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Gaming online, Mazzucato (WMG-Mag Elettronica): “Siamo in una Champions League globale, servono standard che valorizzino la qualità”

Più che un anno complesso, un anno “sfidante”. È con questa lettura che Manuele Mazzucato (in foto), Online Director di WMG e Administrator & CFO di Mag Elettronica, ha descritto il momento attraversato dal settore nel panel “Gaming online 2026: tra innovazione, regolamentazione e sostenibilità del mercato” nell’ambito dell’Italian Gaming Expo & Conference 2026 in corso a Roma. Il comparto si trova oggi in una fase di profonda trasformazione, segnata dall’introduzione della nuova concessione e da un quadro normativo ancora in divenire, con regole non del tutto definite e possibili ulteriori evoluzioni anche sul piano tecnologico.

Il passaggio da centinaia di operatori a poche decine ha già ridefinito in modo significativo gli equilibri, imponendo una revisione delle strategie sia dal punto di vista industriale sia economico. In questo scenario, la competizione si fa più intensa e selettiva, mentre i provider sono chiamati a confrontarsi con un mercato sempre più esigente e articolato.

L’innovazione di prodotto resta uno dei nodi centrali ma anche più complessi. Il giocatore, oggi, è esposto a un’offerta ampia che comprende sia il canale online sia quello terrestre, e trattenerne l’attenzione richiede esperienze di gioco capaci di distinguersi. La sfida, secondo Mazzucato, è quella di offrire un prodotto che sia al tempo stesso sicuro, coinvolgente e in grado di fidelizzare, mantenendo alto il livello di intrattenimento senza perdere di vista la responsabilità.

In questo processo, l’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo sempre più rilevante. I provider stanno cercando di integrarla nei processi di sviluppo per migliorare l’efficienza e accelerare l’innovazione, ma si tratta di una leva che comporta investimenti significativi. Il tema dei costi, infatti, resta centrale: l’adozione di nuove tecnologie deve confrontarsi con la sostenibilità economica del modello.

Proprio su questo punto emerge una delle criticità evidenziate da Mazzucato, che richiama l’attenzione sul ruolo dei provider all’interno del nuovo impianto regolatorio. Chi sviluppa i prodotti, osserva, rischia di non essere adeguatamente valorizzato, nonostante sia chiamato a sostenere investimenti rilevanti per innovare e competere. Da qui la richiesta di un riconoscimento più chiaro all’interno della filiera, non tanto attraverso barriere all’ingresso, quanto mediante l’introduzione di standard e certificazioni che garantiscano qualità e affidabilità. In questo modo, anche i concessionari potrebbero contare su partner qualificati e su parametri condivisi.

Il contesto competitivo, inoltre, non è più solo nazionale. Il gaming online si muove in una dimensione globale, dove gli operatori italiani si confrontano con grandi multinazionali attive in decine di mercati. È una competizione che Mazzucato paragona a una “Champions League”, in cui entrano anche realtà con modelli e risorse molto diversi, talvolta difficili da equiparare in termini di regole e condizioni.

In questo scenario, la definizione di un quadro normativo equilibrato diventa essenziale per garantire condizioni di mercato più omogenee e sostenibili. L’obiettivo, secondo quanto emerso dal panel, è costruire un sistema più organico, capace di valorizzare tutti gli attori coinvolti, sostenere gli investimenti in tecnologia e accompagnare il settore in una fase di evoluzione che appare ormai inevitabile.

Redazione Jamma
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