L’Austria si prepara a rivoluzionare il proprio modello di gioco online. Secondo quanto riportato dal quotidiano Kronen Zeitung, il governo di Vienna avrebbe ormai definito una bozza della nuova legge sul gioco d’azzardo destinata a superare l’attuale monopolio detenuto da win2day, la piattaforma controllata dal gruppo Casinos Austria. La riforma segnerebbe un cambio storico: dal 2029 il mercato online potrebbe aprirsi a una pluralità di operatori attraverso un sistema di licenze multiple. Una svolta che, se confermata, trasformerebbe radicalmente uno dei mercati più chiusi d’Europa.
Il progetto prevede che la futura autorità di regolazione possa assegnare un numero illimitato di concessioni per il gioco online. Le licenze avrebbero durata iniziale di cinque anni, estendibili a dieci. La gara pubblica potrebbe partire già dopo l’estate del 2026.
La novità più significativa riguarda però le condizioni richieste agli operatori internazionali che intendono entrare nel futuro mercato regolamentato. Secondo quanto emerge dalla bozza citata dalla stampa austriaca, per ottenere una concessione sarà necessaria una vera e propria dichiarazione di conformità. Gli operatori dovranno attestare di aver rispettato, e di continuare a rispettare, tutte le sentenze emesse nei loro confronti relative al recupero delle perdite di gioco maturate negli anni passati in assenza di una licenza austriaca.
Il principio sarebbe applicato non solo alla singola società richiedente, ma all’intero gruppo societario e persino agli eventuali utilizzatori del marchio. La bozza, secondo le anticipazioni, escluderebbe inoltre qualsiasi possibilità di elusione attraverso ristrutturazioni societarie o procedure di insolvenza. In pratica, chi vorrà entrare nel nuovo sistema dovrà prima “azzerare” il contenzioso accumulato negli anni del monopolio. Un passaggio che potrebbe avere conseguenze economiche enormi per molti operatori europei che hanno offerto gioco online in Austria facendo leva su licenze rilasciate in altri Paesi dell’Unione Europea.
La riforma, però, non punta soltanto all’apertura del mercato. Il testo introduce anche una stretta molto dura sul fronte della tutela del giocatore. Per il cosiddetto “piccolo gioco”, cioè le slot presenti fuori dai casinò tradizionali, sarebbero previsti limiti settimanali di deposito pari a 250 euro per gli under 26 e 1.680 euro per i giocatori più adulti. Le puntate non potrebbero superare i 2 euro per singola partita, mentre le vincite massime verrebbero abbassate a 2.000 euro. Vietati anche i jackpot e introdotte pause obbligatorie dopo 90 minuti di gioco continuativo.
Secondo il progetto, queste restrizioni dovrebbero essere applicate anche al gioco online. Ed è proprio qui che si concentra il dibattito politico ed economico: da una parte Vienna sembra voler superare il monopolio storico, dall’altra intende costruire uno dei mercati regolati più rigidi del continente.
Il rischio, evidenziato già da diversi osservatori del settore, è che un eccesso di restrizioni possa ridurre l’attrattività economica del mercato legale e favorire nuovamente operatori non autorizzati. Il governo, però, sembra intenzionato a privilegiare il controllo e la protezione dei consumatori rispetto alla piena liberalizzazione.
Più stabile invece il quadro per lotterie e casinò terrestri. Il sistema delle lotterie dovrebbe restare sostanzialmente monopolistico, mentre le concessioni dei casinò fisici verrebbero mantenute con modifiche limitate.
Il dossier entrerà ora in una fase delicatissima. La bozza dovrebbe essere sottoposta nei prossimi mesi a consultazione, anche a livello europeo. L’obiettivo politico dichiarato sarebbe arrivare a una decisione definitiva entro l’autunno.







