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Studi di settore bye bye…anche per le imprese di gioco?

In: Apparecchi Intrattenimento, Fisco

1 settembre 2014 - 11:08


pc-impiegato

(Jamma) La stagione degli studi di settore sembra sia ormai al capolinea. I risultati fino ad ora conseguenti attraverso questo strumento messo in campo dall’amministrazione finanziaria sembrano infatti non abbastanza sufficienti per giustificarne ancora l’applicazione.

Sui redditi 2006 e 2007 furono oltre 600 mila le partite Iva che decisero di integrare i ricavi dichiarati per allinearli a quelli richiesti da Gerico, il software che dovrebbe essere in grado di determinare un reddito medio per certe categorie di attività. In quegli anni l’amministrazione finanziaria effettuò oltre 100 mila controlli a tappeto effettuati sulle stesse categorie. Ma nel 2008 una circolare dell’Agenzia delle entrate prendeva atto che i risultati degli studi di settore costituiscono una presunzione semplice, insufficiente a giustificare, da sola, un accertamento tributario. In quell’anno i controlli brevi scendevano a 77 mila, per ridursi a 35 mila nell’anno seguente. Di conseguenza sono scesi i contribuenti che sceglievano di adeguarsi: 520 mila nel 2008, 420 mila nel 2009. L’ultimo dato disponibile, quello del 2012, registra una ulteriore riduzione dei contribuenti congrui per adeguamento in dichiarazione, scesi a 330 mila.

Così l’Agenzia delle entrate potrebbe aver deciso ormai di ridurre in modo consistente il numero delle categorie soggette agli studi di settore. Si passerebbe dalle attuali 205 a poco più di un centinaio. Fuori tutti i professionisti e comunque quei contribuenti per i quali stimare un reddito presunto si è rivelato più difficile del previsto. Fuori anche tutte le categorie con un minor numero di imprese coinvolte. Rimarrebbero quei settori, come bar dove Gerico sembra aver funzionato. Per gli altri si tornerebbe agli accertamenti basati sulle vecchie metodologie di controllo, opportunamente aggiornate. Tra gli ‘altri’ ci potrebbero essere anche gli operatori di giochi e i gestori di sale da gioco, sicuramente categoria ‘poco numerosa’. Ma sarà davvero unvantaggio rispetto al sistema attuale? Gli studi di settore per qualcuno si è rivelato un incubo, una partita a risiko con il proprio commercialista per far quadrare i conti. La mancanza d questostrumento, associata all’alta incidenza di controlli previsti sulle imprese del comparto con lo scopo di scongiurare l’evasione fiscale, farà saltare ogni tetto al valore massimo degli accertamenti. Renderà le verifiche meno prevedibili e i risultati di queste si trasformeranno in percentuali massicce in contenzioso.

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