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Giochi&Fisco. Studi di settore, pronti i modelli per il 2011

In: Apparecchi Intrattenimento, Fisco, Newslot, Videogames, Videolottery

20 giugno 2012 - 11:34


testo

(Jamma) In una nota l’Agenzia delle Entrate comunica che “dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale di sabato scorso del decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 13 giugno 2012 di approvazione dei correttivi “crisi”, il Fisco mette a disposizione i 206 modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, periodo di imposta 2011, che sono parte integrante di Unico 2012″.

La gamma dei modelli è così composta: 51 studi per il settore delle manifatture; 61 studi per quello dei servizi; 24 studi per i professionisti 70 studi per il commercio. Per quel che concerne il comparto giochi riportiamo integralmente il punto 5

Commercio all’ingrosso di tappeti, codice attività 46.47.20; Commercio all’ingrosso di vari prodotti di consumo non alimentare nca, codice attività 46.49.90; Commercio all’ingrosso di giochi per luna-park e videogiochi per pubblici esercizi, codice attività 46.69.93; Commercio all’ingrosso di articoli antincendio e antinfortunistici, codice attività 46.69.94; Commercio all’ingrosso di moquette e linoleum, codice attività 46.73.21; Commercio all’ingrosso di fibre tessili gregge e semilavorate, codice attività 46.76.10; Commercio all’ingrosso di imballaggi, codice attività 46.76.30; Commercio all’ingrosso di altri prodotti intermedi nca, codice attività 46.76.90; Commercio all’ingrosso non specializzato, codice attività 46.90.00;  Studio di settore TM88U

 

e il punto 35

Gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o a gettone, codice attività 92.00.02; (limitatamente alla raccolta delle giocate per conto del concessionario mediante gli apparecchi per il gioco lecito con vincite in denaro di cui all’art. 110, comma 6 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (T.U.L.P.S.), di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, in veste di esercenti o possessori degli apparecchi medesimi); Sale giochi e biliardi, codice attività 93.29.30;

Studio di settore UG54U;

L’intera modulistica è stata adeguata al momento di crisi economica e tiene conto delle modifiche ai 206 studi di settore previste dal decreto ministeriale 26 aprile 2012 e degli interventi correttivi, applicabili ai medesimi studi per il solo periodo di imposta 2011, previsti dal decreto ministeriale 13 giugno 2012″.

“Le istruzioni per i 206 modelli  – sottolinea il Fisco – indossano quest’anno per la prima volta la nuova veste grafica “a tutta pagina” anziché le tre colonne dei precedenti. Il restyling dell’impaginazione rende più facile la lettura. Tutti i modelli e le relative istruzioni sono disponibili gratuitamente, in formato elettronico, sul sito internet dall’Agenzia delle Entrate e possono essere utilizzati, purché, in fase di stampa, siano rispettate le caratteristiche tecniche previste nell’allegato al provvedimento. È stata introdotta, nelle “Modalità di compilazione” delle istruzioni, un’avvertenza specifica per i contribuenti cosiddetti ex “minimi”. In particolare, è stato specificato che i contribuenti, che nei periodi d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2010 o precedenti, hanno cessato di avvalersi del regime dei “minimi”, devono fare attenzione a fornire alcuni dati contabili, da indicare nei quadri F, G e X, senza tenere conto degli effetti derivanti dal principio di cassa, applicato nei periodi di imposta precedenti e relativo al quel particolare regime fiscale”.

“Il prospetto, dedicato ai contribuenti che esercitano due o più attività di impresa – conclude l’Agenzia delle Entrate – che non rientrano nello stesso studio di settore, può essere comunque compilato anche se i ricavi derivanti dalle attività non prevalenti non superano il 30% dei ricavi complessivi. Sulla base delle novità normative introdotte dal Dl 98 del 2011, per i contribuenti che non dichiarano correttamente i dati richiesti per l’applicazione degli studi di settore, entrano in vigore sanzioni più onerose rispetto al passato. In particolare: in caso di omessa presentazione del modello, si applica la sanzione amministrativa pari a 2.065 euro, che corrisponde al massimo importo previsto per le violazioni relative al contenuto e alla documentazione delle dichiarazioni (articolo 8, comma 1, del Dlgs 471 del 1997);  in caso di accertamento effettuato sulla base delle risultanze degli studi di settore, la sanzione massima e minima, prevista per l’ipotesi di dichiarazione infedele ai fini delle imposte sui redditi, dell’Iva e dell’Irap, è elevata del 50% quando viene omessa la presentazione del modello di comunicazione dei dati rilevanti per l’applicazione degli studi di settore (artt. 1, comma 2-bis.1 e 5, comma 4-ter, del Dlgs 471 del 1997e art. 32, comma 2-ter, del Dlgs 446 del 1997)”.

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