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Ancora misure per il gioco da remoto. Dimenticata l’offerta terrestre

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5 settembre 2014 - 10:08


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(Jamma) – L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli potrebbe aver inviato al ministero dell’Economia la bozza di decreto ministeriale sulle nuove regole per il rilancio del Bingo online. Si tratta della ennesima inziativa in favore del gioco da remoto.
Mentre l’offerta fisica conosce uno stallo normativo e di mercato mai registrato prima, cioè da quando AAMS è stato riconosciuta come authority di riferimento per il settore, per l’online c’è sempre qualcosa di buono. Questo sicuramente per le capacità e il dinamismo del dirigente preposto ma anche per gli interessi economici che muovono il settore e che riguardano gli istituti bancari oltre agli operatori del gioco.
L’iter formale prevede che il provvedimento dovrà ora passare il vaglio del Consiglio di Stato prima della firma del Ministro dell’Economia Padoan e della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Lo sblocco del decreto si spera potrà rilanciare un settore che ha visto nei primi mesi del 2014 un calo degli incassi del 20%, dopo la contrazione del 25% già registrata nel 2013 rispetto ai 130 milioni di incassi del 2012.
Contestualmente continua con NETENT l’operazione di tutela degli operatori dot-it rispetto alla concorrenza dot-com. Già a febbraio Playtech, la società leader nell’offerta di piattaforme di gioco online, si era impegnata a lavorare a stretto contatto il regolatore italiano. (http://www.jamma.it/online/gambling-online-playtech-sostiene-gli-operatori-italiani-collaborazione-con-aams-contro-offerta-com-46260)
Il programma è quello di accordare ulteriori agevolazioni agli operatori online – che pagano già l’aliquota di PREU più bassa rispetto gli altri operatori – assicurandosi in cambio che i maggiori fornitori di tecnologia forniscano solo gli operatori autorizzati.
Questi progetti sono validi in mercati di monopolio ma rischiano di diventare molto pericolosi in un mercato aperto e strutturato sulla rete Internet, istituzionalmente libera.
Così, oltre a contribuire ad erodere ulteriormente il portafoglio clienti degli operatori terrestri, tali misure rischiano di favorire il mercato per i piccoli fornitori di software e spazio per una moltitudine di nuovi siti di gioco dot-com che nessuna black list, lunga che sia, potrà mai inibire.

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