di relazione con il cliente. “Per noi l’omnicanalità è obbligatoria”, ha affermato, sottolineando come l’integrazione tra online e retail rappresenti un valore aggiunto. Ma questo equilibrio è destinato a evolversi. “Per anni abbiamo portato giocatori dal punto fisico all’online, ora potrebbe avvenire anche il contrario”, ha spiegato, evidenziando un cambio di prospettiva guidato dalle nuove generazioni.
Il primo punto di contatto con il cliente, infatti, sarà sempre più digitale. “I brand verranno conosciuti prima online”, ha osservato, con il canale fisico che potrà diventare uno spazio di esperienza e fidelizzazione. In questo scenario, l’acquisizione perde centralità a favore della retention, ovvero della capacità di mantenere e coinvolgere il cliente nel tempo.
A fare la differenza sarà sempre più la personalizzazione. “Non possiamo più offrire lo stesso prodotto a tutti nello stesso modo”, ha detto, introducendo il tema dell’iper-personalizzazione. In un contesto in cui l’offerta tende a essere simile tra operatori, il vantaggio competitivo si sposta sull’esperienza.
Diodato ha utilizzato una metafora efficace: “Il caffè è lo stesso, ma cambia il modo in cui lo consumi”. Un cliente può aver bisogno di un servizio rapido, un altro di un’esperienza più lunga e articolata. Allo stesso modo, nel gaming online, il valore non è solo nel prodotto, ma nel modo in cui viene proposto.
“Dobbiamo passare dal prodotto al cliente”, ha concluso, indicando una direzione chiara per il futuro del settore. Un cambiamento che richiede capacità di analisi, flessibilità e un uso sempre più sofisticato dei dati, per costruire esperienze su misura e rispondere alle esigenze di un pubblico in continua evoluzione.







