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Lotto. Tar Emilia accoglie ricorso contro revoca concessione per mancato raggiungimento del limite annuo giocate

In: Diritto, Lotto

29 maggio 2012 - 09:17


lotto

(Jamma) I giudici amministrativi del Tar Emilia Romagna hanno accolto il ricorso di una ricevitoria Lotto cui era stata revocata la concessione per il mancato raggiungimento, nel biennio 2008/2009, del limite annuo di giocate fissato dal decreto direttoriale AAMS del 16 maggio 2007.Il limite minimo annuo di giocate è pari a 26.746,27 euro, secondo quanto previsto dall’art. 3 del Decreto dei Monopoli del maggio 2007. “L’interessata deduce – si legge nella sentenza – a sostegno dell’impugnativa, motivi in diritto rilevanti falsa applicazione ed errata interpretazione dell’art. 33 della L. n. 724 del 1994, degli artt. 1, c. 3 e 2 del D.M. 12/12/2003, nonché per eccesso di potere sotto diversi profili di tale vizio di legittimità”. Il Collegio osserva che “il ricorso è meritevole di accoglimento, risultando fondato il primo mezzo di impugnazione, nella parte in cui si rileva falsa applicazione dell’art. 33 della L. n. 724 del 1994 ed eccesso di potere per travisamento di fatti, posto che tale norma non attribuisce all’amministrazione il potere di revoca della concessione del lotto, nel caso di mancato raggiungimento di un determinato importo di giocate nel corso di un biennio e stante che nel contratto sottoscritto dal concessionario odierno ricorrente non risulta apposta la clausola in base alla quale tale peculiare caso di revoca della concessione si applichi indipendentemente ‘…dalla decorrenza contrattuale e dalla titolarità della ricevitoria’.” Secondo i giudici, “la restrittiva interpretazione della norma regolamentare non poteva  (…) essere applicata ed opposta al concessionario odierno ricorrente, stante che, diversamente da quanto affermato nel gravato provvedimento, tale specifica clausola non è stata inserita nel contratto di concessione dal medesimo sottoscritto (…) e quindi non può valere quale ulteriore ipotesi di revoca da fonte contrattuale (T.A.R. Puglia –BA- sez. II, 27/10/2008 n. 2390)”.

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