Flutter Entertainment, colosso globale del gioco online proprietario di marchi come Paddy Power, Betfair, Sisal, Snai e FanDuel, sta valutando la possibilità di abbandonare completamente la Borsa di Londra, concentrando sempre di più la propria presenza finanziaria e strategica sul mercato statunitense.
La società ha confermato di aver avviato una revisione della propria quotazione secondaria a Londra, dopo avere già trasferito nel 2024 la quotazione principale a New York. Una decisione definitiva è attesa entro la fine del secondo trimestre 2026.
L’eventuale uscita rappresenterebbe un ulteriore colpo per la City londinese, che negli ultimi anni ha visto diverse grandi aziende trasferire la propria quotazione principale negli Stati Uniti o ridurre la presenza sul mercato britannico.
Alla base della riflessione di Flutter c’è soprattutto il crescente peso del business americano. Da quando FanDuel è diventato uno degli operatori leader delle scommesse sportive negli USA, il gruppo ha progressivamente spostato oltreoceano sia il focus degli investitori sia i volumi di trading delle proprie azioni.
I numeri confermano il trend. Nel trimestre Flutter ha registrato ricavi per 4,3 miliardi di dollari, in crescita del 17% su base annua, trainati soprattutto dall’online gaming e dal mercato statunitense. Nonostante la crescita dei ricavi, però, il gruppo ha ridotto le aspettative sull’intero esercizio 2026, citando risultati meno favorevoli nelle scommesse sportive e maggiori costi di investimento.
Proprio il rallentamento delle prospettive di crescita negli USA ha spinto il management a intervenire anche sull’organizzazione interna di FanDuel. Flutter ha annunciato importanti cambiamenti al vertice del brand americano: l’amministratrice delegata Amy Howe ha lasciato il gruppo e Dan Taylor, manager storico di Flutter, assumerà un ruolo rafforzato alla guida delle attività statunitensi.
“Non è un segreto che FanDuel abbia registrato performance inferiori alle attese, ma guardando avanti dobbiamo mettere in campo il team giusto per supportare il business”, ha dichiarato il CEO Peter Jackson a Reuters.
Lo stesso Jackson ha precisato che la decisione di interrompere il rapporto con Howe “non è stata sua”.
FanDuel resta comunque il principale operatore del settore negli Stati Uniti, con una quota di mercato del 39%, ma Flutter ha sorpreso gli analisti quando, poco più di due mesi fa, ha previsto per il 2026 una crescita dell’utile operativo del 4%, nettamente inferiore al ritmo superiore al 20% registrato nei quattro anni precedenti.
Secondo diversi osservatori di mercato, però, gli investitori starebbero sottovalutando il potenziale di lungo periodo del mercato americano delle scommesse sportive online, che continua ad espandersi Stato dopo Stato.
La possibile uscita da Londra viene letta anche come una scelta legata ai costi e agli obblighi regolatori. Mantenere una doppia quotazione comporta infatti oneri amministrativi e compliance aggiuntive, mentre la maggior parte delle negoziazioni sul titolo avviene ormai a New York.
A influire sulla strategia di Flutter ci sono anche le evoluzioni normative nel Regno Unito e in Irlanda, dove il settore del gioco si confronta con una crescente pressione fiscale e regolatoria. L’inasprimento delle tasse sul gioco online rischia infatti di comprimere la redditività del business europeo, mentre negli Stati Uniti il mercato appare ancora in una fase più espansiva.







