Il settore delle gaming machines nasce da una grande innovazione di sistema, ma oggi paga un ritardo tecnologico che ne mette a rischio la sostenibilità industriale. È questa la lettura proposta da Manuele Mazzucato (in foto), Online Director di WMG e Administrator & CFO di Mag Elettronica, intervenuto nella sessione dedicata al futuro degli apparecchi da intrattenimento nell’ambito dell’Italian Gaming Expo & Conference 2026 in corso a Roma.
Mazzucato ha ripercorso le origini del modello italiano, ricordando la fase in cui il comparto ha costruito le basi del gioco legale. “Circa vent’anni fa la sfida fu connettere in rete 400 mila apparecchi”, ha spiegato, sottolineando lo sforzo congiunto tra amministrazione, professionisti e aziende. Un passaggio che ha segnato la nascita di un sistema capillare, in grado di presidiare il territorio e contrastare l’illegalità.
“Le AWP sono state il presidio più diffuso del gioco legale”, ha ricordato, evidenziando come il contributo dell’industria sia stato determinante nello sviluppo del settore. In quegli anni, ha aggiunto, il comparto ha conosciuto una fase di crescita, con aumento della raccolta e rafforzamento dei controlli.
Il problema, secondo Mazzucato, è arrivato successivamente. “Se la tecnologia non evolve insieme al mercato, il prodotto perde competitività”, ha osservato, indicando proprio nella mancata innovazione uno dei fattori che hanno inciso sul declino del comparto fisico. A partire dal 2016-2017, ha spiegato, le aziende di produzione hanno iniziato a incontrare difficoltà crescenti.
“Oggi le AWP sono diventate un mercato residuale”, ha affermato, sottolineando come non sia più possibile sostenere un’impresa basandosi esclusivamente su questo prodotto. Un cambiamento che ha portato molte aziende a ridimensionarsi o a riconvertire le proprie attività.
Mazzucato ha evidenziato anche un limite nel processo evolutivo del settore: il ruolo marginale delle aziende produttrici nelle fasi di definizione del prodotto. “In passato non siamo stati coinvolti nella creazione e nell’evoluzione”, ha spiegato, facendo riferimento anche alle successive modifiche normative e tecniche.
Oggi, però, il quadro sembra cambiare. “I tavoli tecnici rappresentano un passo avanti”, ha osservato, evidenziando come il coinvolgimento dell’industria consenta di portare contributi concreti, sia sul piano tecnologico sia su quello della sostenibilità. Un cambio di metodo che potrebbe favorire una progettazione più realistica e condivisa.
Resta però il tema della fattibilità. “Non possiamo pensare di andare sulla luna domani mattina”, ha avvertito, invitando a tenere conto delle condizioni attuali del comparto. La transizione verso nuovi modelli, come quello del gioco remoto applicato agli apparecchi, richiede tempi e investimenti compatibili con la situazione delle aziende.
In questo senso, la prospettiva di lungo periodo diventa decisiva. “Dobbiamo progettare oggi il prodotto che sarà attuale nel 2032 o nel 2038”, ha affermato, indicando la necessità di una visione industriale che vada oltre le scadenze immediate.
Il messaggio è chiaro: innovazione e sostenibilità devono procedere insieme, tenendo conto della realtà delle imprese. Solo così sarà possibile garantire la sopravvivenza del tessuto produttivo e, allo stesso tempo, sviluppare soluzioni tecnologiche in grado di rispondere alle esigenze del mercato e della regolazione.







