Il modello europeo di regolazione del gioco si sta evolvendo verso strumenti sempre più avanzati, capaci di affiancare agli obblighi di compliance anche sistemi di analisi centralizzata dei dati. È quanto emerso dall’intervento di Isabelle Falque-Pierrotin (in foto), presidente dell’Autorità nazionale dei giochi francese (ANJ), all’Italian Gaming Expo & Conference 2026 in corso a Roma.
Falque-Pierrotin ha ripercorso il percorso avviato in Francia con la riforma del 2020, che ha posto al centro la responsabilità degli operatori. “La prima risposta è stata lavorare sulla compliance”, ha spiegato, introducendo obblighi stringenti per gli operatori, in particolare sull’identificazione e sull’accompagnamento dei giocatori a rischio.
Uno degli strumenti chiave è rappresentato dagli Action Plan sul gioco responsabile, che ogni operatore è tenuto a presentare annualmente all’autorità di regolazione. Su questi piani si sviluppa un confronto continuo con il regolatore, che può proporre miglioramenti e prescrizioni, in un dialogo costante finalizzato a rafforzare le pratiche del settore.
Secondo Falque-Pierrotin, questo approccio ha prodotto risultati concreti. È aumentato il numero di giocatori identificati come a rischio, è cambiato il tono delle campagne pubblicitarie e, più in generale, il tema del gioco responsabile ha acquisito maggiore centralità nelle strategie degli operatori.
Tuttavia, questo non basta. “Riteniamo che non sia sufficiente”, ha sottolineato, annunciando l’ingresso in una nuova fase del modello regolatorio. Il passo successivo sarà infatti l’introduzione di un sistema centralizzato basato su algoritmi, in grado di analizzare in tempo reale i dati del gioco online.
L’ANJ, che già dispone di un sistema di raccolta delle transazioni, lancerà a breve – con pubblicazione prevista a maggio – un algoritmo sviluppato sulla base della letteratura scientifica e del modello canadese, capace di fornire un riferimento oggettivo per la valutazione dei comportamenti a rischio.
Questo strumento non sostituirà gli attuali meccanismi, ma li integrerà, rafforzando la capacità del regolatore di monitorare il settore e di indirizzare le politiche di prevenzione. L’obiettivo è duplice: migliorare l’efficacia degli interventi e spingere gli operatori a rivedere, almeno in parte, i propri modelli di business alla luce delle esigenze di tutela.
L’esperienza francese si propone così come una best practice in evoluzione, che combina responsabilità degli operatori, supervisione pubblica e innovazione tecnologica. Un approccio che potrebbe influenzare anche altri mercati europei, sempre più orientati a integrare dati e regolazione per affrontare in modo più efficace i rischi legati al gioco.







