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Gratta e Vinci. Pubblicità e incentivi a vendere i tagliandi alle Poste. E Lottomatica cosa fa?

In: Lotterie

24 maggio 2012 - 12:03


grattaposta

Giochi d’azzardo. Tra una settimana il testo unificato del Senato; intanto al via le audizioni delle parti coinvolte

 

Bolzano. Approvato il dlp che estende anche ai bar il divieto a installare giochi d’azzardo

 

(Jamma) Gioco, rischi, informazioni, sicurezza e tutela del giocatore. Sono termini assai ricorrenti in questi ultimi tempi e su cui gli operatori che offrono servizi di gioco pubblico (senza distinzioni) si stanno confrontando per trovare ( chi più e chi meno) soluzioni adeguate per scongiurare qualsiasi effetto collaterale derivante da un ricorso ‘incontrollato’ ed eccessivo al gioco.

Va specificato che l’attenzione della politica e dell’opinione pubblica all’offerta di gioco ( per quantità, natura e forma di distribuzione) non esclude nessun tipo di gioco. Si va dall’online elle slot, passando per i grattaevinci e le scommesse. Se però in alcuni casi ( vedi il comparto degli apparecchi da intrattenimento) la questione viene affrontata con pragmatismo e soprattutto forti investimenti ( pensiamo all’adeguamento degli apparecchi per il raggiungimento di un maggiore grado di sicurezza con conseguente, possibile, sostituzione dell’intero parco macchine), sua altri fronti pare non ci si ponga molti problemi.

 

Un esempio per tutti l’ennesimo (e ripetuto) allarme di una rappresentanza dei dipendenti di Poste Italiane che parlano di pressioni da parte dei Direttori degli uffici ai dipendenti per vendere appunto i tagliandini. La Segreteria della Camera del lavoro “Roma Centro” ha inviato alla direzione centrale di Poste Italiane una missiva nella quale parla di una comunicazione della Direzione agli operatori nella quale si chiede di incentivare le vendite e di proporre i “Gratta e Vinci” come resto. “Restiamo in attesa di avere la disposizione scritta, dalla quale si evince che gli operatori di sportello debbono fare quanto si sta sul territorio e che questa vendita corrisponda a quanto scritto nel Codice Etico di Poste Italiane visto che si tratta di “Gioco d’Azzardo” chiedono.

Se così fosse a che valgono le soluzioni che gli operatori ( che non vendono grattaevinci) stanno proponendo in materia di informazione, gioco consapevole, sicurezza e pubblicità? A che vale se addirittura le Poste Italiane affiggono negli uffici cartelli con su scritto «A volte la fortuna è dietro l’angolo altre davanti ai nostri sportelli».

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