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Studi di settore: 116 al regime “premiale”. C’è anche la gestione di apparecchi da intrattenimento e sale giochi

In: Fisco

26 giugno 2014 - 15:16


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(Jamma) Per il periodo d’imposta 2013 cresce il numero degli studi di settore (da 90 a 116), la cui applicazione può dar accesso al regime premiale introdotto dal Dl 201/2011 (articolo 10, commi da 9 a 13).
L’elenco degli Studi di settore “premiati” è stato approvato con provvedimento del 25 giugno, tenendo conto delle analisi effettuate sulla base dei dati dichiarativi, delle modifiche agli studi apportate dai decreti ministeriali 23 dicembre 2013 e 24 marzo 2014 e delle valutazioni espresse dalle Organizzazioni di categoria. Tra i settori compresi nell’elenco anche il VG54U – Sale giochi e biliardi, gestione di apparecchi automatici da intrattenimento.
Nel 2012, l’applicazione del regime premiale ha favorito un significativo incremento della compliance, con un aumento di 1,8 miliardi di euro dei ricavi/compensi e di 815 milioni di euro dei redditi dichiarati da imprese e lavoratori autonomi interessati dall’istituto.

Il regime premiale, i requisiti per l’accesso e i benefici
Ma qual è l’identikit del contribuente “premiato”?
Può accedere al regime premiale chi dichiara ricavi pari o superiori a quelli risultanti dall’applicazione degli studi di settore, assolve regolarmente agli obblighi di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli stessi e risulta coerente e normale con gli specifici indicatori previsti dai decreti di approvazione degli studi.
Gli ammessi al regime premiale beneficiano dell’esclusione da accertamenti analitico-presuntivi, della riduzione di un anno dei termini di decadenza per l’attività di accertamento e dei limiti alla determinazione sintetica del reddito complessivo (ammessa solo a condizione che il reddito accertabile ecceda di almeno un terzo quello dichiarato).

I criteri per l’individuazione degli studi “premiati”
L’Amministrazione finanziaria, visti i risultati ottenuti con l’applicazione al periodo di imposta 2012, ha confermato – anche per il 2013 – i criteri per l’individuazione degli studi di settore che consentono l’accesso al regime premiale.
Rispetto al 2012, gli studi “promossi” passano da 90 a 116: potrebbero accedere al regime “premiale” circa 1,5 milioni di contribuenti.

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