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Poste Italiane può distribuire il Gratta e vinci?

In: Lotto&Lotterie

24 giugno 2014 - 09:50


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(Jamma) – Con una interrogazione a risposta in Commissione i parlamentari on. Mirella Liuzzi e on. Matteo Mantero chiedono al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro della salute informazioni sul fenomeno delle vendite di biglietti «Gratta e Vinci» all’interno degli uffici postali.Questa pratica è stata avviata come “una sperimentazione – scrivono i deputati M5S – iniziata il 7 febbraio 2011 mediante un accordo tra Lottomatica Group spa e Poste italiane. Questo avvenimento ha generato un problema di regolamentazione e le autorità competenti non sono ancora intervenute per la sua risoluzione;
secondo parte della giurisprudenza di diritto del lavoro il problema è anche di discriminare le attività strettamente connesse al servizio universale postale (o perlomeno attinenti il recapito della corrispondenza) rispetto a quelle di natura commerciale-finanziaria-ludica (gratta e vinci) peculiari dell’ufficio postale standard ma non destinatarie della norma speciale sui contratti a termine a-causali;
la vendita dei gratta e vinci è stata segnalata da associazioni di consumatori, impiegati delle stesse Poste e diversi sindacati. Le segnalazioni sono state comunicate all’Autorità garante della concorrenza e del mercato con l’invito ad avviare un’istruttoria che, ad oggi, non ha avuto nessun riscontro;
oltre gli aspetti economici della vendita di gratta e vinci agli sportelli di Poste italiane, il risvolto più grave è quello connesso al gioco d’azzardo patologico. Il gioco d’azzardo patologico è una patologia riconosciuta dall’Organizzazione mondiale della sanità e solo in Italia i giocatori patologici sono stimati tra i 700.000 ed 1 milione. Gli studi hanno evidenziato che tra i soggetti più a rischio ci sono gli anziani che sono anche tra i maggiori utenti degli uffici postali;
a detta dell’interrogante è inaccettabile che un servizio pubblico possa allo stesso tempo incentivare una piaga sociale, dato che è stato provato che la riduzione dell’offerta di gioco è l’arma più importante per combattere il gioco d’azzardo patologico. La presenza di distributori all’interno di alcuni uffici, oltre che la vendita effettuata anche in maniera esplicita dallo stesso operatore di sportello nel momento conclusivo delle operazioni postali, rappresenta una vera e propria tentazione per coloro che si trovano in attesa del proprio turno e che per ingannare il tempo vengono invitati a tentare la fortuna;
la battaglia legale sollevata per prima in Italia dall’associazione «Io Ci Sono» di Andria ed a cui hanno aderito la maggior parte dei movimenti dei consumatori ha prodotto la rimozione dei distributori automatici dagli uffici di Poste italiane della città;
la vendita di gratta e vinci all’interno degli uffici postali appare in controtendenza alla mission di Poste Italiane spa che dovrebbe essere volta a «favorire le comunicazioni, i pagamenti e gli scambi logistici, generando significativi vantaggi economici e di servizio» e porre come perno la «valorizzazione delle persone e la specializzazione delle competenze» –:
se il Governo intenda esprimere un orientamento con riferimento a quanto descritto in premessa;
se intendano intervenire per quanto di competenza affinché all’interno degli uffici di Poste Italiane venga rimossa la vendita di «gratta e vinci» mediante distributori e operatori”.

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