Il governo spagnolo ha approvato un nuovo sistema di limiti di deposito congiunti per il gioco online, una misura che per la prima volta introduce soglie valide trasversalmente per tutti gli operatori autorizzati. Il provvedimento, adottato dal Consiglio dei ministri il 23 giugno 2026 su impulso del Ministero dei Diritti Sociali, degli Affari dei Consumatori e dell’Agenda 2030, ha però suscitato le perplessità di Jdigital, l’associazione che rappresenta gli operatori online autorizzati in Spagna.
La riforma sostituisce il precedente modello, nel quale ogni concessionario applicava autonomamente i propri limiti di deposito. Con il nuovo sistema, i giocatori non potranno superare complessivamente i 700 euro al giorno, i 1.750 euro alla settimana e i 3.300 euro nell’arco di quattro settimane, indipendentemente dal numero di piattaforme utilizzate.
L’obiettivo della misura è impedire che gli utenti aggirino i limiti distribuendo i propri depositi su più operatori. Jdigital riconosce questa finalità , ma sottolinea che, secondo i dati della Direzione Generale per la Regolamentazione del Gioco (DGOJ), circa l’80% dei giocatori online in Spagna utilizza un solo operatore. Per l’associazione, il fenomeno che il decreto intende contrastare riguarderebbe quindi una quota limitata del mercato.
Secondo Jdigital, i nuovi limiti potrebbero inoltre alterare gli equilibri concorrenziali del settore, favorendo gli operatori storicamente più grandi e penalizzando quelli di dimensioni minori. L’associazione teme infatti che la misura possa concentrare ulteriormente l’attività di gioco presso i principali concessionari.
Oltre alle critiche di merito, il settore evidenzia anche le difficoltà operative legate all’attuazione del sistema. Jdigital richiama la complessità tecnica di una piattaforma centralizzata in grado di monitorare in tempo reale i depositi effettuati presso tutti gli operatori autorizzati e di gestire simultaneamente migliaia di richieste da parte degli utenti.
L’associazione sostiene che il nuovo regime comporterà costi tecnologici e amministrativi significativi sia per l’industria sia per le autorità pubbliche. Per questo motivo chiede che eventuali problemi iniziali di funzionamento non si traducano automaticamente in sanzioni per gli operatori e sollecita un calendario di implementazione realistico che consenta alle aziende di adeguare i propri sistemi.
Tra le principali preoccupazioni espresse da Jdigital figura anche il possibile aumento del ricorso al mercato illegale. L’associazione ribadisce una posizione già sostenuta in passato, secondo cui l’introduzione progressiva di restrizioni avrebbe ridotto l’attrattività dell’offerta regolamentata, spingendo parte dei giocatori verso operatori privi di licenza.
A sostegno di questa tesi, Jdigital richiama un rapporto realizzato da EY su sua commissione, secondo il quale circa un giocatore su quattro accederebbe già al mercato illegale. Secondo l’organizzazione, ulteriori limitazioni potrebbero accentuare questa tendenza, compromettendo sia gli obiettivi di tutela dei consumatori sia quelli di integrità del mercato.
Il confronto tra industria e autorità appare destinato a proseguire nei prossimi mesi. Nel frattempo, la DGOJ ha annunciato anche un fondo di ricerca da 950.000 euro destinato allo studio dei danni correlati al gioco d’azzardo attraverso sei diverse aree tematiche.







