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Ancora una interrogazione parlamentare sulle iniziative pubblicitarie per il Superenalotto, Lotto e Gratta e Vinci

In: Lotto&Lotterie

6 ottobre 2014 - 09:37


riccardogallo

(Jamma) – L’on. Riccardo Gallo appartenente al gruppo Forza Italia – Il popolo della libertà – Berlusconi presidente – ha presentato una interrogazione a risposta scritta al Ministero dell’economia e delle finanze per sapere – premesso che:gli articoli di stampa sui quotidiani Avvenire e Il Garantista pubblicati sabato 20 settembre riportano una documentata analisi degli investimenti pubblicitari effettuati dai concessionari italiani del gioco d’azzardo per promuovere i propri prodotti;
nell’articolo si precisa che:
a) nonostante il calo in investimenti conseguente alla crisi economica, gli operatori del gioco hanno investito nel 2013 in Italia ben 105 milioni di euro, di cui il 37 per cento; per il gioco online, il 31 per cento per Lotterie e Gratta e Vinci, il 24 per cento sulle scommesse e l’8 per cento sulle slot;
b) quanto ai canali di diffusione, dei 105 milioni il 52 per cento è rappresentato dalla televisione, il 26 per cento dal web, l’8 per cento da quotidiani e periodici, il 7 per cento dalla radio ed il 7 per cento dai mezzi outdoor;
appare allo scrivente assolutamente assurdo che, in un momento in cui monta l’allarme per i fenomeni ludopatici, possa venir consentita in Italia una spesa così imponente per pubblicizzare e promuovere il gioco d’azzardo;
alcune delle convenzioni attualmente vigenti impongono addirittura l’obbligo al concessionario di fare pubblicità. Per Sisal (Superenalotto) c’è un obbligo di investimento pubblicitario pari all’1,82 per cento della raccolta dell’anno precedente, mentre per Gtech ci sono due diversi contratti: lo 0,5 per cento della raccolta più 5 milioni di euro per campagne sociali, per il Gratta e Vinci, e il 7 per cento del guadagno netto dell’anno precedente per il Lotto;
stanti i risultati oggettivamente deludenti ottenuti con il tanto pubblicizzato e, ad avviso dell’interrogante sopravvalutato «decreto Balduzzi», che con le sue limitazioni parziali in un contesto in cui i controlli delle violazioni e le conseguenti sanzioni si sono rivelati di difficilissima applicazione, ha avuto grande eco mediatica ma efficacia nulla sul piano concreto (basti pensare alla valanga di pubblicità dei giochi d’azzardo trasmessa da tutte le reti televisive prima delle partite degli ultimi mondiali in barba ai divieti previsti dal decreto Balduzzi a tutela dei minori), è parere dello scrivente che, in analogia a quanto già avviene per l’alcol ed il fumo, debba essere radicalmente vietata in Italia ogni forma di pubblicità dei giochi d’azzardo;
è necessario raccogliere risorse per la lotta alla ludopatia, senza tuttavia andare a colpire ulteriormente gli operatori del gioco legale, attualmente sottoposti ad un prelievo fiscale che, compromettendone gli equilibri economico/finanziari, non fa altro che incentivare il gioco illegale. Le risorse necessarie potrebbero invece essere facilmente reperite destinando allo Stato, ai comuni ed alle regioni, con la finalità di porre in essere azioni concrete per combattere i fenomeni ludopatici:
gli importi attualmente destinati ad iniziative pubblicitarie previsti dalle vigenti concessioni per il Superenalotto, Lotto e Gratta e Vinci;
gli importi che deriverebbero dall’inserimento di impegni analoghi, ove già non previsti, nelle altre convenzioni per l’offerta di servizi di gioco legale attualmente vigenti –:
se e quali iniziative concrete intende prendere il Governo per:
a) vietare radicalmente la pubblicità dei giochi d’azzardo;
b) modificare le attuali convenzioni di concessione relative al Superenalotto, Lotto e Gratta e Vinci, trasformando l’obbligo a carico dei concessionari di effettuare iniziative pubblicitarie nell’obbligo di trasferire allo Stato, ai comuni ed alle regioni i medesimi importi, da destinarsi in iniziative per la prevenzione e la lotta alla ludopatia;
c) modificare analogamente le altre attuali convenzioni per l’offerta di servizi di gioco, prevedendo che siano destinati direttamente a Stato, comuni e regioni per la lotta alla ludopatia gli importi che i concessionari sono oggi tenuti a destinare ad iniziative per la tutela e promozione del gioco legale e responsabile;
d) prevedere l’inserimento, anche nelle altre convenzioni aventi ad oggetto l’offerta di servizi di gioco che non siano già provviste di clausole analoghe a quelle sub b) e c), dell’obbligo a carico dei concessionari di destinare allo Stato, ai comuni ed alle regioni una parte della raccolta affinché le suddette pubbliche amministrazioni pongano in essere direttamente iniziative idonee a prevenire e combattere i fenomeni ludopatici.

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