Il futuro delle gaming machines passa inevitabilmente da un salto tecnologico. Ma prima ancora, occorre fare i conti con un presente segnato da fragilità strutturali. È il quadro tracciato da Claudio Costa (in foto), Responsabile Direzione Soluzioni e Servizi per l’Economia di Sogei, intervenuto al panel dedicato all’evoluzione del comparto nell’ambito dell’Italian Gaming Expo & Conference 2026 in corso a Roma.
Un’analisi tecnica, supportata dall’osservatorio privilegiato di chi gestisce infrastrutture e dati per conto dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che mette in evidenza un punto chiave: il sistema attuale è tecnologicamente superato.
Le regole tecniche degli apparecchi da gioco risalgono al 2006. Un orizzonte temporale che, nel mondo della tecnologia, equivale a un’era geologica. “Qualunque prodotto tecnologico necessita di evoluzioni periodiche per garantire qualità, sicurezza e affidabilità”, ha sottolineato Costa.
Il mancato aggiornamento ha prodotto un effetto inevitabile: l’obsolescenza dell’intero impianto. Una condizione che non solo limita l’innovazione, ma ha generato criticità operative oggi evidenti.
Grazie alle attività di supporto a ADM, forze di polizia e autorità giudiziaria, Sogei dispone di un sistema avanzato di monitoraggio del settore. Le centinaia di ispezioni effettuate ogni anno e gli strumenti di analisi dati – basati su modelli di business intelligence – restituiscono un quadro chiaro: i fenomeni illegali sono aumentati, anche in modo significativo negli ultimi anni.
L’obsolescenza tecnologica ha infatti aperto spazi di vulnerabilità. “Oggi conosciamo perfettamente le modalità con cui gli apparecchi possono essere manomessi o i dati alterati”, ha spiegato Costa. Interventi che possono incidere sia sulle somme destinate all’Erario sia sulle vincite dei giocatori, alterando l’equilibrio del sistema.
Un aspetto particolarmente critico è che queste pratiche riescono a eludere gli strumenti di sicurezza attuali, progettati vent’anni fa e ormai non più adeguati. Il risultato è un sistema che, pur regolato, risulta in alcuni casi esposto a comportamenti illeciti che la normativa vigente fatica a contenere.
Per Costa, l’evoluzione delle gaming machines deve poggiare su due pilastri fondamentali: sicurezza e sostenibilità.
La sicurezza non riguarda solo la prevenzione delle frodi, ma anche la credibilità dell’intero comparto. Un sistema più sicuro rafforza la fiducia degli utenti e degli stakeholder istituzionali.
La sostenibilità, invece, va intesa in senso ampio: normativa, tecnologica ed economica. Le nuove soluzioni devono essere compatibili con le esigenze degli operatori e con il quadro regolatorio, contribuendo a definire una nuova identità per gli apparecchi da intrattenimento.
Uno degli elementi più innovativi emersi nel dibattito riguarda il concetto di “sistema di gioco” introdotto dalla delega fiscale del 2023. Non più singoli apparecchi isolati, ma un ecosistema integrato che collega le macchine sul territorio a un ambiente remoto centralizzato.
In questo modello, il controllo si sposta sempre più verso il centro. L’ambiente remoto del concessionario diventa il fulcro operativo, con funzioni chiave come:
- autorizzazione delle partite da remoto
- gestione e aggiornamento dei giochi tramite download
- monitoraggio in tempo reale dei dati contabili e operativi
Un approccio che rafforza le capacità di controllo e consente una gestione più dinamica ed efficiente dell’intero sistema.
Altro tema centrale è l’adozione di protocolli di comunicazione già diffusi a livello internazionale. L’obiettivo è garantire interoperabilità tra apparecchi e sistemi dei concessionari, superando la logica attuale che lega ogni macchina a un unico ecosistema.
I benefici sarebbero molteplici: maggiore flessibilità per i produttori, semplificazione delle operazioni di gestione e possibilità di migrazione tra diversi operatori senza vincoli tecnologici.
Non solo. L’utilizzo di standard evoluti consentirebbe anche una migliore gestione della trasmissione dati, ottimizzando la banda – un aspetto rilevante soprattutto per gli apparecchi installati in aree con connettività limitata.
Sul fronte della sicurezza, la direzione è chiara: superare i sistemi attuali, come le schede di controllo introdotte anni fa, e passare a soluzioni più avanzate, come certificati digitali.
Questi strumenti permetterebbero di:
- autenticare gli apparecchi all’interno del sistema
- garantire l’integrità dei dati trasmessi
- verificare da remoto la conformità del software installato
Un salto qualitativo necessario per chiudere le falle oggi presenti.
Il percorso di riforma è già avviato, anche grazie al lavoro dei tavoli tecnici che coinvolgono istituzioni, operatori e organismi di verifica. Un metodo che Costa considera fondamentale per arrivare a regole condivise ed efficaci.
Tra le ipotesi in campo c’è anche quella di avviare fasi di sperimentazione, per testare sul campo le nuove soluzioni prima della loro piena adozione.
L’obiettivo finale è costruire un modello che sappia coniugare innovazione tecnologica, capacità di controllo e sostenibilità economica, valorizzando al tempo stesso le specificità delle gaming machines.
Il messaggio che arriva dal panel è netto: senza un aggiornamento profondo delle tecnologie e delle regole, il sistema rischia di restare esposto a vulnerabilità e inefficienze. La transizione è complessa, ma ormai inevitabile.







