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ADM, fisco e questo strano rapporto con l’Agenzia delle Entrate

In: Fisco

3 gennaio 2014 - 15:19


CONFERENZA STAMPA AGENZIA DELLE ENTRATE LOTTA ALL'EVASIONE

(Jamma) – Il nuovo anno porta con se qualche novità ma è sempre, e comunque, il seguito di ciò che è stato avviato nei mesi e negli anni precedenti. Così sarà anche per il 2014?  Gli operatori del gioco saranno ancora costretti a difendersi da tutto e da tutti?

Soli, abbandonati soprattutto dalla ADM, l’Amministrazione di riferimento per il settore. Non l’abbia a male il dott. Magistro se con l’editoriale di Jamma Magazine nel numero di dicembre ce la siamo presa anche con lui, non è una questione personale, voleva solo sollecitare un nuovo modo di fare amministrazione, una provocazione per chi di competenza che non intende assolutamente intervenire – se non quando obbligato – per spiegare e motivare le attività di raccolta del gioco che, appunto, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli effettua per conto dello Stato avvalendosi di Concessionari e Terzi incaricati.

 

I Concessionari sono alla berlina, criticati apertamente in ogni dibattito pubblico, additati come le “lobby del gioco” e processati come “criminali” oltre che perseguitati da fisco o magistratura contabile. E questo vale sia per le aziende dei concessionari sia per i loro partner. L’ADM non deve anche difendere queste aziende che ha scelto e inserito nell’elenco dei suoi collaboratori?

Ci sono voci di un rimpasto nella “squadra di governo” per il settore, ai nuovi dirigenti chiediamo sin da ora più attenzione per le aziende del settore, questa volta veramente rischia di saltare tutto.

Non solo per la vicenda legata al procedimento presso la Corte dei Conti, anche per tutti i procedimenti di contenzioso tributario avviati per gli anni 2007 e 2008, che sono stati anche oggetto di un convegno nel gennaio 2013.

Da quell’evento eravamo usciti con la promessa di maggiore collaborazione tra l’Agenzia delle Entrate e l’ADM al fine di giungere, non soltanto ad una adeguata rendicontazione della raccolta ma alla definitiva “certificazione” delle operazioni contabili tra i diversi soggetti della filiera, esattamente come merita ogni tipo di attività pubblica, specialmente l’offerta dei giochi.

E se l’Agenzia delle Entrate chiedeva determinati adempimenti l’ADM avrebbe dovuto sollecitare e magari anticipare una circolare specifica e dettagliata sulle modalità da seguire per una raccolta “certificata”. Specialmente dopo le norme antiriciclaggio.

Il dott. Piancaldini(Agenzia delle Entrate) era stato molto chiaro nel chiedere modalità di registrazione e procedure certe per evitare problemi al momento delle verifiche e dei controlli.

Peraltro il dott. Diamare, già responsabile degli apparecchi automatici per ADM, nell’ambito dello stesso convegno aveva anticipato che sulla percentuale di retrocessione, ad esempio anche per il 2013, esistono problemi per ottenere un dato preciso. Allora perché ancora oggi l’agenzia delle Entrate considera il 75% dell’IN il dato di partenza per avviare una contestazione sulle registrazioni contabili dei proprietari di Newslot?

 

Come si potrebbe definire questo modo di procedere di uno Stato che concede un diritto, non definisce come usufruire del diritto e quindi sanziona sulla base di regole mai comunicate e mai scritte relative alla gestione di quel diritto. Truffa?

Già qualche Tribunale si è espresso sulle modalità di restituzione in vincite degli apparecchi Newslot e ADM è stata condannata al risarcimento dei danni per comma 6 e 6a) a rischio svuotamento hopper.

Prima di arrivare davanti al Magistrato non è meglio scrivere regole chiare?

Che gli apparecchi pagano più della vincita minima l’ADM lo scrive anche sul suo sito istituzionale, perché non lo comunica anche alla Agenzia delle Entrate?

m.b.

 

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Note informative sulle probabilità di vincita

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AWP – apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a) del Testo unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773.

Per gli apparecchi cd. AWP, la legge prevede che ogni modello di apparecchio certificato debba restituire una percentuale minima di vincita alla fine di ogni ciclo di partite. Il ciclo di partite varia da modello a modello e può essere riferito ad un numero massimo di 140.000 partite. La percentuale minima di restituzione in vincite della raccolta, originariamente prevista al 75%, è stata ridotta al 74 % per effetto dell’entrata in vigore dell’art. 10, comma 9, del Decreto legge 2 marzo 2012 n. 16 convertito in legge 26 aprile 2012, n. 44, che ha assorbito in norma primaria il decreto direttoriale 12 ottobre 2011, attuativo del Decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito in legge 14 settembre 2011, n.148. Trattandosi di percentuali minime, verificate dagli organismi di certificazione sull’esemplare di modello, non è possibile indicare l’effettiva probabilità di vincita di ogni apparecchio, che deve risultare non inferiore a quella normativamente prevista.

Tutti i modelli di apparecchio sono consultabili sul sito istituzionale dell’Agenzia delle dogane e dei Monopoli all’indirizzo giochi – apparecchi da intrattenimento – newslot – assistenza operatori – Elenco degli esemplari di modello di cui all’art. 110, comma 6, lettera a) del T.U.L.P.S., dotati di certificato di esito positivo della verifica tecnica di conformità. Affianco a ciascuno di essi è indicato, tra l’altro, il ciclo delle partite cui è riferita la percentuale minima di restituzione.

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