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Francia: il crollo del gioco online mette in agitazione l’Arjel

In: Mercato, Online

22 agosto 2013 - 17:21


Online-Gambling34

(Jamma) Il mercato francese del gioco d’azzardo online, aperto alla concorrenza nel giugno 2010, sta attraversando un periodo di grave crisi. Poker games, scommesse sportive e ippiche non sono più in grado di attrarre i giocatori e generare guadagni, tanto che la situazione sta preoccupando l’ARJEL, l’Autorità di regolamentazione dei giochi online francese.
Mentre molti operatori si sono ritirati dal mercato, di fronte alla difficoltà di far fatturare le proprie attività, i siti di giochi online rimanenti devono fare i conti con una situazione economica che non incoraggia i francesi a giocare d’azzardo. Quest’anno, i siti di poker hanno sperimentato un calo storico delle puntate, una situazione vissuta anche dalle scommesse ippiche per la prima volta dopo il giugno 2010.
La liberalizzazione del gioco d’azzardo online aveva l’obiettivo di canalizzare nel circuito legale l’offerta precedentemente non regolata, e portare nelle casse dello Stato circa 300 milioni di euro solo nel 2012. L’ARJEL ora avverte che per quest’anno “i ricavi fiscali provenienti dal gioco online potrebbero regredire”.
Per evitare questa situazione, il regolatore propone di rivedere la legge sui giochi online, particolarmente criticata per la sua rigidità. Pertanto, potrebbero essere autorizzate le nuove regole per il poker online, visto che al momento sono possibili solo le varianti del Texas Hold’em e dell’Omaha. Si parla anche della possibilità di raccogliere le giocate di tutti i giocatori d’Europa in un unico totalizzatore, anche se la realizzazione sarebbe abbastanza laboriosa a causa del fatto che ogni Paese ha un quadro legislativo differente in materia.

A loro volta, gli operatori di gioco online hanno presentato delle richieste diverse: per loro, il problema principale ha a che fare con il regime fiscale. La tassazione è troppo elevata e questo spiega la scarsa performance dei siti francesi. Ad esempio, le scommesse ippiche sono tassate al 60% su un piatto corrispondente a tutte le scommesse. ARJEL non si oppone alla riforma del sistema fiscale, ma purtroppo non è di sua competenza; la decisione definitiva deve venire dal governo.

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