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Dai voli low cost ai prediction markets: la nuova scommessa del fondatore di EasyJet

Il fondatore di EasyJet entra nel mondo dei prediction markets e scommette sui Mondiali di calcio. Sir Stelios Haji-Ioannou, imprenditore greco-cipriota che nel 1995 ha dato vita alla compagnia aerea low cost britannica, ha deciso di ampliare l’offerta della piattaforma Easybet, lanciata nel 2024, puntando su un modello di scommessa che negli ultimi mesi sta attirando sempre più attenzione a livello globale.

I prediction markets consentono agli utenti di puntare sull’esito di eventi specifici attraverso mercati in cui sono domanda e offerta a determinare le quote, piuttosto che i bookmaker tradizionali. Il sistema è diventato particolarmente popolare negli Stati Uniti grazie a piattaforme come Polymarket, che permettono di scommettere non solo sullo sport ma anche su eventi geopolitici, elezioni, economia e persino conflitti internazionali.

Ora anche Easybet vuole ritagliarsi uno spazio in questo segmento, puntando soprattutto sul calcio e sui prossimi Mondiali. Gli utenti potranno scegliere mercati basati su domande dirette come “L’Inghilterra vincerà il Mondiale?” oppure “Harry Kane conquisterà la Scarpa d’Oro?”. Secondo la società, il modello offre maggiore trasparenza rispetto ai bookmaker tradizionali, perché le quote vengono stabilite dal mercato e non da algoritmi proprietari spesso poco comprensibili ai consumatori.

La narrazione scelta da Stelios richiama apertamente la filosofia che rese celebre EasyJet. “EasyJet ha trasformato il settore aereo rifiutandosi di far pagare ai passeggeri più del valore reale del viaggio”, sostiene il gruppo, spiegando che la stessa logica viene ora applicata alle scommesse sportive. Easybet afferma inoltre che molti dei circa 22,5 milioni di scommettitori britannici finiscono per spendere più del necessario giocando contro operatori che “guadagnano indipendentemente dal risultato”.

Dal punto di vista normativo, la nuova iniziativa si muove però in un quadro ancora in evoluzione. Easybet opera infatti attraverso Matchbook, marchio commerciale di Triplebet, società titolare di una licenza rilasciata dalla Gambling Commission britannica. Questo consente alla piattaforma di presentarsi come un operatore regolamentato e non come un mercato decentralizzato sul modello di alcune piattaforme crypto americane.

La differenza non è secondaria. Negli Stati Uniti operatori come Polymarket sono finiti più volte sotto la lente delle autorità di vigilanza finanziaria, perché i prediction markets vengono talvolta considerate strumenti assimilabili ai derivati finanziari piuttosto che semplici scommesse. Nel Regno Unito, invece, il modello può rientrare nel perimetro del gambling regolamentato, soprattutto quando riguarda eventi sportivi.

Easybet sembra infatti aver scelto, almeno in questa fase iniziale, un approccio prudente concentrandosi su mercati molto vicini alle tradizionali scommesse sportive. Cambia il sistema di formazione delle quote, basato sull’incontro tra domanda e offerta degli utenti, ma non necessariamente la natura giuridica del prodotto.

Restano comunque alcuni punti sensibili. Se in futuro i prediction markets dovessero estendersi a eventi politici, economici o geopolitici, il quadro regolatorio potrebbe complicarsi rapidamente. In diversi Paesi europei, infatti, le scommesse su elezioni o temi macroeconomici sono soggette a restrizioni specifiche oppure vietate.

A questo si aggiunge il passato di Triplebet. Nel 2020 l’operatore era stato multato per 740mila sterline dalla Gambling Commission e aveva subito una sospensione di sei mesi della licenza dopo che il regolatore aveva individuato “gravi carenze” nei controlli antiriciclaggio e nelle misure di tutela dei clienti. L’azienda ha successivamente rafforzato i propri sistemi di compliance, ma il precedente resta significativo in un mercato britannico dove i controlli regolatori sul gioco online sono diventati molto più severi.

Per Stelios si tratta dell’ennesima estensione del marchio “easy”, già applicato negli anni a iniziative che spaziano dalle pizze ai servizi per animali domestici, fino al mondo delle criptovalute. L’imprenditore, che ha lasciato il board di EasyJet nel 2010 pur mantenendo una quota nella compagnia, continua intanto a difendere con aggressività il proprio brand contro quelli che definisce “ladri di marchio”.

Redazione Jamma
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