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Lotteria Italia. Il Tar respinge ricorso contro mancata assegnazione premio di 1 mld della Lotteria Italia

In: Diritto, Lotterie

7 marzo 2012 - 15:09


(Jamma) Il Tar Lazio, con sentenza del 6 marzo scorso, ha respinto il ricorso contro la mancata assegnazione di un premio da 1 miliardo messo in palio dalla Lotteria Italia nel corso della trasmissione Carramba che fortuna. Il ricorso era stato presentato contro il Mef e la Rai appunto per l’annullamento

– della mancata assegnazione del premio di £.1.000.000.000 (un miliardo) messo in palio durante la trasmissione “Carramba che fortuna” del giorno 11.10.1998;

– di ogni atto o provvedimento presupposto, conseguente o comunque connesso.

Questi i fatti. In data 11.10.1998 la ricorrente partecipava alla trasmissione “Carramba che Fortuna”, in onda su RAI UNO, durante la quale veniva messo in palio un premio di un miliardo (delle vecchie lire italiane);

il regolamento di gara prevedeva che il premio sarebbe stato aggiudicato esclusivamente in caso di esito favorevole della prova;

l’esito favorevole (rectius: vittorioso) sarebbe stato attestato (rectius: determinato) dalla circostanza che per effetto dell’introduzione di una chiave (in forma di “tesserina-badge”) in un’apposita fessura, si sarebbe aperta la porta di una cassaforte, con conseguente (in senso logico) e contestuale (in senso temporale) accensione di un semaforo con luce verde;

nell’ipotesi inversa – inserimento della chiave “sfortunata” anzichè di quella “fortunata” e vincente – la porta della cassaforte sarebbe rimasta chiusa; e, per logica conseguenza, si sarebbe acceso un semaforo con luce rossa;

nella gara celebrata nella trasmissione dell’11.10.1998 è accaduto che all’inserimento della chiave (tessera-badge) la porta della cassaforte è rimasta chiusa evento, questo, attestante la circostanza che la fortuna non aveva assistito la concorrente (la quale, pertanto, non è uscita vittoriosa dalla prova ); ma che cionondimeno il semaforo ha contraddittoriamente mostrato la luce verde (anzicchè la rossa);

la ricorrente ha sostenuto la tesi secondo cui la prova era risultata favorevole e che la porta non si è aperta per un malfunzionamento, non ostante il semaforo abbia correttamente indicato la luce verde;

però l’Amministrazione non ha concordato con tale tesi ed ha respinto la contestazione della ricorrente e la sua richiesta di aggiudicazione del premio;

con il ricorso in esame interessata ha impugnato innanzi a questo TAR la reiezione della sua domanda volta ad ottenere l’aggiudicazione;

RITENUTO

– che con unico articolato mezzo di gravame la ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione dell’art.2 del Decreto 21.9.1998 ed eccesso di potere per contraddittorietà, deducendo che l’Amministrazione ha disatteso le regole del gioco (che Essa stessa aveva posto); e ciò in quanto l’accensione della luce verde costituiva il segnale espressivo della vittoria, alla quale avrebbe dovuto conseguire l’aggiudicazione;

– che la doglianza non può essere condivisa;

– che infatti – come correttamente ritenuto dalla competente Commissione di controllo – la regola del gioco prevedeva che l’esito positivo della prova si sarebbe concretato (rectius: sarebbe consistito) nell’apertura della porta della cassaforte; apertura costituente l’effetto automatico dell’inserimento della “giusta” chiave (tesserina-budge) nell’apposita fessura, ed evento caratterizzante – nella ratio del gioco – l’avvenuto e determinante intervento della Fortuna;

– che, invece, l’accensione della luce – verde nel caso di apertura della porta e dunque di vittoria, e rossa nel caso inverso – avrebbe dovuto costituire una pura cornice scenografica volta semplicemente a sottolineare (rectius: ad evidenziare, a segnalare, a simboleggiare), con un più vivido mezzo visivo (costituente un mero strumento formale), il risultato finale della prova (e cioè l’evento sostanziale);

– che dunque – e proprio secondo la disciplina di gara – nella fattispecie dedotta in giudizio l’accensione della luce non può essere considerata, in sé e per sé, un elemento costituivo o integrativo della fattispecie; un elemento – cioè – di per sé atto (id est: necessario e sufficiente) a “determinare” la vittoria (e dunque a costituire il diritto all’aggiudicazione del premio), ovvero (a determinare) la sconfitta;

– che da ciò consegue – proprio nella meccanica del gioco in questione – che nel caso in cui si accenda una luce che contraddica l’esito della gara (id est: verde, non ostante la porta resti chiusa; o rossa, non ostante la porta si apra), deve ritenersi che il semaforo non abbia assolto correttamente alla sua funzione per un malfunzionamento; e non certo che la vittoria debba e/o possa arridere a chi non sia riuscito a far aprire la porta con la “giusta” chiave;

– che differentemente opinando si attribuirebbe ad un meccanismo meramente comunicativo la forza (o l’efficacia) di un elemento costitutivo della fattispecie;

RITENUTO, in conclusione, che il ricorso sia da respingere, ma che sussistano giuste ragioni per compensare le spese fra le parti;

P.Q.M.

respinge il ricorso indicato in epigrafe.

Compensa le spese fra le parti.

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