Una filiera storica chiamata a evolversi rapidamente per restare competitiva in uno scenario globale sempre più dinamico. È questo il messaggio emerso dal panel “Il futuro dell’ippica e delle scommesse: innovazione, sostenibilità e sistema” all’IGE Expo, aperto dall’intervento di Remo Chiodi, Direttore generale Ippica del MASAF, che ha evidenziato come l’ampia partecipazione rappresenti un segnale concreto dell’interesse verso il comparto. L’ippica, ha sottolineato, sta attraversando una fase di profonda trasformazione non solo in Italia ma anche a livello internazionale, con modelli che evolvono e richiedono un adattamento rapido.
Accanto alle leve strategiche già individuate per rafforzare la competitività del settore, Chiodi ha indicato due elementi cruciali su cui intervenire: la governance e il fattore culturale. La prima deve diventare più dinamica e allineata ai trend globali, per consentire al sistema di essere più efficace anche sul piano internazionale; in questa direzione si inserisce un ampio studio in fase di sviluppo da parte del Ministero, che sarà presentato nei prossimi mesi. Parallelamente, è necessario un cambio di mentalità da parte degli operatori, con un approccio più moderno, orientato all’innovazione e capace di valorizzare le competenze storiche della filiera. Un passaggio che implica anche maggiore velocità decisionale, perché le sfide attuali richiedono risposte tempestive e concrete.
Tra i temi centrali del confronto anche quello dell’attrattività, con particolare riferimento agli ippodromi, definiti come i luoghi in cui prende forma lo spettacolo ippico. Secondo Chiodi, queste strutture devono tornare a essere spazi di intrattenimento e aggregazione, come lo erano in passato, ma per farlo è necessario affrontare il tema dell’ammodernamento. La vetustà degli impianti rappresenta infatti un limite significativo e richiede investimenti strutturali importanti, in linea con quanto già avviene in altri ambiti sportivi, come dimostrano gli interventi sugli stadi in vista di Euro 2032. L’obiettivo è rendere l’offerta ippica più competitiva all’interno di un panorama dell’intrattenimento sempre più ricco e diversificato.
Un altro nodo affrontato riguarda il superamento di una visione tradizionale del settore, definita da Chiodi come “paradigma del cavallo”, che oggi non è più sufficiente. Occorre invece costruire una nuova reputazione per l’ippica, capace di superare le diffidenze del passato e di rispondere alle sensibilità contemporanee. In questo contesto, assumono un ruolo centrale il benessere animale e la sostenibilità, ambiti su cui sono già in corso interventi specifici. Il lavoro con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in particolare sulla riforma del gioco e delle scommesse ippiche, rappresenta un passaggio chiave per abilitare il rilancio complessivo del sistema, anche se i tempi di attuazione richiederanno inevitabilmente gradualità.
Chiodi ha infine ribadito come, nonostante i progressi degli ultimi anni, il percorso sia ancora lungo e richieda un impegno condiviso. Il rilancio dell’ippica passa necessariamente da un lavoro di squadra tra istituzioni e operatori della filiera, con l’obiettivo di restituire al comparto una posizione di rilievo anche in ambito internazionale. Un processo che dovrà coniugare innovazione, sostenibilità e capacità di fare sistema, elementi ormai imprescindibili per affrontare le sfide del futuro.







