Nel primo bimestre del 2026 il settore del gioco registra un deciso arretramento sul fronte delle entrate erariali, confermando una fase di difficoltà già emersa negli ultimi anni. È quanto emerge dal rapporto del Ministero dell’Economia sulle entrate tributarie, che evidenzia un calo significativo del gettito legato a lotterie e altre attività di gioco.
Tra gennaio e febbraio, le entrate da giochi si attestano a 1.049 milioni di euro, con una diminuzione di 216 milioni rispetto allo stesso periodo del 2025, pari a un calo del 17,1%. Un dato ancora più evidente se si guarda agli incassi effettivi, che scendono a 1.019 milioni di euro, in flessione del 17% su base annua.
Il risultato si inserisce in un contesto generale di lieve contrazione delle entrate tributarie complessive (-0,7%), ma il comparto del gioco mostra una dinamica nettamente più negativa rispetto ad altri settori. Mentre, ad esempio, l’IVA cresce del 2% e le accise sugli oli minerali del 2,2%, il gettito da giochi si muove in direzione opposta.
La flessione conferma una tendenza già osservata negli ultimi anni e che riguarda in particolare il canale fisico, sempre più esposto alla concorrenza dell’online e agli effetti delle restrizioni normative a livello territoriale. A questo si aggiungono i cambiamenti nelle abitudini dei consumatori e una pressione fiscale che resta elevata.
Il dato assume un peso rilevante anche per le finanze pubbliche. Il settore del gioco rappresenta infatti una componente importante del gettito erariale, e una contrazione di questa entità rischia di incidere sugli equilibri complessivi delle entrate.







