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Di nuovo in rosso, i casinò francesi chiedono aiuto al Primo Ministro

In: Casinò, Mercato

4 gennaio 2013 - 16:24


CASINOROU

San Pellegrino scrive al ministro Cancellieri e chiede di riaprire la propria casa da gioco

 

(Jamma) Dopo una timida ripresa vissuta nel 2011, il 2012 è stato un anno difficile anche per i casinò d’Oltralpe come si comprende in una lettera inviata al Primo Ministro Jean-Marc Ayrault da parte dei tre sindacati rappresentativi di 196 casinò francesi i quali hanno annunciato che nel 2012 c’è stato un calo dell’attrattiva delle case da gioco. Il 2012, infatti si è chiuso con un calo del 1,8%.

Gli utili si sono attestati a cifra 2,27 miliardi di euro (-1,8%) contro i 2,32 mld del 2011 (+0,95%). “Nel giro di 5 anni, il settore ha vissuto una riduzione del 20% del suo giro d’affari” hanno scritto i presidenti di Casinos de France, del Sindacato dei casinò moderni di Francia e dell’Associazione dei casinò indipendenti francesi (ACIF).

L’incasso delle 23mila slot machine installate sul territorio si è ridotto del 2,5% mentre è cresciuto del 5,25% quello dei giochi da tavolo come roulette, blackjack e poker. Il comparto garantisce occupazione per 15.500 posti di lavoro diretti.

Motivo in più per esprimere le loro critiche al primo ministro il fatto che le richieste di adeguamento fatte dal comparto per contrastare il difficile periodo tardano a ricevere il consenso dei ministri dell’Interno e del Bilancio nonostante siano richieste che non incidano negativamente né sui bilanci dello Stato né su quello dei comuni.

 

Circa 180 città francesi che ospitano casinò hanno seguito da vicino l’evoluzione del settore, in considerazione del fatto che il 15% dei prelievi fiscali di quei ricavi finisce nei loro bilanci, mentre il restante 85% nelle casse dello Stato. I sindacati dei casinò spiegano la necessità di un intervento di tutela che permetta alle case da gioco di innovare in periodi di crisi caratterizzati da una forte concorrenza, rappresentata soprattutto dal mercato dei giochi online.

I sindacati hanno quindi chiesto l’intervento del Primo Ministro per porre fine a questa situazione di stallo.

 

 

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