Si è appena concluso l’intenso weekend del Prix d’Amérique 2026, andato in scena dal 23 al 25 gennaio, che come ogni anno ha trasformato l’ippodromo di Vincennes nell’epicentro mondiale del trotto. Un’edizione che, oltre allo spettacolo sportivo e ai grandi campioni in pista, ha acceso i riflettori su una visione strategica capace di andare oltre il risultato agonistico: quella del sistema ippico italiano.
Grazie al lavoro sinergico del Masaf e di Unicti, l’Italia ha presenziato all’evento parigino non solo come nazione partecipante, ma come comparto compatto e coeso, portatore di un modello che punta su impiantistica, socialità e valorizzazione del territorio. Un approccio che ha suscitato interesse e attenzione in un contesto internazionale sempre più orientato alla sostenibilità economica e culturale degli ippodromi.
A sintetizzare il senso di questa presenza è stato Stefano Bovio, Presidente degli Ippodromi del Nord Est, intervenuto a FRV News Magazine. «Il focus del nostro intervento e dell’intera delegazione italiana si è concentrato sulla ridefinizione dell’ippodromo moderno. Non più solo un luogo tecnico per le corse, ma un vero luogo di aggregazione», ha spiegato Bovio, sottolineando come la riflessione sia partita da una domanda chiave: cosa rappresentano oggi gli ippodromi nella visione del comparto italiano?
Secondo Bovio, gli impianti ippici devono essere innanzitutto centri di aggregazione sociale. Spazi aperti alla cittadinanza, capaci di accogliere famiglie, appassionati e turisti, offrendo un’esperienza che unisce sport, tempo libero e cultura. «Sono piazze moderne – ha evidenziato – dove la socialità si sviluppa attorno alla nobile figura del cavallo», elemento identitario che continua a rappresentare un forte richiamo simbolico e culturale.
Ma la funzione dell’ippodromo moderno non si esaurisce nella dimensione sociale. «Li consideriamo anche impianti polifunzionali e strumenti di valorizzazione del territorio», ha proseguito Bovio. Un ippodromo, infatti, è un asset strategico per la città che lo ospita: un polmone verde, un centro eventi, una vetrina per le eccellenze locali, dall’enogastronomia all’artigianato, fino alle espressioni culturali. Un luogo in grado di generare un indotto economico e turistico che va ben oltre la singola giornata di corse.
Infine, resta centrale il ruolo degli impianti come custodi della tradizione e dell’eccellenza ippica. La qualità delle strutture è alla base dell’intera filiera: garantisce sicurezza agli atleti, umani ed equini, e consente di offrire uno spettacolo all’altezza degli standard internazionali, capace di attrarre investitori e di avvicinare un pubblico sempre più giovane.
La missione italiana al Prix d’Amérique 2026 ha dimostrato che, quando il settore ippico fa squadra, la sua forza comunicativa diventa dirompente. La collaborazione tra Masaf, organismi di categoria e ippodromi impegnati in un percorso di rinnovamento rappresenta una prospettiva concreta per il futuro: impianti moderni, accoglienti e profondamente radicati nel tessuto sociale del Paese, pronti a raccogliere la sfida del 2026 e degli anni a venire.







