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Banca d’Italia. UIF suggerisce di monitorare l’utilizzo delle carte prepagate nel settore del gioco

In: Cronache, Fisco

20 febbraio 2014 - 11:52


Banca Italia

(Jamma) Monitorare con maggiore attenzione il ricorso alle carte prepagate in determinati settori, per evitare che possano nascondere attività illecite. E’ quanto suggerisce di fare l’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia in una circolare inviata ieri agli istituti di credito. Per Palazzo Koch, tra i settori in cui l’utilizzo delle carte di credito prepagate appare meno giustificato rientrano il gioco online e le agenzie di scommesse, assieme a edilizia, imprese di pulizia, money transfer, compro oro, agenzie e sub-agenzie assicurative.“La crescente diffusione delle carte di pagamento in sostituzione del denaro contante” osserva la Uif, “va giudicata con favore ai fini della prevenzione e del contrasto del riciclaggio” dal momento che le operazioni effettuate con questo strumento sono tracciabili. Tuttavia, da una serie di indagini sono emerse “ipotesi di utilizzo delle carte incoerenti con le finalità proprie dello strumento e con il profilo economico dei titolari, tali da configurare possibili fattispecie rilevanti ai fini della segnalazione di operazioni sospette”. La Uif rimanda quindi agli schemi rappresentativi redatti per rilevare le anomalie nell’utilizzo delle carte di credito.

 

In materia di giochi, sono stati compilati “due schemi rappresentativi di comportamenti anomali relativi a operatività connesse con il settore dei giochi e delle scommesse. Gli schemi sono stati elaborati in esito agli approfondimenti svolti dall’Unità sulla base delle segnalazioni di  operazioni sospette relative al predetto settore, con la collaborazione della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Il primo schema si applica a tutti i destinatari degli obblighi antiriciclaggio, fatta  eccezione per quelli di cui all’art. 14, comma 1, lettere d), e) ed e-bis)” Il riferimento è al decreto legislativo sull’antiriciclaggio (il n. 231/2007) e i soggetti cui si fa riferimento in questo caso sono i casinò fisici, gli operatori che offrono giochi e scommesse online, e gli operatori di giochi e scommesse a terra.

“In particolare” prosegue la Uif,  ”le banche, Poste italiane s.p.a., gli istituti di moneta elettronica e gli istituti di  pagamento possono risultare esposti a rilevanti rischi operativi, legali e di  reputazione.  Sotto il profilo soggettivo, i soggetti destinatari sono chiamati a valutare, fra  l’altro, la mancanza o la revoca del titolo concessorio rilasciato dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Sotto il profilo oggettivo, assumono rilievo i rapporti utilizzati per l’attività degli operatori di gioco, intestati a soggetti che non risultano  operanti nel settore; la movimentazione del rapporto sovradimensionata rispetto al profilo economico dell’operatore di gioco; gli accrediti da parte di operatori di gioco in favore di giocatori ricorrenti, ovvero su strumenti di pagamento per importi complessivi rilevanti, specie se seguiti da prelievi di contante – anche presso ATM – o da trasferimenti a favore di terzi.
Il secondo schema si applica, invece, esclusivamente all’attività svolta dagli operatori di gioco di cui al citato art. 14 e descrive possibili anomalie riconducibili al comparto del gioco fisico e/o a quello del gioco on-line, in presenza delle quali è richiesta la collaborazione attiva.
Anomalie soggettive possono essere riscontrate, oltre che negli assetti proprietari e di controllo delle società concessionarie o degli operatori di gioco, nella divergenza tra il giocatore identificato all’atto della giocata e il soggetto che procede alla riscossione della vincita. Sotto il profilo oggettivo, nel gioco fisico si può riscontrare un anomalo utilizzo di denaro contante per importi rilevanti, mentre sono peculiari del gioco on-line gli anomali utilizzi del conto di gioco, specie se da parte di soggetto diverso dal titolare e in presenza di ricariche seguite dal prelievo ovvero dalla chiusura del conto”.

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