HomeAttualitàGaming e nuove generazioni, Diodato (NOVOMATIC Italia): “Il futuro del settore sarà...

Gaming e nuove generazioni, Diodato (NOVOMATIC Italia): “Il futuro del settore sarà inevitabilmente multicanale”

Il futuro del gaming passa da una trasformazione profonda, in cui il confine tra fisico e digitale diventa sempre più sottile. È questo il filo conduttore emerso dal convegno “NEXT GEN RISING – Come i mondi virtuali stanno riscrivendo le regole del gaming digitale” durante Enada Primavera 2026, che ha riunito alcuni tra i principali protagonisti del settore per analizzare trend, sfide e opportunità legate all’evoluzione del mercato.

Tra i diversi interventi, particolarmente significativo è stato quello di Davide Diodato, di Novomatic Italia, che ha offerto una riflessione lucida sul concetto di “nuova generazione” e sul modo in cui il settore dovrebbe affrontarne i cambiamenti.

Diodato ha subito chiarito un punto centrale: il futuro del gaming sarà inevitabilmente multicanale, ma l’errore più grande è pensare alla nuova generazione come a un blocco unico e omogeneo. Al contrario, ha sottolineato come oggi sia necessario parlare di “nuove generazioni”, al plurale, caratterizzate da comportamenti, aspettative e modalità di fruizione profondamente diverse.

Secondo il manager, il vero salto di qualità non riguarda tanto la distinzione tra digitale e retail, quanto la capacità degli operatori di comprendere le diverse personas che compongono il pubblico. “Non esiste un unico utente tipo”, è il messaggio implicito: esistono comunità con abitudini e bisogni differenti, che richiedono offerte e linguaggi specifici.

In questo scenario, avere una presenza integrata su più canali rappresenta certamente un vantaggio competitivo, ma non è sufficiente. Il punto di partenza deve essere sempre il cliente: comprendere come vive l’esperienza di gioco e quali aspettative porta con sé.

Per spiegare questo concetto, Diodato ha utilizzato una metafora semplice ma efficace: quella del caffè. Il prodotto può essere lo stesso – di qualità, ben fatto – ma cambia completamente il contesto di consumo. Il professionista che si ferma al bar al mattino cerca rapidità ed efficienza; lo stesso cliente, nel pomeriggio, potrebbe invece vivere il momento con più calma, trasformandolo in un’esperienza sociale.

Il parallelismo con il gaming è evidente: il prodotto è importante, ma non basta. È solo la base su cui costruire un’esperienza più ampia, capace di adattarsi ai diversi momenti e bisogni dell’utente.

Da qui deriva un’altra indicazione chiave emersa dall’intervento: la necessità per il settore di fare un passo indietro rispetto alla centralità esclusiva del prodotto e adottare un approccio più flessibile e sperimentale. Diodato ha invitato gli operatori a osservare di più, testare di più e avere il coraggio di sbagliare, perché è proprio attraverso la sperimentazione – e anche attraverso gli errori – che si possono costruire modelli più efficaci.

In un contesto in continua evoluzione, dunque, la sfida non è solo tecnologica, ma culturale: si tratta di ripensare il modo in cui i prodotti vengono offerti e integrati all’interno di esperienze personalizzate, capaci di parlare a pubblici diversi.

Il messaggio finale è chiaro: per intercettare davvero le nuove generazioni – o meglio, le molteplici nuove generazioni – il gaming dovrà evolversi da semplice offerta di prodotto a ecosistema esperienziale, in cui digitale e fisico non sono in competizione, ma parti complementari di un’unica strategia.

Altri articoli