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Giochi&Fisco. Chiarimenti all’applicazione degli studi di settore

In: Cronache, Fisco

12 luglio 2012 - 12:22


agenzia_delle_entrate

(Jamma) Novità per i soggetti che applicano gli studi di settore. L’Agenzia delle Entrate ha diffuso la circolare n. 30/E/2012, che fornisce chiarimenti in ordine all’applicazione degli studi di settore ed, in particolare, per l’utilizzo degli stessi per il periodo d’imposta 2011.

Per quel che concerne lo studio di settore VG37U, che interessa i seguenti codici attività:

– 56.10.30 – Gelaterie e pasticcerie;

– 56.10.41 – Gelaterie e pasticcerie ambulanti;

– 56.30.00 – Bar e altri esercizi simili senza cucina;

si applica anche ai contribuenti che svolgono, unitamente alle attività oggetto dello studio, una o più delle seguenti attività complementari:

a. Ristorazione con somministrazione, codice attività 56.10.11;

b. Ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto, codice attività 56.10.20;

c. Ristorazione ambulante, codice attività 56.10.42;

d. Gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o  a gettone, codice attività 92.00.02 (limitatamente alla raccolta delle giocate per  conto del concessionario mediante gli apparecchi per il gioco lecito con vincite  in denaro di cui all’art. 110, comma 6 del Testo unico delle leggi di pubblica  sicurezza (T.U.L.P.S.), di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, in veste  di esercenti o possessori degli apparecchi medesimi);

e. Sale giochi e biliardi, codice attività 93.29.30.

In particolare, lo studio VG37U si applica, in presenza delle attività complementari di cui alle precedenti lettere a), b) e c), se i ricavi delle attività oggetto dello studio sono prevalenti rispetto a quelli derivanti dall’insieme di tali attività complementari.

Inoltre, lo stesso si applica anche, alle condizioni in precedenza evidenziate, in presenza delle attività complementari di cui alle lettere d) ed e), se i ricavi delle attività oggetto dello studio, sommati a quelli derivanti dalle attività complementari di cui alle lettere a), b) e c), sono prevalenti rispetto a quelli derivanti dall’insieme delle attività complementari di cui alle lettere d) ed e).

Infine, si precisa che lo studio di settore in commento si applica, alle condizioni sopra indicate, anche in presenza di ricavi, ancorché prevalenti, provenienti dall’attività di vendita di beni soggetti ad aggio e ricavo fisso, ad esclusione di quelli derivanti dalla vendita, in base a contratti estimatori, di giornali, di libri e di periodici, anche su supporto audiovideomagnetici, dalla rivendita di carburanti nonché dalla cessione di generi di monopolio.

Per meglio illustrare le regole sopra indicate, si forniscono di seguito alcuni esempi.

 

ESEMPIO 1

– Ricavi derivanti da attività 56.10.30 (studio VG37U)    € 90.000

– Ricavi derivanti da attività 56.10.11 (studio VG36U)   € 60.000

– Ricavi derivanti da attività 56.10.20 (studio VG36U)   € 20.000

Si applica lo studio VG37U perché l’ammontare dei ricavi derivanti dall’attività compresa nello studio VG37U (€ 90.000) supera l’ammontare dei ricavi derivanti dall’insieme delle attività complementari di cui alle lett. a) e b) (€ 80.000).

 

ESEMPIO 2

– Ricavi derivanti da attività 56.10.30 (studio VG37U) € 50.000

–      Ricavi derivanti da attività 56.10.11 (studio VG36U) € 40.000

–      Ricavi derivanti dall’attività 93.29.30 (studio UG54U) € 60.000

–      Si applica lo studio VG37U perché l’ammontare dei ricavi derivanti dall’attività compresa nello studio VG37U (€ 50.000), sommato ai ricavi derivanti dall’attività complementare di cui alla lett. a) (pari a € 40.000), supera nel complesso (€ 90.000) l’ammontare dei ricavi derivanti dall’attività complementare di cui alla lett. e) (€ 60.000).

–      Lo studio da applicare è il VG37U e non l’UG54U perché i ricavi riconducibili al primo studio (attraverso l’attività propria e quella complementare di cui alla lett. a), nel complesso pari a € 90.000) superano quelli di cui alla lett. e) (pari a € 60.000).

 

–      ESEMPIO 3

–      – Ricavi derivanti da attività 56.10.30 (studio VG37U) € 30.000

– Ricavi derivanti da attività 56.10.11 (studio VG36U) € 10.000

– Aggi o ricavi fissi derivanti dall’attività di ricevitoria (lotto superenalotto, etc.)  € 50.000

Si applica lo studio VG37U nonostante i ricavi derivanti dall’attività di ricevitoria (pari a € 50.000) siano prevalenti rispetto all’ammontare complessivo dei ricavi (pari a € 90.000).

 

ESEMPIO 4

– Ricavi derivanti da attività 56.10.30 (studio VG37U) € 30.000

– Ricavi derivanti da attività 56.10.11 (studio VG36U) € 10.000

– Aggi o ricavi fissi derivanti dall’attività 47.30.00 (Commercio al  dettaglio di carburante per autotrazione – studio UM80U) € 50.000

Si applica lo studio UM80U (e non lo studio VG37U) perché i ricavi derivanti dall’attività di commercio al dettaglio di carburante per autotrazione (pari a € 50.000) sono prevalenti rispetto all’ammontare complessivo dei ricavi (pari a € 90.000).

 

Si evidenzia che i soggetti che esercitano, come attività prevalente, una o più attività comprese nello studio di settore VG37U e, congiuntamente ad esse, esercitano in via complementare esclusivamente una o più attività tra quelle di cui alle precedenti lettere a), b) c) d) ed e), non saranno obbligati alla compilazione del prospetto relativo alle “Imprese multiattività” contenuto nei modelli di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore.

Nel caso in cui vengano esercitate, con una percentuale di ricavi superiore al 30%, altre attività diverse da quelle sopra elencate, nel rigo 1 del prospetto “Imprese multiattività” dovrà essere indicato l’ammontare complessivo dei ricavi derivanti dallo svolgimento delle attività oggetto dello studio VG37U nonché delle attività complementari contraddistinte dai seguenti codici ATECO 2007: 56.10.11, 56.10.20, 56.10.42, 92.00.02 (limitatamente alla raccolta delle giocate per conto del concessionario mediante gli apparecchi per il gioco lecito con vincite in denaro di cui all’art. 110, comma 6 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza – T.U.L.P.S. – di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, in veste di esercenti o possessori degli apparecchi medesimi) e 93.29.30.

Si ricorda che, se l’impresa esercita come attività prevalente una tra quelle oggetto dello studio di settore VG37U, gli aggi e i ricavi fissi (ad esclusione di quelli derivanti dalla vendita, in base a contratti estimatori, di giornali, di libri e di periodici, anche su supporto audiovideomagnetico, dalla rivendita di carburanti nonché dalla cessione di generi di monopolio) devono essere inclusi tra i “Ricavi” (rigo 1 del prospetto “Imprese multiattività”) e non devono essere indicati nel rigo 5 (“Aggi o ricavi fissi”) dello stesso prospetto.

Con l’occasione si precisa che, come indicato nelle “Istruzioni Parte Generale” della modulistica approvata per il p.i. 2011 (cfr paragrafo 5.1.3 della presente circolare), il prospetto delle “Imprese multiattività” può essere compilato anche nel caso in cui i ricavi derivanti dalle attività non prevalenti (nel caso dello studio in questione, diverse da quelle riconducibili alle lett. da a) ad e)) non superino il 30% dei ricavi complessivi. La compilazione di tale prospetto, infatti,comporta effetti anche in merito al posizionamento di alcuni indicatori di coerenza economica approvati con il decreto ministeriale 26 aprile 2012, finalizzati a contrastare possibili situazioni di non corretta indicazione dei dati previsti nei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore.

 

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